(AGI) - Roma, 5 nov. - Sembrava che il suo no fosse definitivo,un "non possumus" destinato a segnare un immutabile assettonegli equilibri del centrodestra, oggi la marcia indietro diSilvio Berlusconi. A Bologna, alla manifestazione della Legaorganizzata ed annunciata da Matteo Salvini in splendidasolitudine, ci sara' anche lui. Tutti insieme, l'8 novembre.Mossa tattica o definitivo passaggio del testimone? Lui usaparole che richiamano storici discorsi di Vittorio Emanuele II:"Non potevamo restare indifferenti dinanzi alle pressioni deinostri elettori, che in questi giorni hanno insistentementechiesto una forte dimostrazione di unita' del centrodestra" Ungrido di dolore della base del centrodestra che impone,insomma, di mettere da parte rivalita' e rancori. "I movimentidel centro-destra hanno l'assoluta consapevolezza di potervincere soltanto se uniti", fa sapere ancora il leader di Fi,che quindi e' "ben lieto di accettare l'invito". Graziosamente,Salvini usa toni soft nel commento: "Sono contento per la suepresenza. Un'opposizione finalmente compatta potra' liberaregli italiani dalla sinistra delle tasse e dell'invasione" degliimmigrati. Anche lui, quindi, punta sul nodo dell'unita' perbattere la sinistra. Prove generali in vista della campagnaelettorale delle amministrative di primavera, allora, e magarianche per quella referendaria sulle riforme. Ma qualcuno e'pronto a sostenere che si tratti solo dell'ammissione di unadebolezza resasi manifesta negli ultimi tempi. Soprattutto sonoi due ex delfini Fitto ed Alfano a sottolineare questo punto."E' il legittimo passaggio del testimone: quell'area politicanon sara' piu' guidata da un leader di centrodestra moderato,ma da un leader lepenista di estrema destra", dice il ministrodell'interno. E Fitto: "Si materializza un ennesimo errore daparte di Silvio Berlusconi, che accetta di andare a Bologna aincoronare la Lega". Due sponde diverse, un'unica lettura.Opposta a quella della fedelissima Daniela Santanche': "ForzaItalia, la Lega e Fratelli d'Italia sono accomunati da uncomune denominatore: la volonta' di costruire un'alternativa algoverno delle chiacchiere e delle bugie targato Matteo Renzi.E' l'unita' il nostro collante ed e' questo cio' che ci chiedeil nostro popolo: a Bologna lanceremo la sfida finale a Renzi eal Pd". Macche' passo indietro, per lei. Anzi, e' solol'inizio. Un punto in comune tra tutti: Renzi non sottovalutiil segnale. .