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Petrolio: con tensioni M.O. Brent torna sopra 100 dollari

Economia

(AGI) - Roma, 26 mag. - Il Brent è in risalita di oltre il 4% dopo che l'esercito statunitense ha effettuato attacchi in Iran, aumentando l'incertezza sulla possibilità di raggiungere a breve un accordo per porre fine alla guerra e riaprire i flussi di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Brent guadagna il 4,24% a 100,22 dollari al barile, il Wti perde invece il 2,7% a 94 dollari a causa del disallineamento dei prezzi di regolamento. 
     Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che negoziare un accordo con l'Iran potrebbe "richiedere alcuni giorni", spegnendo le speranze di una fine imminente del conflitto. Questa notte le forze statunitensi hanno condotto attacchi difensivi nell'Iran meridionale. "Stiamo ancora aspettando maggiori dettagli su un potenziale accordo", ha dichiarato Giovanni Staunovo analista di Ubs. "Nel frattempo, assistiamo a un rinnovato aumento delle tensioni in Medio Oriente, mentre i flussi attraverso lo Stretto rimangono limitati".
     Dal canto suo, l'Iran ha accusato gli Stati Uniti di avere violato il cessate il fuoco con gli attacchi di questa notte (a siti missilistici e imbarcazioni) e ha minacciato una risposta dura. "L’esercito 'terrorista' degli Stati Uniti, proseguendo le proprie azioni illegali e provocatorie" in particolare "con diversi atti di aggressione contro navi commerciali iraniane negli ultimi 48 ore, ha violato il cessate il fuoco nell’area di Hormozgan", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri diffuso dall'agenzia Isna. "Queste azioni aggressive, contemporaneamente al processo diplomatico in corso mediato dal Pakistan, mettono di nuovo in evidenza la malafede e l’inadempienza della leadership statunitense verso il popolo iraniano, i popoli della regione e la comunità internazionale".(AGI)

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