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Piano Mattei al centro vertice di Addis Abeba con Meloni

Politica

(AGI) - Roma, 7 feb. - Nel quadro delle relazioni bilaterali con i leader africani, la premier ha avuto nei giorni scorsi un colloquio telefonico con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Al centro della conversazione, i temi dell’agricoltura desertica e della creazione di un centro di formazione che dovrebbe avviarsi nel 2026, con l’obiettivo di trasferire competenze e know-how destinati a rimanere stabilmente nei Paesi coinvolti, favorendo autonomia e sviluppo locale.
    Il vertice si inserisce inoltre in un contesto di forte interesse da parte del continente. Dopo l’ampia partecipazione registrata nel 2024, sarebbero già circa una ventina le conferme per l’edizione di Addis Abeba, segno di un’attenzione che il governo interpreta come un riconoscimento del lavoro svolto. Le richieste di collaborazione e le aperture di credito risultano in crescita rispetto a due o tre anni fa, segno – rileva Palazzo Chigi – di un dialogo sempre più strutturato e continuativo. Un altro tema centrale che verrà toccato in Etiopia sarà l’internazionalizzazione del Piano Mattei. Nato come iniziativa italiana, oggi si configura sempre più come uno strumento europeo e multilaterale. Sono già attivi progetti con Paesi del Golfo, partner europei e Stati dell’Asia centrale, mentre l’interesse si estende anche oltre l’Europa: il Piano Mattei è stato infatti presentato in diversi contesti internazionali, tra cui la Corea del Sud, ultima tappa della precedente missione asiatica della premier.
    Sul fronte finanziario, il Fondo italiano per il clima ha già deliberato circa 800 milioni di euro. A questi si affiancano strumenti dedicati come la “misura Africa” di Simest, che mette a disposizione circa un centinaio di milioni di euro per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane. Prosegue inoltre la cooperazione con la Banca africana di sviluppo, la quale prevede che per ogni euro investito dall’Italia un altro viene messo a disposizione dalla banca, raddoppiando di fatto gli investimenti, mentre i primi contributi arrivati dagli Emirati Arabi Uniti e successivamente dalla Danimarca segnano i primi passi di questo coinvolgimento internazionale. E tra i progetti sul terreno, fonti diplomatiche citano interventi proprio in Etiopia, Paese considerato prioritario, in particolare nel sud-ovest, dove il Piano Mattei è coinvolto nel recupero e nella valorizzazione di un’ampia area, mentre proseguono le collaborazioni anche con l’Ifad, con progetti attivi in Senegal e Costa d’Avorio. Il vertice di Addis Abeba si caratterizzerà dunque anche per una forte dimensione multilaterale, testimoniata anche dalla prevista partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite. Un segnale che, secondo fonti italiane, conferma l’evoluzione del Piano Mattei da iniziativa nazionale a piattaforma di cooperazione sempre più ampia, capace di coinvolgere attori regionali e internazionali. (AGI)

