Professione cyberdefender: la Cyberchallenge italiana è l’occasione di mettersi alla prova

Il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI seleziona i migliori talenti informatici italiani fino al 20 gennaio in 18 università

Professione cyberdefender: la Cyberchallenge italiana è l’occasione di mettersi alla prova

Smontare e rimontare le cose. Metterci le mani dentro. Trasformarle secondo i propri desideri.

Questo è l’hacking, un modo irriverente e giocoso di misurarsi con la complessità delle macchine informatiche. Oggi, finalmente, maneggiare hardware e algoritmi, scoprire difetti nel codice e risolvere problemi matematici per proteggere le reti, bloccare un attacco informatico, ottimizzare un software con un hack, si può fare alla luce del sole.

Dopo molti anni in cui pessime narrazioni e troppi pregiudizi hanno portato tanti giovani hacker a coltivare il proprio talento da soli, incompresi, di nascosto, CyberchallengeIT, consente ai più giovani di uscire dal bozzolo e trasformarsi in hacker impegnati a proteggere quello che conta veramente: la pace, la democrazia, il benessere di tutti. Possibile? Forse sì, se scegliamo la strada giusta.

Questo almeno è l’obbiettivo che si prefigge il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI con la Cyberchallenge, un progetto accademico di addestramento gratuito dei giovani talenti informatici italiani fra i 16 e i 23 anni. Le iscrizioni per partecipare, fino al 20 gennaio, serviranno a selezionare i più meritevoli in un percorso che culminerà nella gara finale e nelle premiazioni del 28 giugno 2019. Il progetto punta a sviluppare nei partecipanti le competenze necessarie ad affrontare le sfide che un cyberspace sempre più affollato impone per garantire la sicurezza di tutti.

La sicurezza? Sì, proprio quella. Non la “Sicurezza” sbandierata da politici senza scrupoli che barano su fatti e numeri per il proprio tornaconto, ma la sicurezza quotidiana in gioco ogni volta che usiamo una carta magnetica, un computer, un dispositivo digitale. La sicurezza di non essere spiati, derubati o bullizzati. La sicurezza di arrivare a destinazione, di avere le cure necessarie, di poter richiedere un diploma o accedere al mondo del lavoro.

Non ci pensiamo mai, però in un mondo senza confini come il cyberspace dove il reale e il virtuale si confondono, il normale funzionamento di quello che di buono la società ci offre, scuole, ospedali, trasporti, è costantemente minacciato da cybercriminali, stati canaglia e software scritti male. Una minaccia che prende la forma di furti di identità, virus e attacchi alle infrastrutture di base, dal trattamento dell’acqua che beviamo alla fornitura di energia elettrica.

È proprio per impedire che le attività basate sulle infrastrutture digitali vengano compromesse il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity per il terzo anno consecutivo ha chiamato a raccolta (diciotto) università e scuole per contribuire allo sforzo di modernizzare il paese favorendo la cultura informatica dei giovani e la selezione di quei talenti che, se vorranno, potranno diventare i cyberdefender che l’Industria e la Pubblica Amministrazione spesso cercano invano.

Ripetiamo, il 20 gennaio si chiudono le iscrizioni, è tempo di affrettarsi. Happy Hacking!



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