(AGI) - Washington, 31 ott. - Le nostre mamme avevano ragionequando ci intimavano di non grattarci quando avevamo unprurito. Uno studio della Washington University School ofMedicine di St. Louis, pubblicato sulla rivista 'Neuron', hasuggerito che, quando ci grattiamo, il cervello rilasciaserotonina, che intensifica la sensazione di prurito. E' uncircolo vizioso e lo studio offre nuovi indizi che possonoaiutare a romperlo, in particolare nelle persone che soffronodi prurito cronico. Lo studio ha coinvolto i topi, ma irisultati potrebbero fornire preziosi indizi per gli esseriumani. Decine di anni fa la comunita' scientifica ha appuratoche grattarsi crea una lieve quantita' di dolore alla pelle.Questo dolore puo' interferire, almeno temporaneamente, con ilprurito: le cellule nervose del midollo spinale sono impegnatenel trasmette al cervello i segnali del dolore, anziche' quellidel prurito. "Il problema e' che quando il cervello riceve isegnali di dolore, risponde producendo serotonina in modo daaiutare a controllare il dolore", ha spiegato Zhou-Feng Chen,autore dello studio. "Ma abbiamo scoperto che quando laserotonina si estende dal cervello al midollo spinale questasostanza chimica puo' 'saltare i binari', passando dai neuroniche fungono da 'sensori' del dolore alle cellule nervose cheinfluenzano l'intensita' del prurito". E' la prima volta chela serotonina e' stata collegata al prurito. Per arrivare aqueste conclusioni i ricercatori hanno creato topi privati deigeni responsabili della produzione di serotonina. Quando aitopi geneticamente ingegnerizzati e' stata iniettata unasostanza che normalmente provoca prurito alla pelle, i topi nonsi grattavano tanto quanto facevano quelli normali usati comegruppo di controllo. Ma quando ai topi geneticamente modificatie' stata iniettata della serotonina, hanno iniziato a grattarsicome ci si aspettava in risposta a una sensazione di prurito.Questo significa che i segnali di prurito e quelli di dolorevengono trasmessi attraverso percorsi diversi ma correlati."Grattarsi puo' alleviare il prurito con la creazione di undolore minore", ha detto Chen. "Ma quando il corpo risponde aisegnali di dolore, in realta' puo' provocare un pruritopeggiore", ha aggiunto. Anche se interferendo con la serotoninai topi diventano meno sensibili al prurito, i ricercatoricredono che bloccarla non sia un trattamento pratico contro ilprurito. La serotonina e' coinvolta nella crescita,nell'invecchiamento, nel metabolismo osseo e nella regolazionedell'umore. Gli antidepressivi, come il Prozac, aumentano ilivelli di serotonina per controllare la depressione. Bloccarlapotrebbe avere conseguenze di vasta portata in tutto il corpo,e le persone verrebbero private di un modo naturale percontrollare il dolore. Secondo Chen, sarebbe piu' plausibilel'ipotesi di interferire con la comunicazione tra la serotoninae le cellule nervose nel midollo spinale che trasmettonospecificatamente la sensazione di prurito. Queste cellule, notecome i neuroni GRPR, trasmettono i segnali di prurito dallapelle al cervello. I ricercatori hanno quindi isolato ilrecettore utilizzato dalla serotonina per attivare i neuroniGRPR, a sua volta attivato dal recettore noto come 5HT1A.Bloccando il recettore 5HT1A nei topi, i ricercatori sonoriusciti a ridurre la sensazione di prurito. .