Per il libanesi Fairuz questa volta ha stonato. La decisione della celebre cantante icona del Paese dei Cedri di esibirsi a Damasco ha fatto infuriare la maggioranza politica anti-siriana e filo-occidentale e molti suoi sostenitori. Leggenda indiscussa della musica araba, l'artista settantatreenne ha dato il via all'Opera House della capitale siriana un tour di sei giorni che portera' in scena in tutto il Paese il musical degli anni Settanta "Sah al Nom" (espressione per dire "Buon giorno" in arabo). Fairuz - nome d'arte di Nouhad Haddad - mancava dai palcoscenici siriani dal 1982 e il suo spettacolo e' il primo di una serie di iniziative previste per celebrare Damasco, designata dall'Unesco capitale della cultura per il 2008. Ma il suo tour siriano ha sollevato le critiche di una buona fetta del pubblico di casa, tra cui molti politici nazionalisti per i quali, dopo gli attentati che hanno insanguinato il Libano negli ultimi tre anni, rappresenta una vera e propria provocazione.
"Chi ama il Libano non canta per i suoi carcerieri", ha commentato il parlamentare della maggioranza, Akram Shehayeb. "Tu hai dipinto per noi la nazione sognata" ha aggiunto rivolgendosi alla cantante, conosciuta con il soprannome di 'nostra ambasciatrice presso le stelle', "non distruggere quel sogno come i dittatori di Damasco hanno distrutto i sogni di un paese libero e democratico". Contro il viaggio di Fairuz si e' espresso un sito internet libanese in lingua inglese, 'Now Lebanon', secondo il quale, "non e' tempo per una musica di amore, Fairuz deve decidere: e' un'icona libanese e in quanto tale deve ripagare con un minimo di solidarieta' il pubblico che la ama". In base a un sondaggio, il 67% dei frequentatori del sito si e' dichiarato contrario alla tournee' della cantante. Duro il commento del leader del Partito socialista del progresso, Walid Jumblatt: "Alcune voci virtuose cantano volontariamente per gli agenti dei servizi segreti siriani che capiscono solo la cultura della morte, oppressione e tirannia, ma non sanno apprezzare l'arte". Nessun commento, invece, da parte della cantante, nota per l'estrema riservatezza che l'ha portata a rilasciare soltanto tre interviste in tutta la lunga carriera. In sua difesa e' pero' accorso l'ex partner musicale, Mansour Rahbani, secondo cui il viaggio di Fairuz a Damasco e' nato con l'intenzione di inviare "un messaggio di amore, pace e amicizia da parte del Libano verso
Gennaio 2008