(AGI) - CdV, 22 apr. - Secondo gli analisti dell'epoca, fuscelto principalmente per la sua eta': 77 anni. I cardinaliavrebbero cioe' votato quindi un uomo che presumevano sarebbestato un Papa di "transizione". Ricordato da tutti come "ilPapa buono", Angelo Giuseppe Roncalli, si trovo' cosi' con suagrande sorpresa, eletto Papa il 28 ottobre 1958, dopo la mortedi Papa Pio XII. Ma Roncalli, fin dall'inizio rivelo' uno stileche rifletteva la sua personalita' umana e sacerdotale maturataattraverso una significativa serie di esperienze. Il suo buonumore, la sua gentilezza e la sua esperienza diplomatica, maanche le visite alle parrocchie, agli ospedali, alle carceri,conquistarono l'affetto di tutto il mondo cattolico e la stimadei non cattolici. Durante il suo Pontificato, durato meno dicinque anni, riusci' ad avviare il rinnovato impulsoevangelizzatore della Chiesa Universale. E il suo piu' grandecontributo e' rappresentato senza dubbio dal Concilio VaticanoII. Angelo Giuseppe Roncalli nacque a Sotto il Monte, unpiccolo paese della provincia di Bergamo, il 25 novembre del1881, da Giovanni Battista Roncalli e da Marianna Mazzola.Quarto di tredici fratelli, veniva - a differenza del suopredecessore Eugenio Pacelli - da una famiglia di umiliorigini. Grazie all'aiuto economico di uno zio (ZaverioRoncalli che gli fece da padrino), il giovane Roncalli riusci'a studiare presso il seminario minore di Bergamo. Dopo un avviodifficoltoso, non tardo' a distinguersi sia nello studio chenella formazione spirituale, tanto che i superiori lo ammiseroprima del compimento del quattordicesimo anno alla tonsura,rito che precede il conferimento agli ordini sacri. Futrasferito al Seminario dell'Apollinare di Roma, l'attualePontificio Seminario Romano Maggiore. Qui completo'brillantemente gli studi. Il 13 luglio 1904, alla giovanissimaeta' di ventidue anni e mezzo, consegui' il dottorato inteologia. Con il piu' lusinghiero giudizio dei superiori, il 10agosto 1904, fu ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Mariadi Monte Santo, in piazza del Popolo. Celebro' la prima messail giorno seguente nella Basilica di San Pietro, durante laquale ribadi' la sua donazione totale a Cristo e la suafedelta' alla Chiesa. Dopo un breve soggiorno nel paese natale,nell'ottobre inizio' a Roma gli studi di diritto canonico,interrotti nel febbraio del 1905, quando fu scelto qualesegretario dal nuovo vescovo di Bergamo monsignor GiacomoRadini Tedeschi. Furono circa dieci anni di intenso impegnoaccanto a un vescovo autorevole, molto dinamico e ricco diiniziative che contribuirono a fare della diocesi bergamasca unmodello per la Chiesa italiana. Oltre al compito di segretario,svolse altri numerosi incarichi. Dal 1906 insegno' numerosematerie in seminario: storia ecclesiastica, patrologia eapologetica (dal 1910 gli fu assegnato anche il corso diteologia fondamentale). Salvo brevi intervalli, svolse questiincarichi fino al 1914. Lo studio della storia gli consenti'l'elaborazione di alcuni studi di storia locale, tra cui lapubblicazione degli Atti della Visita Apostolica di San Carlo aBergamo (1575), una fatica durata decenni e portata a terminealla vigilia dell'elezione al Pontificato. Fu anche direttoredel periodico diocesano "La Vita Diocesana" e dal 1910assistente dell'Unione Donne Cattoliche. La prematura scomparsadi monsignor Radini nel 1914 pose fine a un'esperienzapastorale eccezionale, che, se pur segnata da qualchesofferenza come l'infondata accusa a lui rivolta di modernismo,il futuro Giovanni XXIII considero' sempre punto di riferimentofondamentale per l'assolvimento degli incarichi a cui fu divolta in volta chiamato. Lo scoppio della guerra nel 1915 lovide prodigarsi per piu' di tre anni come cappellano col gradodi