Le italiane amano il rischio: il 50% fa sesso non protetto, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo o affidandosi al coito interrotto. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Societa' italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) e presentato oggi a Berlino alla vigilia della prima Giornata Mondiale della Contraccezione, che si celebrera' in tutto il pianeta il 26 settembre. Delle 1.100 ragazze, interpellate quest'estate sulle spiagge italiane, che hanno aderito all'indagine, una su tre ha vissuto la sua “prima volta” senza protezione, e il 30 per cento continua a sfidare la sorte non usando niente, mentre il 20 per cento fa affidamento sul coito interrotto.
"Il quadro che emerge non e’ per nulla confortante - commenta Emilio Arisi, consigliere nazionale della Sigo e direttore dell'U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Santa Chiara di Trento - e ci spinge a insistere nella battaglia di informazione ed educazione". L'obiettivo e' promuovere una contraccezione 'sicura', soprattutto per ridurre le possibilita'di aborto volontario. Anche perche' il 90% delle interpellate ha gia' avuto rapporti, con l'eta' media della prima volta che si aggira poco al di sotto dei 17 anni. Per sei su 10, il sesso equivale all'amore, ma sono ormai rare quelle che attendono il giorno del si: solo il 2% e' contrario ai rapporti prematrimoniali. Fare sesso non protetto, senza alcun metodo contraccettivo (o fidandosi del coito interrotto) costa caro: l'85 per cento delle donne che amano il rischio restano incinte entro un anno. E per il 38 per cento delle donne nel mondo che scoprono di aspettare un figlio, si tratta di una gravidanza indesiderata, che nel 22 per cento dei casi sfocia in un aborto. Sono le cifre allarmanti diffuse dalle associazioni di ginecologi, pediatri ed esperti di contraccezione (tra cui
E proprio a Berlino, in un'affollata conferenza stampa internazionale, e' stata lanciata la campagna 'Your Life', per un corretto uso dei contraccettivi atto a pianificare le proprie gravidanze ma anche a evitare rischi di infezioni a trasmissione sessuale. Una scarsa cultura della contraccezione, soprattutto nel terzo mondo, provoca infatti 80 milioni di gravidanze indesiderate l'anno, con 20 milioni di aborti che causano 68.000 decessi. Mentre dei 28 milioni di gravidanze annue nei paesi industrializzati, addirittura il 49 per cento sono non pianificate, e il 36 per cento sfociano nel dramma dell'aborto. Un problema globale, segnalano dunque gli esperti: in Europa si registrano decine di migliaia di aborti ogni anno per ragazze tra i 15 e i 24 anni: oltre 36.000 solo in Gran Bretagna, seguita dalla Romania con quasi 18.000 e
Settembre 2007