TAIWAN, A TAVOLA DA IKEA
Di Giovanna Tescione
Roma, 11 feb. – Mai più conversazioni a singhiozzo e silenzi assordanti a tavola, a Taiwan arriva la ‘no-phone hot pot’, l’unica hot pot che funziona solo se i commensali mettono via il proprio smartphone. È l’esperimento del colosso svedese dell’arredamento IKEA che nei suoi ristoranti della capitale taiwanese ha proposto una versione high-tech del pentolone di huoguo (火锅) - brodo bollente generalmente posizionato a centro tavola in cui cucinare al momento carne o verdura – e dove a dare energia sono proprio gli smartphone posizionati su dei sensori posti sotto il pentolone.
Destinatari di questo esperimento quelli che in Cina si chiamano Di touzu (低头族), letteralmente ‘quelli con la testa bassa’, ma non perché nella vita subiscono senza essere in grado di reagire, ma perché a testa bassa trascorrono davvero tutte le loro giornate. Giovani e adulti che non riescono a staccare gli occhi dal proprio smartphone, al ristorante, in treno, per le strade della città, alle feste di amici o in pausa pranzo a lavoro. Un problema che sta diventando sociale e per il quale il colosso ha cercato di dare la propria interpretazione.
Il test, documentato tramite un video diffuso su Internet dall’azienda, sembra aver riscosso abbastanza successo tra i partecipanti. Il video mostra una cameriera che portando la hot pot a tavola invita i clienti a consegnarle i telefoni. Con un gesto la pentola si alza e dal tavolo spunta un’area nascosta dove vengono posizionati gli smartphone, alimentando e facendo accendere il fornello a induzione. Dopo lo stupore e l’eccitazione iniziale e un po’ d’agitazione dopo l’arrivo dei primi messaggi, qualcuno sembra perfino prenderci gusto, riuscendo ad assaporare meglio il cibo che sta mangiando. D’altra parte meglio non provare a prendere lo smartphone o la temperatura della hot pot si abbasserebbe fino a spegnersi del tutto.
Una campagna di sensibilizzazione per promuovere il ritorno ai tempi in cui la tecnologia non esisteva a cui l’azienda non è del tutto nuova. A settembre del 2014 l’azienda aveva diffuso uno spot ironico in stile Apple in cui, in occasione del lancio del nuovo catalogo, proponeva il proprio ‘modello’ di libro supersensoriale chiamato bookbook, fatto di carta, sfogliabile con un dito e con immagini che si caricano istantaneamente.
Secondo uno studio condotto su 2000 telefoni nel Regno Unito in media controlliamo lo smartphone 221 volte al giorno, 1500 a settimana. Unico dubbio, sollevano alcuni utenti delle piattaforme di social network, è su come poter mangiare una hot pot se si è da soli o in compagnia di una sola persona, funzionerà la pentola con soli due smartphone? Ma polemiche a parte, il messaggio è chiaro: a tavola metter via il cellulare può rendere più piacevole lo stare insieme.
11 FEBBRAIO 2016
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