sergente (tenente cappellano al congedo) nell'assistenza aiferiti ricoverati negli ospedali militari di Bergamo, giungendoad atti di autentico eroismo. Nel luglio del 1918 accetto'generosamente di prestare servizio ai soldati affetti datubercolosi, sapendo di rischiare la vita per il pericolo dicontagio. Del tutto inaspettato giunse nel dicembre del 1920l'invito del Papa a presiedere l'opera di Propagazione dellaFede in Italia, quando a Bergamo aveva da poco avviatol'esperienza della Casa degli studenti, un'istituzione a meta'tra il pensionato e il collegio, e contemporaneamente fungevada direttore spirituale in seminario. Dopo forti titubanze,fini' con l'accettare, iniziando con molta cautela un incaricoche si presentava molto delicato per i rapporti con leorganizzazioni missionarie gia' esistenti. Compi' un lungoviaggio all'estero per la realizzazione del progetto dellaSanta Sede mirante a portare a Roma le varie istituzioni disostegno alle missioni e visito' diverse diocesi italiane perla raccolta di fondi e l'illustrazione delle finalita'dell'opera da lui presieduta. La sua attivita' diplomaticacomincio' nel 1925, quando fu nominato Visitatore Apostolico inBulgaria. Dopo l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma il 19marzo 1925, in cui scelse il motto Oboedientia et pax("Ubbidienza e pace"), frase che divenne il simbolo del suooperato e che aveva ripreso dal motto del cardinale CesareBaronio Pax et oboedientia, parti' quindi per la Bulgaria conil compito soprattutto di provvedere ai gravi bisogni dellapiccola e disastrata comunita' cattolica. L'incaricoinizialmente doveva durare solo qualche mese ma si trasformo'in una permanenza decennale, il futuro Pontefice ebbel'occasione di inserirsi piu' profondamente nella vita delpopolo bulgaro, di cui imparo' anche la lingua. Durantel'incarico in Bulgaria, Roncalli pose le basi per la fondazionedi una Delegazione apostolica, di cui lui stesso venne nominatoprimo rappresentante nel 1931. Non senza difficolta' riusci' ariorganizzare la Chiesa cattolica, a instaurare relazioniamichevoli con il governo e la Casa Reale bulgara, nonostantel'incidente del matrimonio ortodosso di re Boris con laprincipessa Giovanna di Savoia, e ad avviare i primi contattiecumenici con la Chiesa Ortodossa bulgara. Il 27 novembre 1934fu nominato Delegato apostolico in Turchia e in Grecia, paesianche questi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano. Adifferenza della Grecia, dove l'azione di Roncalli non ottennerisultati di rilievo, le relazioni con il governo turco invecemigliorano progressivamente per la comprensione e ladisponibilita' mostrate dal Delegato nell'accettare le misureispirate dalla politica di laicizzazione perseguite da quelgoverno. Con tatto e abilita' organizzo' alcuni incontriufficiali con il Patriarca di Costantinopoli, i primi doposecoli di separazione con la Chiesa Cattolica. Questo periododella vita di Roncalli coincise con la Seconda Guerra Mondiale,nella quale conservo' un prudenziale atteggiamento dineutralita', che gli permise di svolgere un'efficace azione diassistenza a favore degli ebrei, salvati a migliaia dallosterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dallafame. Inaspettatamente, per decisione personale di Pio XII, fupromosso alla prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove giunse congrande sollecitudine il 30 dicembre 1944. Lo attendeva unasituazione particolarmente intricata. Il governo provvisoriochiedeva la destituzione di ben trenta vescovi, accusati dicollaborazionismo con il governo di Vichy. La calma el'abilita' del nuovo Nunzio riuscirono a limitare a solo tre ilnumero dei vescovi destituiti. Le sue doti umane lo imposeroalla stima dell'ambiente diplomatico e politico