(AGI) - CdV, 22 feb. - "Penso alle colpe contro l'unita' dellaChiesa e alle divisioni del corpo ecclesiale". Parlando del"volto deturpato" della Chiesa, e' stato Benedetto XVI asintetizzare il contenuto della Relazione dei tre cardinali sul"Caso Vatileaks". Il documento e' ancora coperto da "segretopontificio", ma - si fa notare - questo non viene violato"facendo riferimento alle parole del Papa". La relazione delresto "riguardava la fuga di documenti e le contrapposizioninella Curia", non altre questioni come il "caso Balducci" o ilcomportamento personale di alcuni dignitari: i tre cardinalinon hanno indagato su queste cose, mentre "il tema delledivisioni e' un passaggio" affrontato nel testo consegnato alPontefice il 26 luglio e poi oggetto di confronto con il Papaanche in occasione della successiva udienza del 17 dicembre. E'possibile che Benedetto XVI riceva nuovamente nei prossimigiorni i tre saggi da lui incaricati di indagare su Vatileaks(i cardinali ultraottantenni Julian Herranz, Jozef Tomko eSalvatore De Giorgi) e teoricamente potrebbe anche togliere il"segreto pontificio", ma appare piu' probabile che suggeriscaai tre porporati (che sono di sua piena fiducia e nonparteciperanno al Conclave) di illustrare ai confratelli, nelleCongregazioni Generali che si riuniranno dal primo marzo, illavoro svolto ma in termini generali, cioe' senza fare nomi ecircostanze precise. Il documento certamente sara' pero'trasmesso integralmente al nuovo Papa. Restera' infatticustodito nell'Appartamento Pontificio del Palazzo Apostolico enon seguira' Joseph Ratzinger nel suo soggiorno aCastelgandolfo e nel successivo rientro in Vaticano doveabitera' nel piccolo e modesto Monastero di clausura "MaterEcclesiae". Quanto a episodi di malcostume e scandali sessualiche coinvolgono dignitari vaticani, il fatto che non siano nelRapporto non significa che non abbiano peso in una valutazionecomplessiva sulla situazione della Chiesa, che i porporatielettori dovranno fare. Ma si tratta di analisi eapprofondimenti che nulla hanno a che vedere con il lavorodella Commissione Cardinalizia. Ben prima delle dimissioni delPapa e dunque delle inchieste giornalistiche di questi giorni,qualche mese fa, ad esempio, sono stati due sacerdoti, DariusOzko e Ariel Stefano Levi di Gualdo, a denunciare in distintepubblicazioni il problema della cosiddetta "lobby gay" che sisarebbe ramificata in ambienti ecclesiastici. Secondo don Ariel- che ne scrive nel secondo capitolo del volume 'E Satana sifece trino', pubblicato da Bonanno - il problema della"omosessualizzazione psicologica" della Chiesa e' ancora piu'pericoloso dei casi di pedofilia. Se difatti il problema dellapedofilia ha toccato numeri esigui di preti, l'omosessualita',almeno come tendenza, sarebbe piuttosto diffusa. Per lacronaca, questa valutazione trova conferma nell'Istruzionedella Congregazione dell'Educazione Cattolica pubblicatanell'ottobre 2008, che stabilisce "gli orientamenti perl'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione enella formazione dei candidati al sacerdozio". "Spetta allaChiesa - ricorda il documento coraggiosamente approvato da PapaRatzinger - scegliere le persone che ritiene adatte alministero pastorale ed e' suo diritto e dovere verificare lapresenza delle qualita' richieste in coloro che essa ammette alministero sacro". "Il ministero sacerdotale, inteso e vissutocome conformazione a Cristo richiede - chiarisce l'Istruzione -doti e virtu' morali e teologali, sostenute da equilibrio umanoe psichico, particolarmente affettivo, cosi' da permettere alsoggetto di essere adeguatamente predisposto ad una donazionedi se' veramente libera nella relazione con i fedeli in unavita celibataria". Una scelta resa abbastanza ardua, come e'facile comprendere, dalla cultura dominante che considera lacastita' una scelta innaturale e l'omosessualita' una possibileopzione al pari dell'eterosessualita'. I candidati alsacerdozio non arrivano da un altro pianeta: essi stessisubiscono il condizionamento di una tale visione, propagandatodai media. "Infatti - si legge nel testo pubblicato il 30ottobre 2008 - coloro che oggi chiedono di entrare in seminarioriflettono, in modo piu' o meno accentuato, il disagio diun'emergente mentalita' caratterizzata dal consumismo, dainstabilita' nelle relazioni familiari e sociali, darelativismo morale, da visioni errate della sessualita', daprecarieta' delle scelte, da una sistematica opera di negazionedei valori, soprattutto dei mass media". Del resto, conclude ildocumento anticipando di fatto quello che in questi giorni silegge sui giornali, "gli errori di discernimento nellevocazioni non sono rari e troppe inettitudini psichiche, piu' omeno patologiche, si rendono manifeste soltanto dopol'ordinazione sacerdotale". .