AGGIORNAMENTO 12:37

(AGI) - Roma, 7 feb. - A due anni dal primo vertice del gennaio 2024, Roma torna a riunire i partner africani per una seconda edizione che segna un passaggio politico e simbolico rilevante. Il 13 febbraio, nella capitale etiopica, si terrà il secondo summit Italia-Africa, in concomitanza con il Vertice dell’Unione Africana, alla vigilia dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana, alla quale parteciperà in qualità di ospite d’onore anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di ritorno da Bruxelles dopo il Consiglio europeo informale sul futuro dell’Europa.
    La scelta di portare per la prima volta il vertice in Africa risponde alla narrazione su cui il governo ha costruito il Piano Mattei: un lavoro “con l’Africa e non per l’Africa”, fondato sull’ascolto delle priorità locali e sulla costruzione di partenariati di lungo periodo.
    Il vertice di Addis Abeba - spiegano allora fonti diplomatiche - servirà innanzitutto a fare il punto sullo stato di avanzamento del Piano Mattei, la strategia lanciata due anni fa. Nato con il coinvolgimento di nove Paesi, il Piano interessa oggi 14 Stati africani e, secondo le previsioni, è destinato ad ampliarsi ulteriormente nel 2026.
    L’obiettivo dell’incontro sarà anche quello di discutere nuovi ambiti di cooperazione e progetti futuri, rafforzando una strategia che nel tempo si è strutturata come una vera e propria piattaforma di collaborazione. Sul tavolo ci sono progetti che mobilitano tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro e che si concentrano su settori strategici come acqua, agricoltura, infrastrutture, energia, sanità, istruzione e formazione, con il tema dell’accesso alle risorse idriche che emerge come una priorità indicata con forza dai partner africani. 
    La sfida, si spiega, resta quella di accelerare l’esecuzione degli interventi. Sul piano operativo, infatti, l’attuazione di progetti di questa portata richiede tempi tecnici e procedurali complessi, che comportano un articolato coordinamento tra diversi livelli istituzionali, sia italiani sia africani. Non a caso, uno degli obiettivi centrali della fase attuale del Piano Mattei è proprio velocizzare l’attuazione degli interventi, semplificando i passaggi e rendendo più fluido il processo decisionale, così da dare maggiore rapidità all’esecuzione dei progetti mantenendo al tempo stesso solidità e visione di lungo periodo. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 12:37

(AGI) - Roma, 7 feb. - Nel quadro delle relazioni bilaterali con i leader africani, la premier ha avuto nei giorni scorsi un colloquio telefonico con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Al centro della conversazione, i temi dell’agricoltura desertica e della creazione di un centro di formazione che dovrebbe avviarsi nel 2026, con l’obiettivo di trasferire competenze e know-how destinati a rimanere stabilmente nei Paesi coinvolti, favorendo autonomia e sviluppo locale.
    Il vertice si inserisce inoltre in un contesto di forte interesse da parte del continente. Dopo l’ampia partecipazione registrata nel 2024, sarebbero già circa una ventina le conferme per l’edizione di Addis Abeba, segno di un’attenzione che il governo interpreta come un riconoscimento del lavoro svolto. Le richieste di collaborazione e le aperture di credito risultano in crescita rispetto a due o tre anni fa, segno – rileva Palazzo Chigi – di un dialogo sempre più strutturato e continuativo. Un altro tema centrale che verrà toccato in Etiopia sarà l’internazionalizzazione del Piano Mattei. Nato come iniziativa italiana, oggi si configura sempre più come uno strumento europeo e multilaterale. Sono già attivi progetti con Paesi del Golfo, partner europei e Stati dell’Asia centrale, mentre l’interesse si estende anche oltre l’Europa: il Piano Mattei è stato infatti presentato in diversi contesti internazionali, tra cui la Corea del Sud, ultima tappa della precedente missione asiatica della premier.
    Sul fronte finanziario, il Fondo italiano per il clima ha già deliberato circa 800 milioni di euro. A questi si affiancano strumenti dedicati come la “misura Africa” di Simest, che mette a disposizione circa un centinaio di milioni di euro per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane. Prosegue inoltre la cooperazione con la Banca africana di sviluppo, la quale prevede che per ogni euro investito dall’Italia un altro viene messo a disposizione dalla banca, raddoppiando di fatto gli investimenti, mentre i primi contributi arrivati dagli Emirati Arabi Uniti e successivamente dalla Danimarca segnano i primi passi di questo coinvolgimento internazionale. E tra i progetti sul terreno, fonti diplomatiche citano interventi proprio in Etiopia, Paese considerato prioritario, in particolare nel sud-ovest, dove il Piano Mattei è coinvolto nel recupero e nella valorizzazione di un’ampia area, mentre proseguono le collaborazioni anche con l’Ifad, con progetti attivi in Senegal e Costa d’Avorio. Il vertice di Addis Abeba si caratterizzerà dunque anche per una forte dimensione multilaterale, testimoniata anche dalla prevista partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite. Un segnale che, secondo fonti italiane, conferma l’evoluzione del Piano Mattei da iniziativa nazionale a piattaforma di cooperazione sempre più ampia, capace di coinvolgere attori regionali e internazionali. (AGI)

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