Perché Grillo si fa un nuovo blog alla vigilia delle elezioni?

Ha preferito rendersi autonomo in senso organizzativo e dopo le elezioni potrà decidere se appoggiare o no la svolta governista

Perché Grillo si fa un nuovo blog alla vigilia delle elezioni?
Alberto PIZZOLI / AFP 
 Beppe Grillo

Il blog beppegrillo.it è stato, a partire dai primi anni 2000, un potente mezzo di aggregazione per il mitologico “popolo della rete”, il nuovo soggetto politico che viene ufficialmente sdoganato in occasione del referendum abrogativo del 2011.

Nel lontano gennaio 2005 il comico genovese dichiarava: “Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell'informazione”, iniziando a interagire online col pubblico dei suoi spettacoli itineranti di città in città e favorendo la formazione di gruppi di cittadini, futuri nuclei delle Liste Civiche e dei Meetup Amici di Beppe Grillo, confluiti nel M5S nel 2009.

Nello stesso anno di nascita il blog viene premiato da testate giornalistiche prestigiose come TIME e IlSole24Ore. Tra il 2006 e il 2009 è uno dei portali digitali più influenti del mondo, poi lentamente scivola nelle retrovie, sia per l'esplosione dei social media che per la decadenza della blogosfera in generale. Decine di migliaia di utenti e centinaia di migliaia di visualizzazioni sono numeri comunque grossi, specialmente se rapportati al sistema Italia, piuttosto che al mondo intero.

Il dominio beppegrillo.it è registrato sin dal 2001 a nome di Emanuele Bottaro, amico del comico e la gestione è stata, di fatto, della Casaleggio Associati fino a poco tempo fa. Laddove IlSole24Ore già nel 2013 parlava di ricavi tra i 5 e i 10 milioni di euro, i diretti interessati non hanno mai rilasciato dati consultabili, anzi a sentire loro non ci avrebbero mai guadagnato. Ma non è questo il punto d'interesse, quanto piuttosto l'interruzione della collaborazione con la Casaleggio Associati, società di marketing e comunicazione e la definitiva separazione di beppegrillo.it e ilblogdellestelle.it.

Gianroberto Casaleggio così parlava nel 2012, poco prima del boom elettorale che avrebbe portato il M5S in Parlamento: "ho scritto io le regole del Movimento 5 Stelle. Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui. Con Beppe Grillo ho scritto il «Non Statuto», pietra angolare del MoVimento 5 Stelle prima che questo nascesse". Questa lettera al Corriere della Sera è essenziale per capire come si è strutturato, politicamente ma non solo, il M5S durante gli anni del grande sodalizio tra i due fondatori; il comico e lo stratega di rete, sono stati il cuore e la mente del primo partito digitale italiano.

Con la morte di Gianroberto Casaleggio nel 2016, Beppe Grillo annuncia il famoso “passo di lato” e parte con lo spettacolo Grillo Vs Grillo, dichiarando: "non avrei mai pensato di essere l'artefice di un movimento politico. Si è creata una confusione di ruoli. Io non sono il leader dei 5 Stelle".

Molto interessante, ma in netto contrasto con quanto affermato dagli statuti del M5S, che all'epoca erano solo due, scritti in seguito allo sbarco in Parlamento per adeguare la struttura organizzativa, quantomeno dal punto di vista formale. Oggi cercando il Non Statuto si rischia di finire in un deludente Error 404, in quanto il nuovo Blog di Beppe Grillo non ne ospita alcuna versione consultabile.

Perché Grillo si fa un nuovo blog alla vigilia delle elezioni?

L'ultimo codice etico approvato a fine 2017 per riorganizzare il M5S in vista delle imminenti elezioni, designa Beppe Grillo ancora come Garante, egli detiene gran parte del potere in condivisione col Capo Politico, Luigi Di Maio. Certamente, la cancellazione del divieto di alleanze, la parziale rimozione del divieto dei due mandati, la progressiva introduzione di quadri intermedi, designano un M5S ormai ben diverso da quello preconizzato dai fondatori e dagli attivisti della prima ora. Principi come la trasparenza assoluta, lo streaming, i processi decisionali aperti, l'uno vale uno, sembrano ormai chiaramente messi da parte, a favore di un pragmatismo governista, dettato dalla necessità di adeguarsi a nuovi obiettivi, diversi dall'opposizione tout court.

