(AGI) - Città del Vaticano, 6 lug. - La Chiesa riconosce il diritto a emigrare da decenni e continua a chiedere che le migrazioni siano governate con umanità, sicurezza e giustizia. Lo ha affermato il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, intervenendo a Rai Uno al programma A Sua Immagine, richiamando esplicitamente il magistero di Papa Pacelli. "Come già Pio XII affermava, c'è un diritto all'immigrazione sia del singolo sia delle famiglie", ha ricordato Baturi, precisando che la questione non è negare questo diritto, ma fare in modo che venga esercitato "in sicurezza", "dentro un contesto armonioso" e nella legalità. In collegamento dal Santuario di Bonaria a Cagliari, il presule ha osservato che milioni di persone sono costrette a lasciare la propria terra a causa della povertà, dei cambiamenti climatici e delle guerre, "che spesso noi occidentali abbiamo alimentato e permesso". Per questo, ha aggiunto, la libertà deve significare anche "creare condizioni di giustizia affinché chi desidera restare nel proprio Paese possa costruire lì il proprio futuro, mentre chi decide di partire possa farlo in modo sicuro e regolare". Secondo Baturi, le migrazioni rappresentano un fenomeno globale che richiede una risposta globale, capace di coinvolgere diversi continenti attraverso strumenti umanitari, politici e sociali. "Tutti salvi e tutti liberi", ha concluso, sintetizzando la prospettiva con cui la Chiesa guarda al fenomeno migratorio. (AGI)
Migranti: segretario Cei, Chiesa riconosce diritto a emigrare
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