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Zuppi: Livatino è Patrono magistrati, un esempio da seguire

Estero

(AGI) - Città del Vaticano, 7 ott. - Il beato Rosario Angelo Livatino, "primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire" è stato dichiarato Patrono dei Magistrati italiani. Il decreto è stato firmato oggi, 7 ottobre, dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.In tutte le fasi dell'iter di discernimento e approvazione, i vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta avanzata dal Comitato promotore. E oggi, attraverso il loro presidente, cardinale Matteo Maria Zuppi, esprimono soddisfazione. "Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività, è stato capace di contemperare nell'esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l'etica cristiana e l'atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera", ha commentato Zuppi.
    Nella figura del giudice Livatino è stato riconosciuto, spiega la Cei, un modello di riferimento e uno speciale intercessore per quanti ogni giorno sono chiamati ad amministrare la giustizia. Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 mentre si recava al lavoro, è stato beatificato il 9 maggio 2021 ad Agrigento. Mentre la sua testimonianza viene ora proposta alla magistratura italiana come esempio di servizio alla collettività vissuto nella fedeltà alla legge, alla coscienza e alla fede. Il riconoscimento, viene sottolineato, valorizza dunque non soltanto il martirio del giovane magistrato siciliano, ma anche il modo in cui egli concepì l'esercizio della giustizia.
    Per Livatino, infatti, il compito del magistrato non poteva essere separato dalla responsabilità personale e morale di chi è chiamato a decidere sulla vita e sui diritti delle persone. La sua figura viene quindi proposta come punto di riferimento per una magistratura chiamata a coniugare rigore professionale, indipendenza, responsabilità e attenzione alla dignità umana. (AGI)

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