A partire dal 2000 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato un programma di collaborazione ambientale con
Nell'ambito della collaborazione tra Italia e Cina, secondo lei cosa ha determinato la scelta del suo progetto?
In Cina, più che altrove, per noi occidentali l'esperienza è l'inizio dell'apprendimento e ci permette di entrare in contatto, dal primo momento, con tutte le suggestioni culturali che il nostro mondo sta mediando da questa civiltà: è importante accostarsi ad essa non per esportare modelli culturali ma privilegiando, invece, un criterio di molteplicità qualitativa rispettosa della storia, del contesto ambientale, degli stili di vita, delle specificità dei territori, rispettosa , in sostanza, delle diversità che pongono in relazione gli individui e le società, nel tentativo di metterne insieme gli aspetti migliori, quelli che possono convivere.
Quanto ha avuto modo di rifarsi alla tradizione italiana presente nell'arte della città di Tianjin? E quanto ha influito la concezione tradizionale dei "giardini all'italiana"?
La concessione italiana di Tianjin risale agli inizi del '900, ma si tratta di un quartiere residenziale al momento in restauro. L'ispirazione progettuale giardino ha attinto a due fonti: lo studio del contesto, che ha portato alle risposte di mitigazione delle criticità del sito, e gli elementi del giardino all'italiana nella storia.
E quanto ha influito la tradizione dei giardini cinesi, veri capolavori dell'arte cinese?
Abbiamo, nel corso della progettazione, studiato con attenzione il giardino cinese, non per riproporlo, ma piuttosto, per trarne quelle informazioni utili che ci aiutassero a capire le aspettative dei futuri fruitori.
Da molti anni e con molti progetti sta collaborando con
Si senz'altro. C'è ancora molto da lavorare, ma da alcuni anni le amministrazioni e gli operatori economici e sociali si adoperano per migliorare la tutela dell'ambiente ed estendere l'informazione sui comportamenti da adottare.
Il progetto sarà basato sull'idea dell'acqua. Qual è stata la fonte di ispirazione? Come mai ospitare sculture sull'acqua come galleggianti?
Il progetto di allestimento è nato da una intuizione avuta con Mimmo Paladino. L'acqua presente nella vita, nella natura e nella stessa città di Venezia ci ha aiutato a concepire l'impianto generale. Il senso di soavità che emana dai dormienti di Mimmo Paladino, adagiati nell'acqua, è la sensazione che vorremmo si propagasse nel nostro giardino, quando sarà realizzato.
I belvedere, le architetture, le siepi modellate geometricamente, i percorsi prospettici, le fontane, le sculture usate come fondale scenografico erano già stati utilizzati da Castiglione per il suo giardino europeo: ha avuto qualche influenza questo precursore dell'arte italiana in Cina per la sua opera?
In realtà, sono tutti elementi della tradizione. Abbiamo cercato, sia nel progetto architettonico, sia in quello dell'allestimento alla Biennale di Venezia, di raccogliere da una parte, le suggestioni del luogo e dall'altra, le ispirazioni derivate dalla conoscenza del giardino all'italiana.
Come è nata l'idea della commistione di tutti questi elementi, come acqua, piante, video istallazioni, opere e sculture?
L'idea di allestimento è venuta, appunto, come una intuizione, insieme a Mimmo Paladino, dopo aver completato il progetto architettonico del giardino che in sé, contiene questi elementi.
Il giardino sorgerà su un'area bonificata nella quale era presente una fabbrica. Quanto può fare l'Italia per aiutare
L'Italia sta già facendo molto, grazie al Programma di Collaborazione Sino-Italiano per