(AGI) - Roma, 3 feb. - Da una parte l'appello alla collaborazione di Giorgia Meloni, dall'altra le parole del ministro dell'Interno che, in Aula alla Camera, accusa chi sfila nei cortei assieme ai violenti offrendo loro "copertura politica". Da qui il 'no grazie' alla richiesta della premier per lavorare insieme alle nuove norme in tema di sicurezza pubblica, considerata un bluff da Pd, M5s e Avs. Partiti che potrebbero presentare un documento comune in vista delle comunicazioni che lo stesso Piantedosi farà al Senato. Sulle comunicazioni, a differenza dell'informativa, si vota e il fatto che la maggioranza abbia scelto questa formula è, per le opposizioni, un tentativo di mettere in evidenza le distanze tra Pd, M5s e Avs in tema di sicurezza. Il confronto dentro l'opposizione è in corso. Intanto, però, Giuseppe Conte 'convoca' i suoi follower per una diretta social in cui illustra le proposte che il M5s mette a disposizione di tutto il Parlamento. "Le misure di cui stanno discutendo" nella maggioranza "sono tre: la cauzione. Se confermeranno questa misura gli organizzatori solo i miliardari potranno organizzare una manifestazione pubblica", inoltre, "prolifereranno le manifestazioni non autorizzate. Secondo punto: lo scudo alle forze di polizia. Non facciamo propaganda sulle forze di polizia, perché chi può garantire che di fronte a un fatto dubbio un agente non venga indagato? Questo lo può decidere solo un pm, sarebbe irresponsabile prevedere una impunibilità totale. Terzo, il fermo preventivo. Una norma che ci riporterebbe indietro nel tempo, a una legge abolita perché liberticida. Stanno creando un meccanismo parossistico per una stretta ulteriore", sottolinea ancora il capo del M5s. Quindi, la proposta M5s: "Primo, ritorno alla perseguibilità d'ufficio. Poi cancelliamo l'oscena norma Nordio-Meloni, che prevede che quando bisogna arrestare una persona occorre prima fare un interrogatorio preventivo. Vogliamo essere corretti con le forze di polizia? Non facciamoci prendere in giro, completiamo la pianta organica. E ancora: patto per la sicurezza, creare un fondo per consentire ai sindaci e alle amministrazioni comunali maggiori investimenti per il recupero di quartieri disagiati". Fonti parlamentari di Pd e Avs, però, fanno notare come sia preferibile evitare di scendere nel particolare delle singole norme, per concentrarsi su un testo molto snello, con punti condivisi di carattere valoriale. Questo perchè al Senato, una volta approvata la risoluzione di maggioranza, decadono tutte le altre risoluzioni. Insomma, 'impiccarsi' alle singole norme rischia di rivelarsi una perdita di tempo, o peggio: un assist alla maggioranza. (AGI)
Sicurezza: C.sinistra, bluff Meloni. Conte 'offre' misure M5s
AGGIORNAMENTO 18:34
(AGI) - Roma, 3 feb. - Da una parte l'appello alla collaborazione di Giorgia Meloni, dall'altra le parole del ministro dell'Interno che, in Aula alla Camera, accusa chi sfila nei cortei assieme ai violenti offrendo loro "copertura politica". Da qui il 'no grazie' alla richiesta della premier per lavorare insieme alle nuove norme in tema di sicurezza pubblica, considerata un bluff da Pd, M5s e Avs. Partiti che potrebbero presentare un documento comune in vista delle comunicazioni che lo stesso Piantedosi farà al Senato. Sulle comunicazioni, a differenza dell'informativa, si vota e il fatto che la maggioranza abbia scelto questa formula è, per le opposizioni, un tentativo di mettere in evidenza le distanze tra Pd, M5s e Avs in tema di sicurezza. Il confronto dentro l'opposizione è in corso. Intanto, però, Giuseppe Conte 'convoca' i suoi follower per una diretta social in cui illustra le proposte che il M5s mette a disposizione di tutto il Parlamento. "Le misure di cui stanno discutendo" nella maggioranza "sono tre: la cauzione. Se confermeranno questa misura gli organizzatori solo i miliardari potranno organizzare una manifestazione pubblica", inoltre, "prolifereranno le manifestazioni non autorizzate. Secondo punto: lo scudo alle forze di polizia. Non facciamo propaganda sulle forze di polizia, perché