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Papa: Dio non vuole guardare cellulare ma nostra vita

Estero

(AGI) - Città del Vaticano, 22 giu. - Papa Leone mette in guarda i ragazzi dalla dipendenza dei telefonini. "Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita".
    Prima di recarsi al Pam, il Pontefice ha incontrato i bambini, i ragazzi e gli animatori che partecipano al centro estivo "Estate Ragazzi in Vaticano". E ha risposto alle domande di alcuni di loro. 
    "La tecnologia può essere molto buona e ci serve per tante cose, però quando ci troviamo insieme non è necessario avere in mano in tutti i momenti il cellulare, il telefonino o il tablet. E infatti siamo felici quando qualche volta non siamo legati al tablet o al telefonino", ha detto Leone, aggiungendo quanto si importante "formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot". A Federico che ha ammesso di divertirsi "un mondo senza telefono" durante l'estate con gli amici ma che, ritornando a casa, "è quasi impossibile staccarsi dallo schermo", il Papa ha rimarcato l'importanza del contatto degli altri. (AGI)

AGGIORNAMENTO 13:15

(AGI) - Città del Vaticano, 22 giu. - Papa Leone mette in guarda i ragazzi dalla dipendenza dei telefonini. "Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita".
    Prima di recarsi al Pam, il Pontefice ha incontrato i bambini, i ragazzi e gli animatori che partecipano al centro estivo "Estate Ragazzi in Vaticano". E ha risposto alle domande di alcuni di loro. 
    "La tecnologia può essere molto buona e ci serve per tante cose, però quando ci troviamo insieme non è necessario avere in mano in tutti i momenti il cellulare, il telefonino o il tablet. E infatti siamo felici quando qualche volta non siamo legati al tablet o al telefonino", ha detto Leone, aggiungendo quanto si importante "formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot". A Federico che ha ammesso di divertirsi "un mondo senza telefono" durante l'estate con gli amici ma che, ritornando a casa, "è quasi impossibile staccarsi dallo schermo", il Papa ha rimarcato l'importanza del contatto degli altri. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 13:15

(AGI) - Città del Vaticano, 22 giu. - "Anche in famiglia: la famiglia che si trova insieme, non è sufficiente che stiamo tutti lì ognuno guardano il suo telefonino. È molto importante imparare a dialogare, a conversare, a trovarci bene con gli altri, a giocare insieme, e anche a pregare insieme, perché anche se possiamo avere la Bibbia e qualche preghiera nel telefonino, Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita. E quindi essere liberi da queste cose che in sé stesse possono essere divertenti, un aiuto, una cosa bella, però è molto più importante sviluppare il nostro essere umano con l’amicizia, con la conversazione e anche con tutte le cose che state facendo durante questi mesi adesso, qui". Il Pontefice ha messo in guardia anche da alcune applicazioni che cercano "di renderci dipendenti da questa tecnologia". Tante volte, quindi, "aiuterebbe molto mettere dei limiti, dire: 'Dopo una certa ora non guardo più il telefonino', 'In certi orari faccio piuttosto conversazione con la famiglia, cerchiamo di stare insieme'. Quindi, penso che queste cose aiuteranno a staccarci un po’. Non siamo tutti attaccati a un cavo, vero? Siamo esseri umani. Vivere e sviluppare questa dimensione umana. E anche la parte spirituale della nostra vita: cercare Dio nella preghiera, cercare Dio insieme, nella famiglia, vivere un po’ più liberi da questa dipendenza dalla tecnologia". (AGI)

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