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Pd: riformisti attendono Schlein a direzione, vivo malessere

Politica

(AGI) - Roma, 5 feb. - Il focus sul referendum, poi la partita della sicurezza e le finestre sui congressi. Sono i tre 'focus' della direzione nazionale del Pd, convocata domani alle 10,30. Un appuntamento a lungo invocato dalla minoranza riformista, ma non solo, per riposizionare il partito alla luce del nuovo contesto seguito all'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, ormai un anno fa. Esponenti della minoranza riformista escludono un atteggiamento da 'No' pregiudiziale alla relazione della segretaria: "ascolteremo e interverremo", viene spiegato. Esclusa, a meno di colpi di scena dell'ultimo minuto, anche la presentazione di un ordine del giorno di minoranza. Ciò nonostante il clima nel fronte riformista è di "vivo malumore". Lo si è visto, da ultimo, in occasione del confronto sul ddl Delrio contro l'antisemitismo. Testo che il gruppo Pd al Senato non ha riconosciuto come proprio avviando il lavoro su un secondo documento, più unitario. Le tensioni non si sono spente, tanto che il senatore Delrio non ha ritirato la sua proposta (oramai superata dalla scelta della Commissione Affari Costituzionali di adottare il testo del leghista Romeo come testo base). Su questo tema potrebbe innescarsi una presa di posizione della minoranza interna, anche se esponenti della segreteria sentono di potere escludere 'strappi' traumatici. Se è vero, è il ragionamento, che gli ultimi fronti aperti dai riformisti, in particolare dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, hanno riguardato il referendum, è pur vero che nel partito, minoranza compresa, sono in pochi a sostenere le ragioni del Sì alla riforma della separazione delle carriere. (AGI)

AGGIORNAMENTO 16:36

(AGI) - Roma, 5 feb. - Il focus sul referendum, poi la partita della sicurezza e le finestre sui congressi. Sono i tre 'focus' della direzione nazionale del Pd, convocata domani alle 10,30. Un appuntamento a lungo invocato dalla minoranza riformista, ma non solo, per riposizionare il partito alla luce del nuovo contesto seguito all'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, ormai un anno fa. Esponenti della minoranza riformista escludono un atteggiamento da 'No' pregiudiziale alla relazione della segretaria: "ascolteremo e interverremo", viene spiegato. Esclusa, a meno di colpi di scena dell'ultimo minuto, anche la presentazione di un ordine del giorno di minoranza. Ciò nonostante il clima nel fronte riformista è di "vivo malumore". Lo si è visto, da ultimo, in occasione del confronto sul ddl Delrio contro l'antisemitismo. Testo che il gruppo Pd al Senato non ha riconosciuto come proprio avviando il lavoro su un secondo documento, più unitario. Le tensioni non si sono spente, tanto che il senatore Delrio non ha ritirato la sua proposta (oramai superata dalla scelta della Commissione Affari Costituzionali di adottare il testo del leghista Romeo come testo base). Su questo tema potrebbe innescarsi una presa di posizione della minoranza interna, anche se esponenti della segreteria sentono di potere escludere 'strappi' traumatici. Se è vero, è il ragionamento, che gli ultimi fronti aperti dai riformisti, in particolare dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, hanno riguardato il referendum, è pur vero che nel partito, minoranza compresa, sono in pochi a sostenere le ragioni del Sì alla riforma della separazione delle carriere. (AGI)

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(AGI) - Roma, 5 feb. - Oltre a Picierno, fanno di conto nella maggioranza Pd, ci sono gli esponenti di Libertà Eguale, come Stefano Ceccanti ed Enrico Morando. Mentre il pezzo che si è staccato da Energia Popolare sostiene le ragioni del No. La segretaria Elly Schlein, dopo una fase di 'studio', è scesa decisamente in campo nella campagna referendaria. Il punto fondamentale del suo messaggio è che "la riforma non migliora la giustizia", ma serve solo al governo per mettere la mordacchia ai giudici. “Questa riforma è sbagliata, perché non migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini. Questa riforma serve invece al governo perché il governo pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba poi essere giudicato come invece accade a tutti i cittadini”, ha tuonato Schlein dal palco di Pescara, dove ha inaugurato la sua personale campagna per il No. E se Picierno - ma anche il presidente del comitato Sì Riforma - contesta l'accostamento tra chi vota Sì e i fascisti, fatto in un contenuto social del Pd, Schlein ribatte: "Fa discutere il fatto che CasaPound abbia detto in una nota che voterà sì al referendum e ha avviato una campagna con linguaggio violento dicendo ‘Falli piangere, vota sì’. Quindi noi abbiamo semplicemente ripreso un fatto oggettivo, una notizia che CasaPound ha dato ieri con un comunicato stampa". Quello spot, tuttavia, ha generato malumori anche fra chi sostiene il No al referendum: "Una scelta sbagliata, che mette ai margini esponenti del nostro stesso partito su un tema centrale come la giustizia", osserva una fonte riformista. Oltre a questo, ci sono i temi di politica internazionale: dal sostegno all'Ucraina al Medioriente, passando per il piano di riarmo europeo, il fronte riformista e moderato è pronto a certificare il proprio posizionamento rispetto alla linea della segretaria. Questo, scommettendo che al di là dell'ordine del giorno sul quale è stata convocata la direzione, "Relazione della segretaria" e "individuazione finestra congressi di federazioni", un passaggio sulla situazione internazionale verrà fatto dalla leader dem. Una prima riunione la minoranza interna l'ha fatta ieri e, con ogni probabilità, tornerà a riunirsi domani mattina prima dell'inizio della riunione. (AGI) 

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