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Luca Eleuteri, uno dei soci fondatori di Casaleggio Associati, ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista in cui liquida il rapporto con Beppe Grillo adducendo anche motivazioni economiche: "Posso sentire la mancanza di una grande intuizione come quella del blog se non ne venissero altre, di un amico che l’aveva avuta e non c’è più, ma come imprenditore non della gestione di un blog di cui difficilmente ripagavi i costi".

Eleuteri sembra inoltre voler smarcare l'azienda dalla gestione del M5S, elemento contraddittorio rispetto all'utilizzo di Rousseau, piattaforma digitale sulla quale si sono svolte le recenti Parlamentarie e per la cui gestione i prossimi eletti pentastellati dovranno versare un obolo mensile di 300 euro. «Il primo grande passo è stato fatto quando Gianroberto ha donato la nostra creatura Rousseau all’omonima Associazione. E ora c’è la separazione definitiva con la consegna del brand beppegrillo.it, e i social media da milioni di utenti a Beppe Grillo. Il tutto senza prendere un euro. Non so quante società lo avrebbero fatto: il nostro è un gesto di amicizia».

Ci sono in questo passaggio delle affermazioni assolutamente decisive, a partire dalla definizione di beppegrillo.it come brand, il richiamo al capitale relazionale formato dall'utenza digitale e all'amicizia che fu il principio generatore del sodalizion tra Grillo e Casaleggio. Resta nell'ombra il dato fondamentale: di chi sono i server su cui girano le piattaforme, chi gestisce il database degli utenti, ovvero i dati sensibili, utili a profilare ed estrarre valore, economico e politico.

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“Ciascun parlamentare italiano, europeo e Consigliere Regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle, si obbliga ad utilizzare la cd. ‘Piattaforma Rousseau’ come principale mezzo di comunicazione per uniformarsi agli obblighi di trasparenza e puntuale informazione dei cittadini e degli iscritti al MoVimento 5 Stelle delle proprie attività parlamentari”: così recita uno degli articoli del nuovo codice pentastellato, nonostante Eleuteri dichiari: "Spero che con questo chiarimento d’ora in poi le forze politiche e i giornalisti la smettano di dire che la Casaleggio associati si occupa ancora del Movimento".

Le elezioni 2018 sono le prime in cui il M5S si presenta con un comitato elettorale non presieduto da Beppe Grillo, perché personalizzato da Di Maio con i nomi di Dario De Falco, storico amico del candidato di Pomigliano, Pietro Dettori, collaboratore di Davide Casaleggio e responsabile editoriale dell'Associazione Rousseau, infine Vincenzo Spadafora, mentore politico e tessitore di relazioni istituzionali. Quando è stato presentato il nuovo simbolo pentastellato, dove non c'è più il richiamo a beppegrillo.it ma al nuovo ilblogdellestelle.it, Garante e Capo Politico sono sembrati in disaccordo su alcuni temi: il primo ammetteva la possibilità di errori durante le Parlamentarie su Rousseau, il secondo smentiva categoricamente; il primo chiudeva a ogni possibile alleanza post elettorale con altri partiti, il secondo per niente.

Nel frattempo a Genova prosegue la causa di diversi iscritti della prima associazione M5S, che vogliono rivalersi sulla seconda grazie alla consulenza dell'avvocato Lorenzo Borrè. Nelle sue stesse parole, il "ricorso è stato presentato da 33 membri originari del Movimento, rappresentativi di tutta Italia e di centinaia di iscritti della prima ora". L'associazione costituita nel 2009 aveva richiesto la nomina di un curatore per promuovere azione giudiziaria contro Beppe Grillo. Il legale che assiste i 33 militanti storici: "Di fatto è stato commissariato il M5s originario".

Le grane giudiziarie non sono finite qui, anzi con le Parlamentarie sono decisamente aumentate, in parte a causa dei disguidi informatici della piattaforma, in parte per la scrematura dei candidati, eseguita manualmente, anche se non si sa da chi e in base a quali specifici criteri. Un mix di vecchio e nuovo, tra partecipazione digitale e vecchi metodi politici con luci e ombre, che si risolverà con lo scontro a colpi di carte bollate tra la seconda e la terza associazione del M5S.

