di Marta Snaidero*
La procedura di “tax compliance” rappresenta per una società di diritto cinese a investimento straniero il momento dell’anno di maggiori controlli da parte delle Autorità. Essa è connessa all’iter di chiusura di bilancio ed è fondamentale rispettare tutte le scadenze imposte e versare le imposte dovute, anche al fine di essere autorizzati al rimpatrio dei profitti prodotti alla casa madre.
Shanghai, 09 feb. - Le società di diritto cinese a investimento straniero (Foreign Invested Enterprise) sono obbligate dai vari dipartimenti governativi a mettere in atto controlli di conformità alla legge cinese.
È pertanto molto importante rispettare le scadenze poste di anno in anno dal governo, al fine di evitare di incappare in sovra costi, sanzioni di diversa entità o, per i casi più gravi, di vedersi revocata la business license (licenza societaria per operare in Cina). Secondo il diritto commerciale cinese, dal 1° marzo al 30 giugno, infatti, ogni FIE è soggetta ad un’ispezione annuale (tax compliance), cioè un processo di controllo, per cui le imprese devono fornire materiale rilevante al fine di dichiarare la natura e l’entità delle proprie operazioni commerciali.
Se una società non porta a termine tali controlli annuali entro il periodo prestabilito, verrà inserita in una lista nera governativa con un’alta probabilità di ricevere sanzioni sino a 100.000 RMB. Se, una volta richiesto dal governo, la società non porta a termine l’ispezione annuale entro 60 giorni successivi, la sua Business License verrà cancellata.
Data la gravità delle conseguenze che possono scaturire, è consigliabile rispettare tali scadenze e guardare a tale processo come un’opportunità per la società di condurre un controllo interno al fine di migliorare la propria struttura finanziaria e ottimizzare l’efficienza fiscale. Elenchiamo a seguire le fasi che caratterizzano la tax compliance annuale e che per una società ad investimento straniero sono strettamente legate all’iter di chiusura del bilancio d’esercizio.
Fase 1: Audit Report
Tutte le FIE sono obbligate ad assumere una società di revisione cinese esterna al fine di condurre un audit certificato sulla tenuta della contabilità e sui dati di bilancio depositati mensilmente presso l’Autorità locale competente. Il report deve essere firmato da un CPA cinese (Certified Public Accountant) al fine di assicurare che la società rispetti i principi contabili cinesi.
La struttura dell’audit report varia da regione a regione, ma l’obiettivo principale, oltre a certificare la pertinenza ai principi contabili, è controllare che i costi siano stati correttamente imputati in bilancio e di procedere ad eventuali aggiustamenti della base imponibile su cui viene calcolata l’imposta sul reddito societario (Corporate Income Tax). L’audit di bilancio dura generalmente due mesi e l’audit report deve essere pronto prima della fine di aprile.
Fase 2: Corporate Income Tax (CIT) Reconciliation
In Cina la CIT (IRES societaria cinese) è versata su base mensile o ogni tre mesi a seconda delle dimensioni societarie, entro il 15 del mese successivo. Tuttavia, considerando le discrepanze tra gli standard contabili e il diritto tributario cinese, la base imponibile su cui è calcolata la CIT è generalmente diversa rispetto a quella presente nelle scritture contabili redatte durante l’anno. Pertanto, lo State Administration of Taxation (SAT) richiede alle società di depositare un Annual CIT Reconciliation Report, entro 5 mesi dalla fine dell’anno contabile (intendendo in tal senso l’anno solare) al fine di determinare se tutte le imposte sono state versate o, in presenza di aggiustamenti della base imponibile, a determinare la differenza da versare o i rimborsi da ottenere. Generalmente tale report include un documento in cui vengono esposte le discrepanze tra i principi contabili e le regole impositive. Le società che hanno frequenti transazioni con parti collegate o correlate sono obbligate ad allegare un Annual Affiliated Transaction Report sui prezzi di trasferimento applicati. Per le società che dichiarano una perdita maggiore a 5 milioni di RMB è richiesto di aggiungere un audit ad hoc su tali perdite. Le Autorità fiscali, generalmente a marzo, pubblicano le linee guida da seguire di anno in anno. Tali regole possono cambiare da regione a regione.
