(AGI) - Washington, 14 apr. - La cannabis potrebbe aiutare lepersone che soffrono di una grave forma di epilessia. Una formaliquida di un medicinale a base di marijuana sembra esseremolto promettente contro questa patologia, Si e' infattidimostrata in grado di ridurre del 53 per cento, in media, lecrisi convulsive. Lo ha rilevato uno studio del New YorkUniversity Langone Comprehensive Epilepsy Centre, presentato almeeting annuale dell'American Academy of Neurology a WashingtonDC. Nello studio, tuttavia, il trattamento e' stato sospeso nel10 per cento dei bambini a causa degli effetti collaterali delfarmaco, tra cui stanchezza, diarrea e perdita di appetito. Iricercatori hanno arruolato 213 persone, adulti e bambini,affetti da una grave forma di epilessia che non risponde aitrattamenti. I soggetti sono affetti dalla sindrome di Dravet edalla sindrome di Lennox-Gastaut, due tipi di epilessia chepossono portare alla disabilita' intellettuale e a convulsionipermanenti, e da altre 10 forme di epilessia grave. Ipartecipanti hanno ricevuto il farmaco a base di cannabidiolo,una componente della marijuana che non include la partepsicoattiva. Il farmaco e' in forma liquida e si deve assumereper via orale ogni giorno. Di tutti i soggetti 137 hannocompletato lo studio durato 12 settimane e, in questi, ilnumero delle convulsioni e' diminuito in media del 54 percento. Tra le 23 persone con la sindrome di Dravet che hannoterminato lo studio, il numero degli attacchi convulsivi e'sceso del 53 per cento entro la fine della 12esima settimana.Nelle 11 persone con la sindrome di Lennox-Gastaut che hannoterminato lo studio, c'e' stata una riduzione del 55 per centodelle convulsioni atoniche, che causano l'improvvisa perditadel tono muscolare. Dodici persone, cioe' il 6 per cento, hasmesso di prendere il farmaco a causa degli effetti collateraliche si sono verificati in oltre il 10 per cento deipartecipanti. "Questi risultati sono di grande interesse,soprattutto per i bambini e i loro genitori che sono allaricerca di una risposta contro questi attacchi debilitanti", hadetto Orrin Devinsky, autore principale dello studio. Ora,hanno sottolineato i ricercatori, sono necessari grandi studiper misurare l'efficacia del farmaco. (AGI).