Il governo italiano ha espresso la sua opinione su Libra, la valuta di Facebook

Cioffi (Mise) anticipa che il Governo osserverà con attenzione la stablecoin della galassia Zuckerberg, temendo per la stabilità finanziaria del Paese. Capitanio (Lega) plaude alla decisione del collega di maggioranza. Sullo sfondo la paura, espressa anche da Powell (Federal Reserve), che dal mondo cripto possa arrivare una seria minaccia a banche e istituzioni centrali 

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 (Afp)
 Mark Zuckerberg

Rispondendo a un’interrogazione in commissione Trasporti alla Camera, il sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi (M5s) ha fatto trapelare quella che sembra la prima posizione ufficiale del governo su Libra, la valuta digitale lanciata da Facebook: "Il Governo osserverà con attenzione" la stablecoin, per poi aggiungere: "Posto che è inopportuno che una società privata introduca sul mercato strumenti o prodotti che possano minare la stabilità di uno stato nazionale". Il Mise, ha aggiunto, farà ogni tipo di valutazione in accordo con il ministero dell’Economia e con le autorità di settore, “anche in materia di anti-riciclaggio” (Ansa).

Il ministero dello Sviluppo economico ha quindi preso tempo, dicendo che è in attesa di valutare il progetto quando verrà presentato ufficialmente (il lancio è previsto per gli inizi del 2020). In commissione Cioffi ha anche ricordato come le autorità americane abbiano espresso dubbi analoghi. Il riferimento è a Jerome Powell, numero uno della Federal Reserve, che in audizione al Congresso ha detto che Libra “solleva serie preoccupazioni”, sospettando che la sua diffusione “sarebbe immediatamente di importanza sistemica”.

Alle parole di Cioffi hanno fatto seguito quelle di Massimiliano Capitanio, parlamentare della Lega: “Come confermato dal Governo, Libra potrebbe minare la stabilità di uno Stato nazionale. Dunque è positivo che il Mise giudichi quantomeno 'inopportuno' che una società privata introduca sul mercato simili prodotti”. E ancora: “Prendiamo dunque positivamente atto che per l'Esecutivo la cripto-valuta di Facebook potrebbe avere effetti dirompenti sul mercato sia dal punto di vista digitale che valutario”.

Il timore dei governi per Libra

È un fatto che i governi temano Libra. E non a torto: è lo stesso motivo per cui in anni recenti hanno temuto Bitcoin, e in anni meno recenti hanno temuto l’impatto di nuove soluzioni di pagamenti via digitale come PayPal, che proprio con la Fed ha combattuto a lungo negli anni Novanta, prima di cedere alle pressioni di essere regolamentato e accettare le richieste delle autorità garanti. Il sogno di avere una valuta di Internet è lungo più di 20 anni, ma prima o poi si è sempre scontrato con le resistenze delle autorità centrali. Per ora. 

Ma questa sembra già una storia con contorni molto diversi. Il potere nelle mani di Mark Zuckerberg, con i suoi grafi sociali in grado di profilare, analizzare e comprendere meglio di qualunque strumento finora conosciuto i nostri desideri e le nostre voglie di acquisto, fa tremare i polsi dei sistemi statali e finanziari. La forza di Facebook oggi sembra assai maggiore di quella di PayPal negli anni Novanta. 

Oggi Bertrand Perez, intervenendo al Forum sull’economia digitale a Milano ha detto che "L'obiettivo di Libra non è competere ma essere complementare con le banche". Perez è direttore operativo di Libra Association, l’organizzazione che gestirà la valuta digitale di Facebook. “Le banche sono importanti per il sistema finanziario. Libra non le sostituirà, ma le affiancherà”, ha aggiunto.

Alle autorità centrali, ai governi, spetterà il compito di credere o meno alle rassicurazioni dell’azienda. Scelta che si prefigura niente affatto semplice. 

@arcangeloroc



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