Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI

Monitor: che cosa guardare (ore 18:30)

Economia

(AGI) - Roma, 12 mar. - Mercati deboli in una seduta segnata dal nuovo rialzo del petrolio e dai timori sull'offerta energetica globale dopo l'escalation in Medio Oriente. Le Borse europee hanno chiuso in calo, mentre Wall Street resta in territorio negativo. A pesare è soprattutto l'allarme dell'Agenzia internazionale dell'energia, secondo cui a marzo l'offerta mondiale potrebbe ridursi di 8 milioni di barili al giorno a causa del blocco dello Stretto di Hormuz. Nel suo report mensile, l'Aie segnala che i Paesi del Golfo hanno già tagliato la produzione complessiva di greggio di almeno 10 milioni di barili al giorno e avverte che, senza una rapida ripresa dei flussi marittimi, le perdite potrebbero aumentare ulteriormente. Gli investitori hanno giudicato insufficiente il rilascio di petrolio di emergenza annunciato dall'Agenzia, pari a 400 milioni di barili, di cui 172 milioni dagli Stati Uniti, con tempi di consegna stimati in circa 120 giorni. A rafforzare i timori sull'offerta si aggiunge la decisione della Cina di ordinare alle raffinerie di interrompere immediatamente le esportazioni di carburanti raffinati nel mese di marzo per salvaguardare le forniture interne in un contesto di rischio di carenze legato al conflitto. La direttiva, riportata da Reuters e attribuita alla National Development and Reform Commission, riguarda benzina, diesel e carburante per l'aviazione. Sul fronte politico, la Spagna prepara intanto un pacchetto di misure fiscali per contenere l'impatto della guerra sui prezzi dell'elettricità e dei carburanti.
Negli Stati Uniti, invece, l'amministrazione Trump ha chiesto alle compagnie petrolifere e ai gruppi di trasporto marittimo di prepararsi a una possibile sospensione del Jones Act, la legge che disciplina il trasporto marittimo interno. La Casa Bianca potrebbe allentare le restrizioni per facilitare il trasferimento di carburante nel Paese. Il Merchant Marine Act del 1920 impone infatti che il trasporto di merci tra due porti statunitensi avvenga su navi costruite, possedute, battenti bandiera e con equipaggio Usa, con costi che per il petrolio e i derivati risultano sensibilmente più elevati rispetto all'utilizzo di navi straniere.
Lo shock energetico sta cambiando anche le attese sulle banche centrali. Nell'area euro i mercati monetari scontano ormai pienamente un rialzo dei tassi da parte della Bce entro luglio, con una probabilità dell'85% di un secondo aumento entro dicembre. Si tratta di un netto cambio di scenario rispetto a fine febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran, quando gli operatori attribuivano ancora circa il 40% di probabilità a un taglio dei tassi entro la fine dell'anno. L'Unione europea ha intanto avvertito che l'inflazione nell'Eurozona potrebbe superare il 3% quest'anno. Dagli Stati Uniti sono arrivati dati macroeconomici contrastati ma nel complesso solidi. A gennaio i nuovi cantieri sono aumentati del 7,2% su base mensile, raggiungendo un tasso annualizzato di 1,487 milioni, sopra le attese e al livello più alto dal febbraio 2025, trainati dal balzo delle costruzioni multifamiliari, mentre quelle unifamiliari sono diminuite. I permessi edilizi sono invece scesi del 5,4% a un tasso annualizzato di 1,376 milioni, deludendo le attese del mercato.Sul fronte del commercio estero, il deficit della bilancia commerciale Usa si è ridotto del 25,3% a 54,5 miliardi di dollari nel gennaio 2026, il livello più basso da ottobre, grazie a un aumento record delle esportazioni, salite a 302,1 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,7%. Dal mercato del lavoro sono arrivate indicazioni di una generale tenuta: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di mille unità a 213 mila nella prima settimana di marzo, leggermente sotto le attese, mentre le richieste continuative sono scese a 1,85 milioni. L'attenzione degli operatori resta ora puntata sul dato del Pce di gennaio, l'indice dei prezzi preferito dalla Fed, atteso in accelerazione nella componente core e considerato cruciale in vista della riunione della banca centrale americana del 18 marzo. Sullo sfondo restano anche i rischi di un possibile intervento sul mercato valutario giapponese e l'attesa per le revisioni di rating di Fitch su Italia e Spagna e di Moody's sulla Germania, in agenda domani. (AGI)

ADV
---- ALE | © 2026 agi
I fatti che arrivano PRIMA. Scarica l’app dallo store.