C'è posta per noi: questioni di Pil

Quello che conta è il dato di giugno Alla signora Meloni semplicemente chiederei Semplici considerazioni da semplice cittadino Ma dove si trova Bassano del Grappa? ► Due parole sul primato dei Borbone ► Ma via Guido Reni è ai Parioli? A proposito di giornalismo.

C'è posta per noi: questioni di Pil

Avete scritto e scrivete in tanti a dir@agi.it. Spesso suggerendo un servizio, a volte correggendo un errore o per suggerire miglioramenti sul nuovo sito Agi.it. Ne siamo talmente contenti e soddisfatti che abbiamo paura di perdere questo utile e proficuo dialogo con i nostri lettori. Per questo abbiamo deciso che vi dobbiamo delle risposte. Non sempre, non a tutti. Sarebbe impossibile. Ma, a partire da oggi, ogni volta che ci sarà l’opportunità, pubblicheremo alcune delle vostre email. Con qualche nostra risposta quando se ne presenterà la necessità. Intanto grazie a tutti quelli che ci hanno scritto e che ci scriveranno. 

Questioni di Pil 1

Ho letto il vostro report che mi trova d'accordo. L'unica osservazione che mi preme comunicarvi è che quello che io sottolineo è il dato di giugno. In riferimento alla produzione industriale come riportato da Istat :

L'indice destagionalizzato mensile registra variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell'energia (+5,7%), dei beni intermedi e dei beni di consumo (entrambi +1,3%); segna invece una variazione negativa il comparto dei beni strumentali.

Insomma, mi riferisco al dato di giugno e, osservando il rapporto Terna con i dati giugno su maggio, ne scaturisce la mia puntualizzazione. 

Ringraziandovi, saluto cordialmente.

Barbara Lezzi

Questioni di Pil 2

Caro direttore, curiosando tra le notizie riportate sulla prima pagina di Google, mi sono soffermato sull'articolo relativo al Pil italiano e le considerazioni fatte da alcuni esponenti dell'opposizione. Alla signora Meloni chiederei semplicemente di enumerare i dati del Pil nell'era Berlusconi, così facendo forse scoprirebbe che l'Italia è andata sempre più giù; al compagno della sinistra italiana non chiedo niente, dico solo che è facile fuggire per crearsi una ipotetica nuova cuccia pensando di sedere nuovamente in parlamento; all'esponente del Movimento 5 stelle che dire: si sentono dei santoni in grado di fare miracoli, poi il degrado di Roma è sotto gli occhi di tutti.
Buon lavoro e buon fine settimana.

Tedeschi Massimo

Questioni di Pil 3

Salve,

scrivo solamente per far notare quanto in Italia non vada mai nulla bene, e come siamo subito pronti a far le pulci. In particolare mi riferisco ai dati sul Pil, che in ogni caso è in crescita, poi si può discutere del decimale in più o in meno, ma è certamente in crescita. Altra considerazione verso chi scrive che in ogni caso risultiamo quelli che in ambito europeo cresciamo meno. Quando mai siamo stati sempre nello stesso ambito i primi!? E poi, ci si dimentica da quale dato negativo proveniamo!? Da semplice cittadino faccio queste semplici considerazioni valutando anche quanto nel nostro paese sia estremamente complicato avviare esecutivamente processi veramente rivoluzionari che possano velocizzare le ricrescite economiche. Ecco per cui credo che oltre ad ogni ideologia, ciò che si è raggiunto vada visto positivamente e non denigrato.

Alessio Bertani

Ma dove è Bassano del Grappa?

Vi segnalo che Bassano del Grappa è in provincia di Vicenza, non di Treviso come indicato nel lancio al link 

Grazie,

Elisa Franzan

Come disse Papa Wojtyla: “Voi mi corigerete”. Grazie a te Elisa, dir

Il primato dei Borbone

Ho letto adesso l'articolo relativo alla toponomastica borbonica.

Poiché non è stato riportato, la prima strada in assoluto intestata ai BORBONE è avvenuta a Soveria Mannelli in provincia di Catanzaro nel 1994.

La strada venne intestata a Ferdinando II di Borbone e inaugurata il 25 febbraio 1995 da Carlo di Borbone, ricevuto nella Chiesa matrice di San Giovanni Battista con un Te Deum officiato dal Vescovo Vincenzo Rimedio.

Nell'occasione l'Amministrazione Comunale, allora da me diretta, promosse le Giornate Borboniche.

Successivamente, ricoprendo il ruolo di Assessore alla Cultura della Regione Calabria, nel 2013 ho contribuito ad inaugurare, dopo 32 anni dall'inizio dei lavori, il Museo delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana.

Parimenti, nella redazione del Piano Regionale dei Beni Culturali, delineammo un "Percorso Borbonico, finanziando opere nella "filiera del ferro" a Mongiana, Stilo e Pazzano, oltre che il Quadrato Compagna a Schiavonea di Corigliano, uno dei rioni esempi di strutture fieristiche d'Italia.

Una buona giornata.

Mario Caligiuri

Stilare un elenco completo sarebbe stato impossibile. Per questo la ringraziamo della sua preziosa segnalazione. Grazie, dir

Agi prova ad essere migliore

C'è un refuso, che si può correggere. La strana idea che via Guido Reni sia "parioli"=gente ricca=zona controllata è degna del blog "gentedifuoriroma". AGI deve essere migliore.

Non offendetevi, non è mia intenzione.

Federico Rocchi

E noi non ci offendiamo. Anzi! Vorremmo tanti lettori come te, Federico, che ci aiutano a migliorare e correggere gli errori. Grazie, dir

A proposito del lavoro giornalistico

Gentilissimi,

vi scrivo perché apprezzo il vostro lavoro giornalistico e dunque, spero che non vi dispiaccia, ho maturato nel tempo delle aspettative rispetto alla sua qualità.

Vi segnalo per questo una minuscola, ma a mio parere significativa, sgradevolezza rispetto al pezzo in oggetto: quante volte è necessario ripetere che una donna, di cui si parla in qualità di vittima di un omicidio, era nubile? Secondo voi due: ad essere onesti neanche tante.

Eppure risulta difficile non lasciarsi suggerire uno scenario, lo scenario delle vite femminili quasi anziane, nubili, appunto, e quindi... da poco. 

Non siete gli unici a rimarcare oltre lo strettamente necessario lo stato civile delle donne nelle notizie che le riguardano, ma siete i soli a cui mi interessa farlo notare, poiché ritengo che il vostro sia giornalismo di qualità.

Grazie per l'attenzione,

Giulia Lucarelli

Cara Giulia, le risponderò con una citazione da “Il buon giornale” di Piero Ottone (Longanesi 1987):

Si racconta che un direttore della “Neue Zürcher Zeitung” abbia detto a un giovane redattore, il giorno dell’assunzione: “Quando scriverà un articolo, si ricordi che ogni frase ha un soggetto, un predicato, un complemento oggetto. Punto. Poi di nuovo soggetto, predicato, complemento, e un altro punto. Se una volta sentirà il desiderio di adoperare un aggettivo, venga prima nel mio ufficio a chiedermi il permesso”. E’ una regola splendida.

Ecco Giulia, lei ci ricorda di restare fedeli a quella scuola. Ed è in buona compagnia: anche Mark Twain era piuttosto categorico: “Regola per l’aggettivo: nel dubbio cancellatelo”. Dunque, grazie di cuore per la sua segnalazione. Staremo più attenti. Dir



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