di Giancarlo Dall'Ara*
Milano, 30 lug.- Il mercato turistico cinese per molti operatori italiani resta un mistero. Ed in effetti se si pensa a quanti aspetti di diversità lo caratterizzano, si può capire che non siamo di fronte ad un mercato dalla comprensione immediata.
La Cina è un mercato diverso dagli altri:
- per i suoi ritmi di sviluppo, mai registrati prima: dai 98 milioni di viaggi all’estero registrati nel 2013, si dovrebbe arrivare a 110 milioni in questo 2014,
- per i dati e le statistiche che lo riguardano non sempre facili da interpretare,
- per la sua storia molto particolare, molto antica ma anche molto recente se riferita al turismo outbound.
Se paragonato con i mercati turistici tradizionali i suoi tratti di diversità emergono immediatamente perché quello cinese è fortemente intermediato, perché le Istituzioni marcano una presenza più importante che altrove, e direi soprattutto per una domanda che, anche quando chiede proposte tradizionali, nasconde motivazioni che non sono quelle alle quali gli operatori turistici italiani sono abituati. E se a ottobre dello scorso anno è entrata in vigore finalmente una legge che cerca di regolarlo in tutti i suoi aspetti, è stato anche per evitare che questa diversità lo rendesse ingestibile.
Ma ciò che credo sia interessante osservare è che non mancano neppure le somiglianze tra il mercato cinese e i mercati turistici tradizionali “maturi”, come la Germania o gli USA o la Gran Bretagna.
Certo, come si è detto la storia del turismo cinese è diversa, ma sembra che stia ripercorrendo in tempi assai più ridotti le tappe che hanno segnato la storia del turismo in tutti gli altri Paesi, con una prima fase caratterizzata da uno sviluppo del turismo interno, una seconda fase di sviluppo del turismo estero secondo formule standard, viaggi brevi e “intensi”, ed ora una terza fase che vede protagonista un nuovo tipo di turista più esigente ed attento, più diversificato, con l’esplosione di tante tipologie di turismo e di tantissimi micro-segmenti di domanda, le “nicchie”.
Ma le somiglianze sono ancora più evidenti se si osserva la crescita straordinaria del turismo nel web, dove ritroviamo tutte le tipologie di operatori che già conosciamo, a cominciare dalle Online Travel Agency. C’è chi stima che il turismo online valga già ora circa il 30% del turismo complessivo in questo Paese, e in questo ambito i desideri e i comportamenti, soprattutto da parte dei più giovani, non sembrano differire troppo da quelli degli altri mercati.
Inoltre, anche in Cina come altrove, le tendenze mostrano un vero e proprio boom del turismo indipendente, una marcata richiesta da parte di quote consistenti della domanda di fare vacanze che siano vere e proprie esperienze, e di visitare i luoghi oltre quelli da “cartolina”. E non mancano neppure i cinesi interessati ad esprimere un stile di vacanza individuale che li fa andare non solo oltre le mete convenzionali, ma anche oltre i marchi consolidati. Ma il bisogno di novità che caratterizza sempre di più la domanda turistica cinese, non trova sempre proposte adeguate, e dunque stimola il sistema intermediario cinese a specializzarsi e innovare la propria gamma di proposte, i propri servizi e le proprie modalità di distribuzione.
Insomma un mercato in grande evoluzione e con ritmi di cambiamento davvero sorprendenti, grazie ai quali non mancano gli aspetti sui quali i nostri operatori, anche quelli che non hanno una particolare esperienza di questo mercato, possono pensare di fare leva, soprattutto se impareranno a conoscerlo almeno nei fondamentali, ad attrezzarsi di conseguenza, ad impostare la loro proposta e la loro programmazione con un’ottica non di breve termine, facendo rete, e nel rispetto di una cultura che – questa si – resta ancora in gran parte profondamente diversa dalla nostra.
*Giancarlo Dall’Ara
Fondatore e direttore del progetto "Chinese Friendly Italy", consulente e docente di Marketing nel turismo, ha ricevuto, al World Travel Market di Londra, l'ambito WTM Global Award. Tra le sue pubblicazioni: Come accogliere i turisti cinesi. Introduzione alle relazioni con "Il mercato turistico più grande del mondo" (2012) e "Il mercato turistico cinese, marketing e buone prassi" (2013).
30 luglio 2014