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Beppe Grillo già nel 2015 si dichiarava “un po' stanchino” e nel mentre dava spazio al Direttorio, composto da Di Maio, Fico, Di Battista, Ruocco e Sibilia, votati sul suo blog da una percentuale brezneviana del 97,1%, corrispondenti a 34.050 utenti. Per capire cosa sta succedendo oggi bisogna guardare proprio a questo momento decisivo per l'evoluzione del M5S. Di Battista si è chiamato fuori da tempo, lasciando spazio alla corsa solitaria Di Maio, ma al contempo portando avanti una propria campagna parallela, per contenuti e per modi. Senza gaffe, senza toni esasperati, senza sbagliare congiuntivi, talvolta esprimendo pensieri diversi dalla linea ufficiale.

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Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai e considerato un ortodosso grillino della prima ora, resta dalla parte di Beppe Grillo, chiudendo alle alleanze elettorali con una dichiarazione perentoria: «Salvini è geneticamente diverso dal M5s perché si è alleato con uno che si è tenuto per un anno in casa un mafioso». Fico sarà ricandidato, ugualmente alla Ruocco e a Sibilia, rappresentando un sicuro segno di continuità per la politica del M5S.

Nelle parole di Fico "c'è il blog di Beppe Grillo che finalmente si separa da quello delle stelle"», tutto diventa più chiaro. Da un lato resta la Casaleggio Associati, da un altro nasce Beppe Grillo srls', che persegue una mission aziendale identica, in continuità con l’asset commerciale Grillo-beppegrillo.it. Così le parole di Eleuteri iniziano ad avere ancora più senso, perché la nuova società del comico intende perseguire lo "sviluppo di piattaforme online, blog, web, applicazioni mobile ecc.", ma anche la "vendita e intermediazione di spazi pubblicitari online e offline". Dulcis in fundo, Grillo vuole anche occuparsi di "ideazione, creazione, sviluppo, implementazione e gestione di sistemi e piattaforme informatiche accessibili attraverso anche internet"; praticamente tutto quanto sinora aveva fatto in tandem con Casaleggio.

Perché Grillo si fa un nuovo blog alla vigilia delle elezioni?

Un'azione del genere somiglia al decentramento dell'infrastruttura, ovvero la replica in scala del sistema centrale, spostato altrove: una clonazione del sistema, riprodotto in maniera indipendente e rinnovata rispetto all'originale.

È come se Grillo avesse replicato il M5S nella sua interezza, tanto è vero che la nuova società intende anche perseguire "l’ideazione e la gestione di attività editoriali ivi incluse le attività di pubblicazione di contenuti informativi via internet nonché la creazione e la gestione di periodici" e "parteciperà a consorzi e appalti sia pubblici che privati". D'altro canto, Eleuteri sostiene che "noi come Casaleggio Associati stiamo spostando il nostro focus dal settore dell’editoria digitale a quelli dell’Intelligenza Artificiale, dell’Internet delle cose e dell’integrazione tra punti fisici e digitale". Le stesse identiche cose che professa Grillo nel suo nuovo blog, celebrando un tecno utopismo che non si vedeva da anni.

Tutto ciò rafforza l'idea che dopo le elezioni ci potrebbe essere una vera scissione, tra i governisti capeggiati da Di Maio e gli intransigenti legati al progetto originario. Una corrente che potrebbe raggrupparsi intorno a Fico e Di Battista, con Grillo che al contempo riprenderebbe il controllo dell'associazione originale, magari patteggiando coi ribelli, con gli espulsi e con coloro che sono rimasti fuori dalle varie transizioni associative, chiudendo in tal modo cause e ricorsi e tornando protagonista.

Dopo la chiusura del ciclo originario con Gianroberto Casaleggio, Grillo ha preferito rendersi autonomo in senso organizzativo e dopo le elezioni potrà decidere se appoggiare o no la svolta governista. Intanto Di Maio sta giocando il tutto per tutto, come i tentativi palesi di seduzione  verso la Lega di Salvini, alla ricerca di accordi sotterranei che potrebbero essere favoriti da teste di ponte come Alberto Bagnai, esponente del fronte sovranista e antieuropeista, un tempo nelle grazie del M5S e oggi candidato col Carroccio. 



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