(AGI) - Roma, 2 ott. - Fendenti a destra, nei confronti della maggioranza di governo. Ma anche a sinistra, verso gli alleati. Elly Schlein indossa l'elmetto sul palco della direzione del partito Democratico e si toglie molto più di qualche sassolino, come preannuncia. La partenza è subito serrata e prende di petto i nodi della costruzione dell'alleanza. Intanto sul programma: rispedisce al mittente - Conte, ma anche i rossoverdi Fratoianni e Bonelli - le ricostruzioni che parlano di un Pd indietro sulla proposta dei temi da inserire nel progetto di centrosinistra. Semmai è il contrario, "noi abbiamo proposto un percorso di ascolto del Paese già nel novembre 2025", ricorda la leader dem, "ma c'è chi ha ritenuto, legittimamente, di partire da solo e ha terminato questo percorso solo a settembre". Manca solo il nome, ma tutti gli indizi portano a Giuseppe Conte e al M5s. Ancora, sul tavolo del programma e il perimetro del centrosinistra, la segretaria torna ad avvertire che non ci possono essere conventio ad excludendum e che al programma partecipano tutti quelli che si riconoscono nell'alternativa a Meloni, centristi compresi. "Il programma si scrive con tutta l'alleanza e bisogna essere inclusivi". E, una volta messo a terra il progetto, esso deve essere "un patto vincolante per tutti", sottolinea prima della stilettata: "Nella discussione uno non vale uno". Tradotto, il Pd è il partito più forte della coalizione, e di questo occorrerà tenere conto perché "a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnato con passione, impegno e fatica a convincere le persone". Un lavoro che ha portato i dem ad avere "il doppio" dei voti "delle altre forze: generosi sì, ma ingenui no", avverte ancora. Una generosità che, per Schlein, si manifesta pure nell'accettare il metodo delle primarie per la scelta del leader, visto che "in qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più". E questo, "non è egemonia, ma democrazia. Poi, se qualcuno non riconosce questo principio, noi siamo disponibili e pronti alle primarie e le vinceremo insieme". (AGI)
Schlein avverte Meloni (e alleati), Pd pronto a governare
AGGIORNAMENTO 13:21
(AGI) - Roma, 2 ott. - Fendenti a destra, nei confronti della maggioranza di governo. Ma anche a sinistra, verso gli alleati. Elly Schlein indossa l'elmetto sul palco della direzione del partito Democratico e si toglie molto più di qualche sassolino, come preannuncia. La partenza è subito serrata e prende di petto i nodi della costruzione dell'alleanza. Intanto sul programma: rispedisce al mittente - Conte, ma anche i rossoverdi Fratoianni e Bonelli - le ricostruzioni che parlano di un Pd indietro sulla proposta dei temi da inserire nel progetto di centrosinistra. Semmai è il contrario, "noi abbiamo proposto un percorso di ascolto del Paese già nel novembre 2025", ricorda la leader dem, "ma c'è chi ha ritenuto, legittimamente, di partire da solo e ha terminato questo percorso solo a settembre". Manca solo il nome, ma tutti gli indizi portano a Giuseppe Conte e al M5s. Ancora, sul tavolo del programma e il perimetro del centrosinistra, la segretaria torna ad avvertire che non ci possono essere conventio ad excludendum e che al programma partecipano tutti quelli che si riconoscono nell'alternativa a Meloni, centristi compresi. "Il programma si scrive con tutta l'alleanza e bisogna essere inclusivi". E, una volta messo a terra il progetto, esso deve essere "un patto vincolante per tutti", sottolinea prima della stilettata: "Nella discussione uno non vale uno". Tradotto, il Pd è il partito più forte della coalizione, e di questo occorrerà tenere conto perché "a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnato con passione, impegno e fatica a convincere le persone". Un lavoro che ha portato i dem ad avere "il doppio" dei voti "delle altre forze: generosi sì, ma ingenui no", avverte ancora. Una generosità che, per Schlein, si manifesta pure nell'accettare il metodo delle primarie per la scelta del leader, visto che "in qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più". E questo, "non è egemonia, ma democrazia. Poi, se qualcuno non riconosce questo principio, noi siamo disponibili e pronti alle primarie e le vinceremo insieme". (AGI)
AGGIORNAMENTO 13:21
(AGI) - Roma, 2 ott. - Dalle beghe domestiche alla sfida a Meloni. E' alla premier che la segretaria dedica la prima parte del suo intervento di cui, la premessa è anche la sintesi: "Vai a casa". Le laedr dem non vede l'ora di andare al voto,"prima si fa e meglio è per l'Italia". Dopo quattro anni "di immobilismo", in cui si è sprecata "una occasione storica", per Schlein tocca al centrosinistra "risollevare l'Italia da questa crisi e dal declino. E' per questo che la leader dem torna a rivlgersi agli aleati e alle altre forze di opposizione con un appello all'unità: "L'impegno deve essere chiaro: non faremo mai più il favore alla destra di dividerci. Il cammino non è ancora compiuto del tutto, ma l'alternativa è già realtà concreta". La terza e ultima parte della sua relazione è quella "dei sassolini dalle scarpe". Sassolini che sono tutti o quasi del Pd. E' alla minoranza dem che parla Schlein quando elenca i traguardi raggiunti: "Vorrei chiudere togliendomi qualche sassolino dalla scarpa: abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, riaperto e riacquistato sedi storiche, mandato sui territori il triplo delle risorse rispetto agli anni precedenti, abbiamo ricucito legami spezzati con mondi che si erano allontanati, abbiamo risanato il bilancio, il migliore degli ultimi 15 anni, lo abbiamo fatto restituendo dignità ai nostri dipendenti, abbiamo applicato quello che chiediamo al paese come la riduzione dell'orario a parità di salario, abbiamo fatto ripartire la formazione". E ancora: "Siamo il primo partito nella maggior parte delle regioni. In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai, avevano scommesso che sarei durata sei mesi e invece il 18 ottobre in assemblea nazionale ci poniamo il tema" della proroga del mandato "per la prima volta. Le uniche regioni che hanno cambiato colore in questi anni lo hanno fatto perché abbiamo vinto noi". Da qui la carica suonata a Pd e alleati: "Manca l'ultimo miglio, il più importante, e vogliamo farlo insieme, fino alla vittoria", aggiunge Schlein: "Vi chiedo di non avere timore, non avere paura, di essere orgogliosi di quanto fatto fino a qui". (AGI)