(AGI/AFP) - Roma, 8 set. - Gli studenti dei Paesi valutati dal rapporto Pisa hanno registrato "il livello medio di rendimento più basso mai osservato", con un deterioramento particolarmente marcato nella lettura e nella matematica. È quanto emerge dalla nuova edizione dello studio dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha valutato circa 760 mila studenti di 15 anni in 91 Paesi e territori.
"I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c'è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica", ha spiegato Eric Charbonnier, esperto di istruzione dell'Ocse. Secondo l'organizzazione, una variazione di 20 punti equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione.
Tra il 2015 e il 2025, nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti. In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati. Ancora più marcato il deterioramento nella lettura: nell'ultimo decennio i risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi partecipanti. Una tendenza definita "particolarmente preoccupante" dall'organizzazione, perché la capacità di leggere e comprendere rappresenta la base di gran parte dell'apprendimento scolastico, dal risolvere un problema di algebra all'analizzare una fonte storica o interpretare un esperimento scientifico. (AGI)
Ocse: studenti a minimi storici,crollano lettura e matematica
AGGIORNAMENTO 09:44
(AGI/AFP) - Roma, 8 set. - Gli studenti dei Paesi valutati dal rapporto Pisa hanno registrato "il livello medio di rendimento più basso mai osservato", con un deterioramento particolarmente marcato nella lettura e nella matematica. È quanto emerge dalla nuova edizione dello studio dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha valutato circa 760 mila studenti di 15 anni in 91 Paesi e territori.
"I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c'è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica", ha spiegato Eric Charbonnier, esperto di istruzione dell'Ocse. Secondo l'organizzazione, una variazione di 20 punti equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione.
Tra il 2015 e il 2025, nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti. In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati. Ancora più marcato il deterioramento nella lettura: nell'ultimo decennio i risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi partecipanti. Una tendenza definita "particolarmente preoccupante" dall'organizzazione, perché la capacità di leggere e comprendere rappresenta la base di gran parte dell'apprendimento scolastico, dal risolvere un problema di algebra all'analizzare una fonte storica o interpretare un esperimento scientifico. (AGI)
AGGIORNAMENTO 09:44
(AGI/AFP) - Roma, 8 set. - Tra le possibili cause, l'Ocse indica il crescente utilizzo degli schermi, la perdita di interesse dei giovani per la lettura e i cambiamenti nel rapporto degli studenti con la scuola dopo la pandemia di Covid-19.
Il rapporto ha analizzato anche l'impiego dell'intelligenza artificiale nelle aule, rilevando che un utilizzo più intenso di questi strumenti è generalmente associato a risultati peggiori nelle scienze. Allo stesso tempo, però, alcuni dei sistemi scolastici con le migliori prestazioni, come Singapore e Macao, figurano tra quelli in cui gli studenti dichiarano di utilizzare più frequentemente l'IA.
A dominare ancora una volta la classifica è l'Asia. Le regioni cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang occupano i primi posti nelle scienze e nella matematica, mentre Singapore guida la classifica della lettura. Tra i migliori risultati figurano anche Macao, Taiwan, Giappone e Corea del Sud. In Europa, Estonia, Regno Unito, Finlandia e Irlanda si collocano al di sopra della media Ocse, così come Canada e Nuova Zelanda fuori dal continente.
"Il quadro generale è cupo", riconosce l'Ocse, sottolineando tuttavia che i progressi registrati da alcuni sistemi educativi dimostrano che invertire la tendenza resta possibile. (AGI)