(AGI) - Palermo, 13 mar. - "Lui ha dato una mano a occultare la verità: se avesse parlato, sicuramente avrebbe aiutato a far luce su tanti episodi, però non era una di quelle persone che parlano". Lo ha detto ad AGI Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, a proposito della morte di Bruno Contrada, l'ex super poliziotto protagonista della stagione delle stragi. Ex numero tre del Sisde, Contrada è stato al centro di una vicenda giudiziaria controversa che ha diviso l'opinione pubblica in innocentisti e colpevolisti e che ha portato prima a una condanna a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente alla revoca della stessa condanna dopo un pronunciamento della Corte europea dei diritti umani (Cedu) e a un risarcimento per l'ex poliziotto. Ma per Borsellino "non è stato assolto - ribatte - la Corte ha detto che il reato non c'era, ma non è stato assolto, e quindi è soltanto una questione procedurale quella che è stata contestata. Io sono laico e quindi non posso fare nessun tipo di commento sulla morte. Ma Contrada ha tante cose sulla coscienza e quindi purtroppo anche lui si porta dei segreti nella tomba". Per Salvatore Boprsellino, infatti "non ha mai dato nessun tipo di aiuto, anzi ha occultato la verità. Non mi è mai capitato di incontrarlo direttamente, forse il mio avvocato sì".Aggiunge: "L'unico ricordo personale è di quando una volta mi trovavo in barca a Mondello e l'ho visto in mare: per me è stato un colpo vedere quel viso. Mi ha fatto male vederlo in quel mare in cui si è era bagnato anche mio fratello". E se poi "penso che fu chiamato dalla procura di Caltanissetta dopo la morte di Paolo a collaborare alle indagini – aggiunge - e che avrebbe potuto dare realmente un aiuto... se solo avesse detto quelle pesanti verità che sicuramente conosceva... ecco questa è una cosa, un'ignominia che non posso dimenticare". (AGI)
Morte Contrada: S. Borsellino, dato mano a occultare verità
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