(AGI) - CdV, 11 mar. - Serviranno almeno 77 voti, ovvero i dueterzi del collegio dei cardinali elettori, per essere elettoPapa e successore di Benedetto XVI. Da domani, con l'avvio delConclave, entra infatti in vigore una nuova norma elettoralepromulgata nel giugno 2007 da Ratzinger con un 'Motu Proprio',modificando quanto previsto in proposito dalla CostituzioneApostolica 'Universi Dominici gregis' con cui Giovanni Paolo IIaveva abolita l'elezione per acclamazione e reso obbligatorioinvece lo scrutinio segreto. Wojtyla penso' anche a comeevitare una situazione di stallo, fissando che dopo latrentaquattresima votazione si potesse passare al ballottaggiotra i due piu' votati, e che nello stesso momento il quorumeventualmente potesse scendere dalla maggioranza qualificata didue terzi alla maggioranza assoluta del cinquanta per centopiu' uno. Proprio su questo comma e' quindi intervenutoBenedetto XVI, fissando la maggioranza dei due terzi. Ilperche' di questa modifica sta nel fatto che si vuole evitareche il nuovo Pontefice si ritrovi eletto con una maggioranzarisicata. In piu', Ratzinger ha specificato che i due cardinalirimasti in lizza per l'elezione non partecipino piu' allesuccessive votazioni previste nel Conclave, divenendo quindielettorato passivo. E comunque anche per le successivevotazioni a questa fase, con i due maggiormente votati che sonoa quel punto solo elettorato passivo, e' richiesta sempre unamaggioranza qualificata di almeno due terzi dei suffragi deicardinali presenti e votanti. La procedura dello scrutinio sisvolge in tre fasi, la prima anche definibile pre-scrutinio eche comprende la preparazione e la distribuzione delle schededa parte dei Cerimonieri - richiamati intanto nell'Aula dellaSistina insieme al Segretario del Collegio dei cardinali e alMaestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie - i quali neconsegnano almeno due o tre a ciascun elettore. Poi c'e'l'estrazione a sorte, fra tutti i cardinali elettori, di treScrutatori, di tre incaricati a raccogliere il voto deglieventuali cardinali infermi e denominati per brevita'Infirmarii, e di tre Revisori. Il sorteggio viene fattopubblicamente dall'ultimo cardinale diacono, che estrae diseguito i nove nomi di coloro che dovranno svolgere talimansioni. Se nell'estrazione degli Scrutatori, degli Infirmariie dei Revisori escono i nomi di cardinali elettori che inveceper infermita' o altro motivo sono impediti di svolgere talimansioni, al loro posto vengono estratti i nomi di altri nonimpediti, e nell'ordine saranno - tre per volta -rispettivamente Scrutatori, Infirmarii e Revisori. Per ilresto, nulla di immutato. E cosi' si procede al voto, con ognicardinale che nel momento in cui va a depositare la schedaall'altare, dove stanno gli Scrutatori e dove c'e' unrecipiente coperto da un piatto per raccogliere le schede, eccoche si genuflette, prega e, alzatosi, pronuncia ad alta voce laformula di giuramento "Chiamo a testimone Cristo signore, ilquale mi giudichera', che il mio voto e' dato a colui che,secondo Dio, ritengo debba essere eletto". Depone quindi lascheda nel piatto e con questo la introduce nel recipiente, perpoi inchinarsi all'altare e tornare al suo posto. (AGI)(AGI) - CdV, 11 mar. - La terza fase, quella del postscrutinio, comprende il conteggio dei voti, il loro controllo,il bruciamento delle schede. Se il numero delle schede nondovesse corrispondere al numero degli elettori, allora bisognabruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione. Seinvece corrisponde al numero degli elettori, allora si procedenello spoglio. Quando questo sara' stato ultimato, gliScrutatori fanno la somma dei voti ottenuti dai vari nomi e liannotano su un foglio a parte. L'ultimo degli Scrutatori, manmano che legge le schede, le perfora con un ago nel punto incui si trova la parola 'Eligo', e le inserisce in un filoaffinche' possano essere piu' sicuramente conservate in questafase. Al termine della lettura dei nomi, i capi del filovengono legati con un nodo e le schede vengono collocate in uncontenitore o ad un lato della mensa. "Gli Scrutatori fanno lasomma di tutti i voti, che ciascuno ha riportato, e se nessunoha raggiunto i due terzi dei voti in quella votazione, il Papanon e' stato eletto". E si procede nuovamente a un turno divotazione. Se invece risultera' che uno ha ottenuto almeno idue terzi, si ha "l'elezione del Romano Pontefice canonicamentevalida". In ambedue i casi, che ci sia stata cioe' l'elezione omeno, i Revisori devono procedere al controllo di schede eannotazioni dei voti fatte dagli scrutatori per accertare chequesti abbiano eseguito "esattamente e fedelmente" il lorocompito. Subito dopo la revisione, prima che i cardinalielettori lascino l'Aula, tutte le schede sono bruciate dagliScrutatori, con l'aiuto del Segretario del Conclave e deiCerimonieri, chiamati nel frattempo dall'ultimo cardinaledicono. Se pero' si dovesse procedere immediatamente ad unaseconda votazione, le schede della prima votazione sarannobruciate soltanto alla fine, insieme a quelle della secondavotazione. (AGI)