Un italiano aspirante-suicida e' stato salvato con una lavanda gastrica di vodka. La notizia e' stata data dagli stessi medici australiani del Mackay Base Hospital, nel Queensland, che due mesi fa sono riusciti a salvare la vita al giovane. Il 24enne aveva ingerito una forte dose di un velenosissimo solvente industriale utilizzato per i liquidi antigelo.
Per salvarlo, i medici hanno inizialmente utilizzato l'alcool puro, l'antidoto comunemente indicato per l'etilene glicolico, ma una volta esaurite le scorte dell'ospedale hanno dovuto passare a una terapia-shock: comprata una cassa di vodka, al paziente -che era ricoverato in un'unita' di terapia intensiva- e' stata somministrata la vodka tramite un sondino naso-gastrico: una dose da cavallo, l'equivalente di tre bicchierini, ogni ora per tre giorni.
Sebbene nient'affatto convezionale, la terapia d'urto e' stata approvata dai vertici ospedalieri, che erano rimasti non poco sorpresi anche per l'acquisto, iscritto nelle finanze dell'ospedale, della cassa di vodka. Il giovane e' stato dimesso dopo una ventina di giorni.
Ottobre 2007