Via Fani, 16 marzo 1978. Sono le 9,02 quando scatta l'azione di fuoco delle Brigate Rosse che stermina i cinque uomini della scorta di Aldo Moro e si conclude con il sequestro del presidente della Dc. Tutto finisce alle 9,05. Cominciano i qui i misteri del caso Moro, e restano tanti.
- L'AGGUATO: quanti erano i brigatisti a sparare? Tra di loro c'erano elementi "esterni" alle Br? Che ci faceva un colonnello del Sismi in via Fani durante l'assalto? L'attacco fu, in qualche modo, teleguidato? Una pioggia di fuoco, ma perche' una sola arma sparo' 46 dei 93 colpi esplosi?
- LE BORSE: erano due, Moro le portava sempre con se, ma non sono mai state rinvenute.
- IL COVO: la magistratura ha individuato in via Montalcini il luogo in cui Moro e' stato prigioniero. Sotto le scarpe dello statista democristiano pero' sono stati trovati residui bituminosi e nei pantaloni della sabbia. Elementi incompatibili con la lunga detenzione in una ambiente angusto. Come sarebbe del tutto incompatibile con la permanenza in pochi metri quadrati il tono muscolare del rapito, fatto accertato dall'autopsia.
- IL MEMORIALE: cosa effettivamente il prigioniero racconto' ai suoi secondini? Quello trovato dai Carabinieri in via Montenevoso nel 1990 durante una ristrutturazione dell'appartamento usato come covo era solo una fotocopia. Completa o no? L'originale non e' mai stato trovato. E, soprattutto, che fine ha fatto?
- VIA GRADOLI: cosa ci faceva un covo delle Br in una strada dove molti appartamenti erano in uso al Sisde? Mario Moretti, che lo aveva preso in affitto, ne era all'oscuro? E ancora: chi apri' il rubinetto della doccia, tappando lo scarico e provocando l'allagamento dell'appartamento? Una dimenticanza del fantomatico ing. Mario Borghi (per l'anagrafe Mario Moretti) o un'azione cionsapevole di chi voleva far scoprire il covo per far arrestare lo stesso Morettti?
- LOGGIA P2: che ruolo hanno avuto gli iscritti alla loggia del venerabile Licio Gelli? Tra di loro figuravano alti ufficiali delle forze armate, dei carabinieri, della polizia e dei servizi segreti. Dei verbali delle riunioni a cui avrebbero partecipato al Viminale durante l'emergenza per il sequestro non e' rimasta traccia. Il giornalista Mino Pecorelli, direttore di Op che sosteneva la tesi delle infiltrazioni massoniche nella vicenda venne ucciso in un agguato il 20 marzo del 1979.
- UCCISIONE: chi decise effettivamente di uccidere Moro e, soprattutto, perche'? Secondo le Br, Moro venne ucciso in via Montalcini e poi trasportato in via Caetani. Ma come si spiega il colpo al fianco sinistro mentre lo statista era sdraiato sulla schiena?
- CIA: che ruolo ebbe
- FALSO COMUNICATO: il 18 aprile, venne diffuso il comunicato numero
- IL GRANDE VECCHIO: c'era oppure no un Grande Vecchio che suggeriva ai brigatisti come comportarsi? Nessuno lo ha mai accertato.
Sul caso Moro ci sono stati cinque diversi procedimenti giudiziari con piu' di una decina di sentenze, una sesta inchiesta avviata ("Il Moro sesties"); i particolareggiati racconti dei brigatisti rossi ("pentiti" o dissociati); il lungo lavoro di una commissione parlamentare d'inchiesta (la commissione Moro); l'impegno di un altro organismo parlamentare (la commissione stragi); almeno una ventina di libri. Eppure il caso Moro continua a rappresentare il nodo dei nodi dei misteri d'Italia.
Marzo 2008