Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI

Sì a processo revisione, sarà scarcerato calciatore libico

Cronaca

(AGI) - Palermo, 18 mag. - L'ex calciatore libico è stato condannato a 30 anni perché considerato uno degli scafisti che portò fino alle coste siciliane un barcone dove morirono asfissiati 49 migranti. Fu l'ennesima strage di migranti nel Mediterraneo, avvenuta nel 2015. La Corte di Cassazione aveva rigettato lo scorso anno la richiesta di revisione del processo presentata dall’avvocata Cinzia Pecoraro, confermando la decisione della corte d’Appello di Messina a cui era stata fatta richiesta di revisione del processo sulla scorta di due testimoni che avrebbero confermato che il giovane era soltanto un passeggero.
    La vicenda era stata al centro di un processo, celebrato davanti alla corte d’appello di Catania, che aveva condannato a Abdelkarim Alaa Faraj e altri giovani. Il giovane, studente in ingegneria, era una promessa del calcio libico. Quando è scoppiata la guerra insieme ad altri due amici, anch’essi calciatori, aveva tentato di raggiungere l’Europa, pagando la traversata ai trafficanti. Ma il sogno si trasformò in un incubo e in una tragedia. Alaa Faraj ha sempre respinto le accuse, ma le due testimonianze non sono state considerate sufficienti a far riaprire il processo. L'unica via d'uscita era una grazia presidenziale, e in questo senso si era espressa anche la corte d'Appello di Messina. Lo ricorda il comunicato con cui il Qurinale diede notizia della grazia lo scorso dicembre: "Nel concedere la grazia parziale, che ha estinto una parte della pena detentiva ancora da espiare, il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del Ministro della Giustizia, della giovane età del condannato al momento del fatto, della circostanza che nel lungo periodo di detenzione di oltre dieci anni sinora espiata dall’agosto del 2015, lo stesso ha dato ampia prova di un proficuo percorso di recupero avviato in carcere, come riconosciuto dal magistrato di sorveglianza, nonché del contesto particolarmente complesso e drammatico in cui si è verificato il reato. Ciò è stato evidenziato anche dai Giudici della Corte d’appello di Messina i quali, nel rigettare l’istanza di revisione per ragioni processuali, hanno sottolineato che per 'ridurre lo scarto indubbiamente esistente tra il diritto e la pena legalmente applicata e la dimensione morale della effettiva colpevolezza', si può fare ricorso solo all’istituto della grazia che consente di ridurre o commutare una parte della pena". (AGI)

ADV
---- MRG/FAB | © 2026 agi
I fatti che arrivano PRIMA. Scarica l’app dallo store.