Fase 3: Annual Inspection
Alle due fasi sopra definite segue l’annual inspection e cioè un controllo condotto in modo congiunto da diversi dipartimenti statali. L’obiettivo di tale controllo è assicurare che tali società stiano operando nel rispetto della normativa cinese. Ogni anno da marzo a giugno l’annual inspection è condotta dai seguenti dipartimenti:
• Ministry of Commerce (MOFCOM)
• Ministry of Finance (MoF)
• Administration of Industry and Commerce (AIC)
• State Administration of Taxation (SAT)
• State Administration of Foreign Exchange (SAFE)
• Statistical Bureau
La maggior parte delle attività svolte durante l’annual inspection sono formali.
Tuttavia le ispezioni dell’AIC e del SAFE sono spesso molto più complesse rispetto a quelle degli altri dipartimenti.
Iter di approvazione di bilancio
L’audit report di una società a responsabilità limitata, in conformità a quanto disposto dall’art 166 della Company Law, dovrà essere sottoposto all’assemblea dei soci incaricati dunque alla sua approvazione se stabilito dallo statuto societario. Non è infatti espressamente previsto né dall’Accounting Law né dalla Company Law alcun obbligo di assembla per l’approvazione del bilancio di esercizio. Tali assemblee non sono dunque legalmente richieste per società non quotate a meno che non siano espressamente previste nello statuto.
Ciò che emerge, invece, dalla Company Law, come esposto all’art. 167, è che ogni società deve versare il 10% dell’utile netto prodotto nell’anno a titolo di riserva obbligatoria al fine di coprire eventuali perdite prodotte negli esercizi successivi. In Cina le perdite possono essere rimandate fino a 5 anni. I soci possono inoltre deliberare la disposizione di un secondo fondo a riserva.
Gli utili, al netto di quelli depositati nei due fondi, potranno essere distribuiti ai soci previa approvazione societaria.
Nell’eventualità in cui la società chiuda il suo bilancio di esercizio in perdita, verrà meno l’obbligo di convocazione dell’assemblea al fine della delibera di costituzione, di un fondo riserva, come regolato dall’art 167 sopra citato.
Nello scenario in cui invece il bilancio si chiuda in attivo e si proceda con l’accantonamento a riserva, se la società sceglie di procedere alla distribuzione dei dividendi, essa avverrà alla luce della percentuale di contribuzione al capitale sociale salvo che gli stessi soci non abbiano stabilito diversamente nello statuto. Come sopra esposto, non è obbligatoria una convocazione assembleare di approvazione di bilancio se non vi è disposizione nello statuto. I casi in cui, ex art 37 della Company Law, è formalmente richiesta per legge delibera assembleare sono infatti i seguenti:
- la determinazione delle linee guida operative della società e dei piani di investimento;
- la determinazione e l’approvazione dei piani relativi al budget annuale societario;
- la delibera e l’approvazione dei piani di distribuzione dei profitti e di recupero delle perdite;
- l’approvazione delle delibere relative all’aumento o alla riduzione di capitale della società;
- l’approvazione della delibera relativa all’emissione delle obbligazioni societarie;
- l’approvazione delle delibere concernenti fusione, scissione, liquidazione e cambio della veste societaria;
- qualsiasi altra funzione e potere così come risultante dallo statuto societario.
Tuttavia, il comma finale dell’art 37, prevede una modalità per cui non sia necessario convocare obbligatoriamente l’assemblea, essendo sufficiente prendere direttamente una decisione senza seguire la procedura ordinaria di convocazione dei soci, a patto che venga redatto un documento sottoscritto e timbrato da tutti i soci.
*Senior Associate e responsabile del dipartimento tax&accounting di GWA.
09 febbraio 2015