parigino, doveinstauro' rapporti di cordiale amicizia con alcuni massimiesponenti del governo francese. La sua attivita' diplomaticaassunse una esplicita connotazione pastorale attraverso visitea molte diocesi della Francia, Algeria compresa.L'effervescenza e l'ansia apostolica della Chiesa francese,testimoniata dall'avvio dell'esperienza dei preti operai,trovarono in Roncalli un osservatore attento e prudente, cheriteneva necessario un congruo periodo di tempo prima di unadecisione definitiva. Coerentemente al suo stile di obbedienza,accetto' prontamente la proposta di trasferimento alla sede diVenezia ove giunse il 5 marzo 1953, fresco della nominacardinalizia decisa nell'ultimo Concistoro di Pio XII. Il suoepiscopato si caratterizzo' per lo scrupoloso impegno con cuiadempi' i principali doveri del vescovo, la visita pastorale ela celebrazione del Sinodo diocesano. La rievocazione dellastoria religiosa di Venezia gli suggeri' iniziative pastoralinuove, come il progetto di riavvicinare i fedeli alla SacraScrittura, rifacendosi alla figura del proto-patriarca SanLorenzo Giustiniani, solennemente commemorato nel corso del1956. L'elezione al soglio petrino avvenne il 28 ottobre 1958,all'eta' di 77 anni. Roncalli scelse il nome Giovanni XXIII enon Giovanni XXIV, come conferma dello stato di antipapa delprimo Giovanni XXIII, Baldassarre Cossa. Oltre a ripristinareil regolare funzionamento degli organismi curiali, PapaRoncalli si preoccupo' di conferire un'impronta pastorale alsuo ministero, sottolineandone la natura episcopale in quantovescovo di Roma. Convinto che il diretto interessamento delladiocesi costituiva una parte essenziale del MinisteroPontificio, moltiplico' i contatti con i fedeli. Attraverso laconvocazione del Sinodo diocesano volle assicurare il regolarefunzionamento delle istituzioni diocesane mediante ilrafforzamento del Vicariato e la normalizzazione della vitaparrocchiale. Il piu' grande contributo giovanneo e'rappresentato dal Concilio Vaticano II, il cui annuncio fu datonella basilica di San Paolo il 25 aprile 1959. Si trattava diuna decisione personale, presa dal Papa dopo consultazioniprivate con alcuni intimi e con il Segretario di Stato,cardinale Domenico Tardini. Le finalita' assegnate all'AssiseConciliare, elaborate in maniera compiuta nel discorso diapertura dell'11 ottobre 1962, erano originali: non si trattavadi definire nuove verita', ma di riesporre la dottrinatradizionale in modo piu' adatto alla sensibilita' moderna.Nella prospettiva di un aggiornamento riguardante tutta la vitadella Chiesa, Giovanni XXIII invitava a privilegiare lamisericordia e il dialogo con il mondo piuttosto che lacondanna e la contrapposizione in una rinnovata consapevolezzadella missione ecclesiale che abbracciava tutti gli uomini. Inquest'apertura universale non potevano essere escluse le varieconfessioni cristiane, invitate anch'esse a partecipare alConcilio per dare inizio a un cammino di avvicinamento. Nelcorso della prima fase si pote' costatare che Giovanni XXIIIvoleva un Concilio veramente deliberante, di cui rispetto' ledecisioni dopo che tutte le voci ebbero modo di esprimersi e diconfrontarsi. Nella primavera del 1963 fu insignito del Premio"Balzan" per la pace a testimonianza del suo impegno a favoredella pace con la pubblicazione delle Encicliche "Mater etMagistra" (1961) e "Pacem in terris" (1963) e del suo decisivointervento in occasione della grave crisi di Cuba nell'autunnodel 1962. Il prestigio e l'ammirazione universali si poteronomisurare pienamente in occasione delle ultime settimane dellasua vita, quando tutto il mondo si trovo' trepidante attorno alcapezzale del Papa morente e accolse con profondo dolore lanotizia della sua scomparsa la sera del 3 giugno 1963. (AGI).