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Omaggio Camera a Matteotti, nome e una targa scranno in Aula

Politica

(AGI) - Roma, 27 mag. - "Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano, al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni». Era il 30 maggio del 1924 quando Giacomo Matteotti chiudeva così il suo discorso alla Camera per denunciare i brogli e le violenze che avevano accompagnato le elezioni del 6 aprile. Parole che il segretario del Partito Socialista Unitario commentò subito dopo con quella frase, «io il mio discorso l'ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me", che preconizzava l'agguato della squadraccia fascista che lo uccise, il 10 giugno. Oggi, il nome di Giacomo Matteotti è impresso sullo scranno che il deputato occupava anche nel giorno di quel discorso.
    Una cerimonia solenne, aperta dalle parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana - "quelle parole risuonano ancora oggi come un accorato appello in difesa della libertà contro qualsiasi deriva autoritaria", annota - e culminata nella scopertura dell'incisione sullo schienale e della targa che, sullo scranno, recita: "Da questo banco il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924 in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste che gli sarebbe costato la vita". Un momento salutato prima dal minuto di silenzio chiesto all'Aula dallo stesso Fontana, e poi dall'applauso dell'emiciclo in piedi. (AGI)

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