Scandalo allo stadio 'Kokugian' di Tokyo. Una signora di mezz'eta' e' riuscita a salire sul 'dohyo', il cerchio sacro inserito in un quadrato, su cui si battono i lottatori di sumo. Ha infranto cosi' una legge millenaria che considera le donne esseri "impuri”.
Le immagini della signora, in blue jeans e maglietta verde, che si arrampica sul rettangolo rialzato prima di essere placcata e immobilizzata dall'arbitro e dai lottatori, hanno fatto il giro del Giappone. L'Associazione nipponica di sumo si e' affrettata a rasserenare gli animi negando che vi sia stata profanazione. "La donna", ha spiegato proprio una portavoce, "non e' riuscita a entrare nel cerchio di lotta".
Ma non sono di questo avviso i giornali sportivi del Sol Levante, che nel mostrare le fotografie a tutta pagina dell'evento hanno sottolineato che l'intera area rialzata e' considerata 'rettandolo di Sumo'. Disciplina legata alla tradizione shintoista, i cui rituali vietano ogni contatto con il sangue, non consente deroghe neanche alle autorita': nel 2001 la governatrice di Osaka dovette rinunciare a consegnare personalmente un trofeo e delego' un suo assistente.
Settembre 2007