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Schlein scalda direzione (non riformisti) e duella con Meloni

Politica

(AGI) - Roma, 2 ott. - Una Elly Schlein in tenuta da battaglia quella che si è presentata alla direzione nazionale menando fendenti a destra, verso Giorgia Meloni, e a sinistra, nei confronti degli alleati della coalizione. Il messaggio alla premier è lapidale: "Vai a casa". E poggia sulla constatazione che "in quattro anni questo governo non ha fatto nulla", una "occasione sprecata" visti i numeri di cui la maggioranza gode in Parlamento. È la risposta alla battuta della premier di due settimane fa, "Elly, dì una cosa vera". E la stessa Meloni non perde tempo e risponde, via social, alla segretaria. "Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità". La controreplica a Meloni arriva nel corso della replica alla direzione:  "Visto che Giorgia Meloni mi rimprovera sui tempi di risposta, segnalo che lei ha impiegato quattro anni per ottenere questi risultati", dice Schlein facendo seguire un lungo elenco fatto di "tasse record", "stipendi al palo", "energia carissima", "povertà in aumento", "sanità allo stremo", e giù fino alla chiosa: "Meloni può alzare la voce e sbraitare, ma alla fine i fatti restano, e lo sanno gli italiani che lo vivono ogni giorno sulla propria pelle". Al di là del duello a distanza con Meloni, è agli alleati che la segretaria dedica la maggior parte della sua relazione, rivendicando una primazia del Pd sugli altri azionisti del campo largo, "uno non vale uno". Il Pd, sottolinea, è il primo partito della coalizione, "fa il doppio dei voti degli altri", e in tutti i paesi europei a guidare l'alleanza "è il partito più forte". Detto questo, Schlein sottolinea di aver acconsentito a sceglier e il candidato premier con le primarie perché è quanto chiedeva Giuseppe Conte. Ma avverte: "Siamo generosi, non ingenui". Infine, l'entrata decisa sul sostegno a Kiev: "Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino dall'aggressione criminale della Russia". I componenti della direzione apprezzano. Compresi i riformisti. In diversi interventi si plaude allo scatto d'orgoglio. (AGI)

AGGIORNAMENTO 17:34

(AGI) - Roma, 2 ott. - Una Elly Schlein in tenuta da battaglia quella che si è presentata alla direzione nazionale menando fendenti a destra, verso Giorgia Meloni, e a sinistra, nei confronti degli alleati della coalizione. Il messaggio alla premier è lapidale: "Vai a casa". E poggia sulla constatazione che "in quattro anni questo governo non ha fatto nulla", una "occasione sprecata" visti i numeri di cui la maggioranza gode in Parlamento. È la risposta alla battuta della premier di due settimane fa, "Elly, dì una cosa vera". E la stessa Meloni non perde tempo e risponde, via social, alla segretaria. "Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità". La controreplica a Meloni arriva nel corso della replica alla direzione:  "Visto che Giorgia Meloni mi rimprovera sui tempi di risposta, segnalo che lei ha impiegato quattro anni per ottenere questi risultati", dice Schlein facendo seguire un lungo elenco fatto di "tasse record", "stipendi al palo", "energia carissima", "povertà in aumento", "sanità allo stremo", e giù fino alla chiosa: "Meloni può alzare la voce e sbraitare, ma alla fine i fatti restano, e lo sanno gli italiani che lo vivono ogni giorno sulla propria pelle". Al di là del duello a distanza con Meloni, è agli alleati che la segretaria dedica la maggior parte della sua relazione, rivendicando una primazia del Pd sugli altri azionisti del campo largo, "uno non vale uno". Il Pd, sottolinea, è il primo partito della coalizione, "fa il doppio dei voti degli altri", e in tutti i paesi europei a guidare l'alleanza "è il partito più forte". Detto questo, Schlein sottolinea di aver acconsentito a sceglier e il candidato premier con le primarie perché è quanto chiedeva Giuseppe Conte. Ma avverte: "Siamo generosi, non ingenui". Infine, l'entrata decisa sul sostegno a Kiev: "Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino dall'aggressione criminale della Russia". I componenti della direzione apprezzano. Compresi i riformisti. In diversi interventi si plaude allo scatto d'orgoglio. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 17:34

(AGI) - Roma, 2 ott. - Lo fa Sandra Zampa: "Riconosco a Elly Schlein di avere oggi finalmente fatto appello all'orgoglio di partito: 'uno non vale uno', sono le parole che attendevamo di sentire e credo che facciano bene non solo a noi ma ai nostri iscritti, militanti ed elettori". Apprezza Lorenzo Guerini: "Abbiamo apprezzato lo scatto di orgoglio della segretaria nei confronti dei Cinque Stelle e il fatto che si sia ribadito con chiarezza il sostegno del Partito Democratico all'Ucraina". Il plauso però è breve perché subito dopo inizia la levata di scudi della minoranza contro la linea annunciata dalla segreteria sulle primarie. Nessun secondo nome del Pd, la candidata è solo Schlein. Un dito nell'occhio ai riformisti che vedevano in Giorgio Gori il nome in grado di portare al Pd il voto del mondo cattolico, centrista e moderato, "Senza dovere subappaltare" il compito ai riformisti fuori dal Pd, come sottolinea lo stesso Gori. Per questa ragione, i riformisti decidono di non votare la relazione, che viene approvata all'unanimità dei presenti, come fanno sapere dal Nazareno. Con queste premesse si guarda al 18 ottobre, giorno dell'assemblea del Partito Democratico che dovrebbe dare il via libera alla proroga del mandato di Schlein. Una prima assoluta in un partito abituato a vedere andare via i propri segretari, ora per una tornata elettorale persa (o "non vinta", come con Bersani), ora in polemica con il proprio ceto dirigente (come con Nicola Zingaretti). E in vista di quel passaggio, al Nazareno torna a risuonare la parola "congresso". A pronunciarla è la senatrice di estrazione riformista Simona Malpezzi: "Parlarne sembra incomprensibile oggi, ma non è estranea a noi una discussione che riguarda la vita del partito. Non sto proponendo di precipitare a una competizione congressuale, ma dobbiamo discutere insieme una norma chiara che tenga conto sia dalle scadenze elettorali sia delle scadenze dello statuto". (AGI)

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