di *Adolfo Tamburello
Napoli, 10 set. - La metallurgia del bronzo in Cina non fu tanto antica da far escludere che l'Asia occidentale fosse stata in qualche modo maestra ai metallisti Shang che lo fondevano nel II millennio a.C. Il fatto, però, è che da allora non ci fu bronzo al mondo da superare in qualità quello cinese per sapienza di leghe, alte temperature di fusione, originalità ed esuberanza di forme e decorazioni, varietà di articoli.
Si vuole fosse Gneo Manlio, reduce dalle guerre partiche, a rendere famosi i bronzi cinesi a Roma. I Parti lucravano da secoli sui traffici di merci cinesi che si svolgevano fra l'Asia centrale e il Mediterraneo.
Bronzi cinesi li menzionarono Cicerone (106-43 a.C.) e Plinio, e se ne recuperarono vasi nel primo Novecento a Roma, Anzio, perfino in Inghilterra, a Canterbury. Bronzi cinesi arredavano le navi di Nemi, com'è stato appurato dai relitti recuperati dai fondali del lago. Non erano bronzi d'epoca, ma cimeli già allora antichi di secoli e ormai d'antiquariato nella stessa Cina: un indizio della raffinatezza della clientela romana nell'acquisizione di merci esotiche. Potevano arrivare, se non direttamente dalla Cina, dai porti dell'Indonesia, ove pure ne sono stati trovati.
A Roma era poi conosciuto il ferrum sericum. Si è dibattuto se fosse veramente cinese e non indiano. Plinio giudicava che detenesse la «palma» fra tutti i tipi di ferro e scriveva che "I Seres lo spediscono insieme con le loro vesti e le loro pelli". Il dubbio è che i Seres fossero veramente da identificare con i Cinesi.
Comunque sicuramente cinese era poi il ferro che gli Arabi importavano nel Mediterraneo per le lame delle loro spade (al-hadîd al-firind), come sappiamo dalla testimonianza del dotto geografo arabo al-Idrîsî (1100-1165), ospite della corte normanna di Palermo e autore del famoso "libro del Re Ruggero".
La Cina fu nell'Antichità e durante il nostro Medioevo all'apice della tecnologia di "arti del fuoco" come quelle dei metalli e della ceramica, e il ferro cinese rimase la punta più avanzata della metallurgia del mondo antico e medioevale. Se il ferrum sericum era veramente cinese, poteva essere ferro fuso, ma i Romani ignoravano tutto sulla fusione del ferro, che rimase sconosciuta all'Europa fino al Medioevo avanzato. In epoca moderna si sarebbe appreso che la prima menzione della ghisa in Cina risaliva al 513 a.C.; in Europa al 1375 (d.C.).
*Adolfo Tamburello già professore ordinario di Storia e Civiltà dell'Estremo Oriente all'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'.
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