(AGI) - Roma, 9 ott. - Cristina ha 36 anni, un bimbo di 5 e lafibrosi cistica. Nonostante la rara patologia non ha rinunciatoalla maternita': ha sentito il desiderio, ne ha parlato con ilproprio medico del Centro di riferimento per la fibrosi cisticadel Policlinico Umberto I di Roma, e ha capito che potevatentare. Quello di Cristina non e' un caso isolato: sempre piu'donne con fibrosi cistica, in Italia e nel mondo, desiderano unfiglio e in un numero crescente di casi riescono ad averlo.''Di fibrosi cistica si muore ancora, anche in eta' giovane, manel complesso l'aspettativa di vita per i pazienti si e'allungata - spiega a Osservatorio Malattie Rare BarbaraMessore, pneumologa del Centro di riferimento regionale perPiemonte e Valle d'Aosta per la fibrosi cistica negli adulti,presso l'ospedale San Luigi di Orbassano - E' sempre piu'frequente trovare pazienti con piu' di 40 anni e cominciamo adaverne anche alcuni con 70 anni e piu', anche se sono casi piu'lievi. Per chi e' nato nel 2000 l'attesa mediana di vitastimata e' di circa 50 anni, non e' piu' una patologiapediatrica''. Negli Stati Uniti, le partorienti con fibrosicistica sono passate da 3 su 100 mila a 9,8 su 100 mila in soli10 anni, dal 2000 al 2010. Nel 2011 sono state 211 in tutto ledonne americane con la malattia che hanno affrontato unagravidanza. Un trend crescente si registra anche in Franciadove, secondo i dati del Registro francese della fibrosicistica, le gravidanze sono passate da 20 nel 2002 a 54 nel2012, con un picco di 61 durante l'anno precedente. In Italiadati analoghi non sono ancora disponibili, ma quelli deisingoli centri confermano che c'e' ormai una certa casistica.''Noi seguiamo 135 pazienti adulti, comprese 23 donne che,negli anni, hanno avuto uno o piu' figli - afferma infatti laprofessoressa Messore - Con queste pazienti non va affrontatasolo la prospettiva della gravidanza, ma anche quellasuccessiva di essere genitori, della fatica che comportal'accudimento di un bimbo e lo spettro di una malattia chepotrebbe complicarsi e portare a morte prematura''. (AGI)