di Wang Jing
Roma 26 feb.- Alice Dente, sinologa e docente di italiano L2 è responsabile dell'Area Cina per il Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma Capitale. Dente, che ha pubblicato nel 2012 il manuale "Io sono Wang Ling. La lingua italiana per cinesi", edito dalla Loescher, spiega ad AgiChina24 di cosa si tratta.
Come nasce e di cosa si occupa il Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma Capitale?
Il Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma Capitale nasce diversi anni fa con lo scopo di promuovere la conoscenza e il dialogo con le diverse culture che convivono nel nostro Paese e nella nostra città attraverso un luogo pubblico quale la biblioteca. Per diffondere l'intercultura a Roma, le Biblioteche hanno ideato diversi progetti, tra cui scaffali di libri in lingua, corsi di italiano gratuiti per stranieri in biblioteca, intercultura nelle scuole medie inferiori e superiori. Inoltre, per fornire informazioni e aggiornamenti sulla realtà multietnica romana, il Servizio Intercultura ha creato il sito www.romamultietnica.it che offre una vetrina degli eventi interculturali in città, un orientamento su libri e percorsi bibliografici sulle letterature del mondo.
Quali sono i progetti che il Servizio Intercultura ha dedicato alla comunità cinese?
"Biblioteche in lingua" è stato il primo progetto rivolto alla comunità cinese di Roma, nato con l'intento di valorizzare il bilinguismo inteso come valore aggiuntivo della persona e come ricchezza culturale, salvaguardando l'uso della lingua e della cultura d'origine. Grazie a questo progetto, nel 2007 viene inaugurata la prima sezione di libri in lingua cinese presso la biblioteca comunale Goffredo Mameli. I volumi sono stati scelti per venire incontro ai gusti e alle esigenze degli utenti di nazionalità cinese presenti a Roma e di tutti gli appassionati e studiosi della lingua e della cultura cinese. All'interno della sezione in lingua cinese, composta oggi da 270 libri e da 40 DVD, i lettori possono trovare: narrativa cinese e straniera per bambini e ragazzi; classici e romanzi di autori cinesi contemporanei; best-sellers internazionali; saggistica varia (storia, economia, arte, medicina, cucina, ecc.). Vi sono, inoltre, manuali, grammatiche e dizionari in lingua cinese, per aiutare i giovani di seconda generazione e gli studiosi ad avvicinarsi alla lingua. I libri e i dvd possono essere presi in prestito gratuitamente tramite una semplice iscrizione in biblioteca.
Nel 2013 il patrimonio di libri in lingua cinese delle biblioteche si è ulteriormente arricchito con 170 libri, dislocati presso la biblioteca Nelson Mandela (ex Appia), che si trova a pochi passi dall'Esquilino, il quartiere romano multietnico per eccellenza, dove lavorano e vivono numerosi cinesi. Inoltre, recentemente, per favorire una migliore conoscenza del territorio romano e dei servizi dedicati alla comunità cinese, il Servizio Intercultura ha effettuato la traduzione in lingua cinese di tutta la sezione del sito dedicata alla Cina, rendendo più semplice e diretta la consultazione delle pagine del sito. Da quest'anno, dunque, tutti i cittadini cinesi potranno navigare sul sito agevolmente e trovare informazioni su ristoranti, librerie e associazioni che si occupano di Cina, oppure corsi di lingua, erboristerie, alimentari e tanto altro ancora.
Un altro importantissimo progetto, a cui teniamo particolarmente, è "L'Italiano in Biblioteca", che nasce nel 2008 con lo scopo di offrire corsi gratuiti di italiano per gli stranieri in biblioteca, rivolgendosi in particolare ai gruppi maggiormente svantaggiati dal punto di vista linguistico (in quanto parlanti lingue molto distanti dall'italiano), come i cinesi o gli arabi.
Come nasce l'iniziativa del corso di italiano dedicato alla comunità cinese? E quale il risultato? I commenti delle biblioteche che hanno ospitato il corso?
Non è un caso che il primo corso di italiano per cinesi sia partito proprio nella Biblioteca Goffredo Mameli (ex Pigneto), dove già da un anno era stata allestita la sezione di libri in lingua cinese. L'idea era infatti quella di lavorare su due fronti: da un lato favorire l'integrazione degli immigrati cinesi sul territorio attraverso lo studio della lingua italiana, indispensabile per poter vivere e lavorare in Italia; dall'altro, preservare la lingua e la cultura d'origine, in particolare per le seconde generazioni, attraverso l'acquisto di libri in lingua e favorendo l'accesso agli stranieri ai servizi di una biblioteca pubblica.
Il risultato è stato sorprendente: già a partire dal primo anno, i corsi hanno raggiunto il massimo di iscritti e alla fine del percorso di studi molti degli studenti hanno sostenuto con ottimi risultati l'Esame Celi, il certificato di conoscenza della lingua italiana dell'Università di Perugia. Inoltre, grazie ad un accordo d'intesa tra le Biblioteche di Roma e i Centri Territoriali Permanenti (CTP), adesso gli studenti cinesi iscritti ai nostri corsi, possono anche sostenere il test di italiano previsto dall'Accordo di Integrazione per la regolarizzazione del soggiorno in Italia che richiede un attestato di conoscenza della lingua italiana agli immigrati che fanno ingresso per la prima volta nel territorio nazionale o ai richiedenti la Carta di soggiorno.