chi può garantire che di fronte a un fatto dubbio un agente non venga indagato? Questo lo può decidere solo un pm, sarebbe irresponsabile prevedere una impunibilità totale. Terzo, il fermo preventivo. Una norma che ci riporterebbe indietro nel tempo, a una legge abolita perché liberticida. Stanno creando un meccanismo parossistico per una stretta ulteriore", sottolinea ancora il capo del M5s. Quindi, la proposta M5s: "Primo, ritorno alla perseguibilità d'ufficio. Poi cancelliamo l'oscena norma Nordio-Meloni, che prevede che quando bisogna arrestare una persona occorre prima fare un interrogatorio preventivo. Vogliamo essere corretti con le forze di polizia? Non facciamoci prendere in giro, completiamo la pianta organica. E ancora: patto per la sicurezza, creare un fondo per consentire ai sindaci e alle amministrazioni comunali maggiori investimenti per il recupero di quartieri disagiati". Fonti parlamentari di Pd e Avs, però, fanno notare come sia preferibile evitare di scendere nel particolare delle singole norme, per concentrarsi su un testo molto snello, con punti condivisi di carattere valoriale. Questo perchè al Senato, una volta approvata la risoluzione di maggioranza, decadono tutte le altre risoluzioni. Insomma, 'impiccarsi' alle singole norme rischia di rivelarsi una perdita di tempo, o peggio: un assist alla maggioranza. (AGI)
AGGIORNAMENTO 18:34
(AGI) - Roma, 3 feb. - Una 'mossa' quella di Conte che, a scandagliare fonti di Pd e Avs, è stata accolta con stupore dal resto delle opposizioni. "Una fuga in avanti per rispondere ai contatti fra Schlein e Meloni" su questo tema, è la lettura che arriva da ambienti del Senato. Dal M5s si fa comunque presente che la sicurezza è un tema centrale da tempo e che le misure presentate da Conte erano state messe a punto nei giorni scorsi. Di tempo per discutere, comunque, ce ne sarà. Dopo la scelta del centrodestra che, in conferenza dei capigruppo, ha votato a maggioranza perché Piantedosi tenesse le comunicazioni e non una semplice informativa - uno "strappo" per le opposizioni - il calendario dei lavori dovrà essere votato in Aula. Inoltre, prima dell'appuntamento con le comunicazioni di Piantedosi, i gruppi si riuniranno per fare il punto al loro interno. Per arrivare a una quadra, insomma, il centrosinistra utilizzerà tutto il tempo a disposizione. Ad aprire il fuoco di sbarramento dopo l'intervento di Piantedosi, oggi alla Camera, è stato Matteo Mauri, deputato e responsabile sicurezza del Pd. "Ho sperato fino all'ultimo di sentire dal ministro Piantedosi parole di responsabilità, ma quello che abbiamo ascoltato è solo propaganda", attacca l'esponente Pd: "La maggioranza è già in campagna elettorale e strumentalizza un fatto gravissimo da condannare. Un fatto che nulla ha a che vedere con quei 20 mila manifestanti scesi in piazza per manifestare in modo pacifico, così come previsto dall'articolo 17 della nostra Costituzione". Da qui l'affondo: "Il governo vuole strumentalizzare le manifestazioni indette in modo pacifico e questo non lo accettiamo". Per Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, "il ministro Piantedosi si assume la responsabilità politica di alzare il livello di scontro nel Paese, non parlando da ministro, ma da esponente politico. Non può usare le divise dei poliziotti, che indossano con orgoglio, per fare propaganda". Anche per Riccardo Magi, segretario di Più Europa, "il ministro Piantedosi ha fatto un intervento davvero grave: non solo non ha spiegato cosa non ha funzionato nella gestione dell'ordine pubblico e nella prevenzione a Torino, ma ha usato parole incendiarie, accomunando i manifestanti pacifici ai violenti e annunciando leggi speciali che, a questo punto, secondo il Piantedosi pensiero, dovrebbero riguardare tutti senza alcuna distinzione. Altro che risoluzione unitaria”, chiosa Magi. Critiche anche da Italia Viva, con Raffaela Paita: "Ci saremmo aspettati una consequenzialità logica all’appello di Giorgia Meloni per una vera risposta unitaria ai fatti di Torino. E invece quell’appello era un bluff”. (AGI)