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MORNING BELL = Cosa si aspettano oggi i mercati

Economia

(AGI) - Roma, 3 set. - Gli operatori continuano comunque a monitorare gli sviluppi nell'area del Golfo e l'evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per una quota significativa delle forniture energetiche mondiali.
   Sul fronte macroeconomico la giornata sarà scandita da una serie di indicatori sull'attività dei servizi nelle principali economie mondiali. In agenda figurano i Pmi dei servizi di Italia, Francia, Germania, Eurozona e Regno Unito, oltre ai prezzi alla produzione dell'Eurozona. Negli Stati Uniti sono attesi la bilancia commerciale, le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, l'indice Ism non manifatturiero e un intervento del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.
   L'attenzione degli investitori resta inoltre rivolta ai dati sull'occupazione americana di venerdì e ai numeri sull'inflazione della prossima settimana, considerati cruciali per le prossime decisioni della banca centrale.
   I futures di Wall Street si muovono in ordine sparso. Il contratto sul Dow Jones guadagna lo 0,05%, mentre quello sull'S&P 500 cede lo 0,10%. Più debole il Nasdaq 100, che lascia sul terreno lo 0,57%, penalizzato dalle prese di beneficio sul comparto tecnologico.
   Seduta contrastata anche per le principali Borse asiatiche. A Tokyo il Nikkei 225 chiude in calo dello 0,20%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,29%. In rialzo invece i listini cinesi, con Shanghai a +0,13% e lo Shenzhen Component a +0,40%. Poco mosso il Kospi di Seul, che avanza dello 0,01%.Tra i temi osservati dagli operatori rimane anche il Giappone, dove i mercati valutari continuano a monitorare l'andamento dello yen e le prospettive di politica monetaria della Bank of Japan. Un numero crescente di analisti ritiene possibile un ulteriore rialzo dei tassi nelle prossime riunioni, alla luce delle recenti indicazioni del governatore Kazuo Ueda sull'avvicinamento dell'inflazione all'obiettivo del 2%. (AGI)

AGGIORNAMENTO 08:00

(AGI) - Roma, 3 set. - I mercati finanziari asiatici si muovono cauti mentre gli investitori valutano il rallentamento delle tensioni sul fronte energetico e attendono una nuova serie di indicazioni dall'economia globale. L'attenzione resta concentrata soprattutto sugli Stati Uniti, dove i prossimi dati sul mercato del lavoro e sull'inflazione saranno determinanti per orientare le attese in vista della riunione della Federal Reserve del 16 settembre.
   Sul fronte macroeconomico arrivano intanto segnali incoraggianti dalla Cina. L'attività economica ha accelerato ad agosto, con il Pmi composito RatingDog China General Composite salito a 52,1 punti da 50,8 di luglio grazie al miglioramento congiunto di manifattura e servizi. Il Pmi servizi è avanzato a 51,4 da 50,4, sostenuto principalmente dalla domanda interna, mentre le esportazioni sono cresciute per il quarto mese consecutivo. I dati contribuiscono ad alimentare le speranze di una stabilizzazione della seconda economia mondiale dopo mesi di crescita disomogenea.
   Il petrolio si muove in lieve calo dopo la forte volatilità delle ultime sedute legata alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il Brent tratta a 94,95 dollari al barile, in ribasso dello 0,70%, mentre il Wti scende dello 0,53% a 90,52 dollari.(AGI)

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AGGIORNAMENTO 08:00

(AGI) - Roma, 3 set. - Gli operatori continuano comunque a monitorare gli sviluppi nell'area del Golfo e l'evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per una quota significativa delle forniture energetiche mondiali.
   Sul fronte macroeconomico la giornata sarà scandita da una serie di indicatori sull'attività dei servizi nelle principali economie mondiali. In agenda figurano i Pmi dei servizi di Italia, Francia, Germania, Eurozona e Regno Unito, oltre ai prezzi alla produzione dell'Eurozona. Negli Stati Uniti sono attesi la bilancia commerciale, le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, l'indice Ism non manifatturiero e un intervento del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.
   L'attenzione degli investitori resta inoltre rivolta ai dati sull'occupazione americana di venerdì e ai numeri sull'inflazione della prossima settimana, considerati cruciali per le prossime decisioni della banca centrale.
   I futures di Wall Street si muovono in ordine sparso. Il contratto sul Dow Jones guadagna lo 0,05%, mentre quello sull'S&P 500 cede lo 0,10%. Più debole il Nasdaq 100, che lascia sul terreno lo 0,57%, penalizzato dalle prese di beneficio sul comparto tecnologico.
   Seduta contrastata anche per le principali Borse asiatiche. A Tokyo il Nikkei 225 chiude in calo dello 0,20%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,29%. In rialzo invece i listini cinesi, con Shanghai a +0,13% e lo Shenzhen Component a +0,40%. Poco mosso il Kospi di Seul, che avanza dello 0,01%.Tra i temi osservati dagli operatori rimane anche il Giappone, dove i mercati valutari continuano a monitorare l'andamento dello yen e le prospettive di politica monetaria della Bank of Japan. Un numero crescente di analisti ritiene possibile un ulteriore rialzo dei tassi nelle prossime riunioni, alla luce delle recenti indicazioni del governatore Kazuo Ueda sull'avvicinamento dell'inflazione all'obiettivo del 2%. (AGI)

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