Anche le biblioteche che ospitano i corsi di italiano sono rimaste piacevolmente colpite dal gran numero di richieste da parte di cittadini cinesi a partecipare ai corsi, e si sono rese disponibili ad organizzare delle feste di fine corso per la consegna degli attestati, aperte non solo alle famiglie degli studenti ma anche a tutti i frequentatori romani delle biblioteche. Queste feste in biblioteca si sono rivelate poi un momento importante di scambio e di conoscenza reale tra italiani e cinesi.
Gli studenti cinesi hanno esigenze diverse rispetto agli altri immigrati stranieri? Che metodi utilizzate?
Vi sono diversi fattori che rendono più difficile l'apprendimento della lingua italiana da parte di uno studente sinofono, in primo luogo l'enorme distanza linguistica e la mancanza di tempo libero da dedicare allo studio. Ma vi sono anche altri fattori socioculturali propri della Cina, e quindi meno evidenti a noi italiani, legati ad esempio allo stile di apprendimento degli alunni cinesi nella scuola dell'obbligo o al rapporto in classe tra docente e studente, che rallentano il processo di apprendimento della lingua. Per sostenere al meglio gli studenti cinesi, abbiamo dunque deciso di utilizzare nelle nostre classi, per i livelli più bassi, docenti di italiano L2 che hanno dimestichezza con la lingua e la cultura cinese e manuali specifici per studenti sinofoni. Il risultato è stato un aumento evidente del numero di studenti che ha completato con successo il corso.
E' cambiata negli ultimi anni la percezione della nostra società nei confronti degli immigrati cinesi?
Per molti anni la percezione che gli italiani hanno avuto sull'immigrazione cinese è sempre stata la stessa: una comunità chiusa, dedita esclusivamente al lavoro, con scarso interesse verso ciò che accade al di fuori di essa. Ma sappiamo bene che la comunità cinese non è solo questo, bensì è portatrice di una cultura e di valori millenari, che stentano però ad emergere nel nostro contesto migratorio. Uno degli obiettivi del Servizio Intercultura è proprio quello di far conoscere, attraverso attività ed eventi culturali, quegli aspetti poco conosciuti dai romani delle diverse culture presenti sul nostro territorio. Ad esempio, il primo corso gratuito di Introduzione alla lingua e cultura cinese, partito a gennaio 2014 presso la biblioteca Nelson Mandela, vuole essere una risposta interculturale agli stereotipi errati che spesso i media italiani ci forniscono sui cinesi.
Cosa pensa dell' "integrazione" della comunità cinese nella nostra società? Ritiene che attraversol'insegnamento dell'italiano, aumenterà anche l'interesse della comunità cinese verso la nostra cultura?
Credo che la lingua italiana sia il primo strumento di integrazione, poiché tutto passa attraverso la lingua e la comunicazione. Il fatto poi di decidere di studiare l'italiano in un luogo pubblico come la biblioteca comunale è decisamente un segno del desiderio di volersi davvero integrare nel territorio in cui si vive. In tutti questi anni ho notato in effetti negli studenti cinesi che frequentano i nostri corsi un forte desiderio di abbattere la barriera linguistica per poter comunicare e conoscere meglio l'altro, senza paura e senza pregiudizi. La lingua dunque facilita il processo di integrazione ed è per questo che noi crediamo fortemente in questo progetto.
Che significato dà alla collaborazione tra il Comune e l'ambasciata cinese nell'organizzazione degli eventi celebrativi dedicati al capodanno cinese degli ultimi anni?
Negli ultimi anni si è vista aumentare notevolmente la collaborazione tra il Comune di Roma e l'Ambasciata Cinese, in particolare durante i festeggiamenti del Capodanno cinese. Credo che sia lo specchio dei cambiamenti della società, ossia di una nuova percezione della comunità cinese da parte della città e di una maggior fiducia e apertura da parte della comunità cinese nei confronti di noi italiani. Spero davvero che questo sia solo l'inizio di una durevole collaborazione tra due Paesi che hanno tantissimo da dare e riceve in termini di valori e di cultura.
Obiettivi futuri?
Vista la grande richiesta di partecipazione ai corsi di italiano, speriamo di poter presto ampliare il numero di corsi dedicati ai cittadini cinesi e di migliorare di anno in anno le tecniche di insegnamento specifiche per studenti sinofoni. Speriamo, inoltre, di poter aumentare il numero di libri in lingua cinese, per fornire ai lettori una scelta sempre più ampia di titoli. Il nostro obiettivo resta quello di diffondere la conoscenza dei servizi e delle attività interculturali delle Biblioteche di Roma ad un numero sempre maggiore di cittadini cinesi, per favorirne l'integrazione nel miglior modo possibile.
26 febbraio 2014
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