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Meloni, "tensioni geopolitiche incidono. Io in mezzo a gente"

Politica

(AGI) - Roma, 13 mag. - L'attuale "quadro economico è particolarmente complesso", un quadro in cui le "tensioni geopolitiche incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese e sul potere d'acquisto delle famiglie". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il 'premier time' al Senato, rispondendo ad una interrogazione del leader di Azione, Carlo Calenda. "In un momento che facile non è, credo che dovrebbe esserci meno spazio per la polemica", ha poi aggiunto. Replicando al capogruppo del Pd, Francesco Boccia, secondo il quale non è a contatto con le persone e i loro problemi e che "sono stati i palazzi del potere" a cambiarla, e non viceversa, la premier ha affermato: "Sono andata a fare la spesa al supermercato sabato scorso. Non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare una vita normale. E attorno a questo governo c'è ancora tanto affetto e questo qualcosa significhera'". "Se l'Italia oggi è cosi' disastrosa, in che condizioni era quando l'abbiamo ereditata?", ha continuato Meloni. "E' possibile che gli italiani si aspettino di piu' da noi ma temo che non se lo aspettino da voi perche' ci sono gia' passati". Nelle sue risposte ai senatori la premier ha anche annunciato che "entro l'estate" saranno approvati la legge delega e i decreti attuativi "per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia". Quanto al decreto bollette, "reperiva parte delle risorse che erano necessarie per calmierare i prezzi delle bollette, tassando le imprese produttrici, cioe' qualcosa che era abbastanza inedito". (AGI)
 

AGGIORNAMENTO 19:49

(AGI) - Roma, 13 mag. - L'attuale "quadro economico è particolarmente complesso", un quadro in cui le "tensioni geopolitiche incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese e sul potere d'acquisto delle famiglie". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il 'premier time' al Senato, rispondendo ad una interrogazione del leader di Azione, Carlo Calenda. "In un momento che facile non è, credo che dovrebbe esserci meno spazio per la polemica", ha poi aggiunto. Replicando al capogruppo del Pd, Francesco Boccia, secondo il quale non è a contatto con le persone e i loro problemi e che "sono stati i palazzi del potere" a cambiarla, e non viceversa, la premier ha affermato: "Sono andata a fare la spesa al supermercato sabato scorso. Non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare una vita normale. E attorno a questo governo c'è ancora tanto affetto e questo qualcosa significhera'". "Se l'Italia oggi è cosi' disastrosa, in che condizioni era quando l'abbiamo ereditata?", ha continuato Meloni. "E' possibile che gli italiani si aspettino di piu' da noi ma temo che non se lo aspettino da voi perche' ci sono gia' passati". Nelle sue risposte ai senatori la premier ha anche annunciato che "entro l'estate" saranno approvati la legge delega e i decreti attuativi "per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia". Quanto al decreto bollette, "reperiva parte delle risorse che erano necessarie per calmierare i prezzi delle bollette, tassando le imprese produttrici, cioe' qualcosa che era abbastanza inedito". (AGI)
 

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(AGI) - Roma, 13 mag. - Non è mancato un botta e risposta con il leader di Italia Viva e ex premier, Matteo Renzi, per il quale il governo "sembra più la Famiglia Addams" che un esecutivo. "La cosa interessante", ha replicato Meloni, "è che si invoca la presenza del presidente Consiglio ma ogni volta che si viene qui, al netto di accuse e insulti, c'e' oggettivamente poco di cui parlare". A Calenda Meloni ha anche detto di dover "dare atto ad Azione di aver tentato nei momenti di difficoltà di fare il tentativo di portare il proprio contributo". "Le porte del governo per chi ha voglia di confrontarsi nel merito saranno sempre aperte", ha quindi sottolineato Meloni. "Sarei anche d'accordo nel dar vita a una cabina di regia, ma ogni volta che è stato proposto la risposta della maggior parte delle opposizioni non è stata di grande disponibilità", ha poi osservato. "Ricordo uno degli ultimi casi, all'inizio del conflitto in Iran, dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia non c'e' alcuna volonta' di organizzare passerelle - ha insistito -. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l'interesse di partito per l'interesse nazionale", ha aggiunto la premier prima di rispondere su tre temi importanti: il Sud, il lavoro dei giovani e i salari. In merito al Mezzogiorno, ha evidenziato, il governo ha ritenuto che "non fosse un problema da risolvere ma una grande opportunità da cogliere. E la Zes unica è l'esempio piu' concreto di questa strategia. Abbiamo ridotto i tempi burocratici, abbiamo accelerato le autorizzazioni, dato alle imprese regole chiare. Il risultato è che in due anni sono stati autorizzati, e in parte sostenuti con crediti di imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume d'affari complessivo di circa 55 miliardi di euro, e chiaramente rilevanti ricadute in termini occupazionali". A questo, ha rimarcato Meloni, si aggiungono gli "investimenti del Pnrr ma anche la riforma delle politiche di coesione che spesso si dimentica, il rafforzamento delle infrastrutture, dei porti, delle reti energetiche, della logistica, gli incentivi all'occupazione". "Sappiamo che il lavoro non è finito e che c'e' ancora tanto da fare. E il governo ha istituito una cabina di regia per coordinare i tanti interventi", ha aggiunto. Sul Pnrr Meloni ha rivendicato che ad oggi "l'Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane: al 31 marzo del 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro".(AGI)
 

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(AGI) - Roma, 13 mag. - Nella replica sull'emigrazione dei giovani al capogruppo di Avs e presidente del gruppo Misto, Peppe De Cristofaro, Meloni ha sottolineato che "condividiamo l'obiettivo che restare in Italia sia una scelta competitiva e non un atto di coraggio". E ha osservato: "Lei ha ragione quando dice che l'emigrazione è diventata un fenomeno strutturale, è una questione seria che nessuno sottovaluta e nessun governo negli ultimi decenni è riuscito a invertire. C'è stato un picco nel 2024, anno in cui sono entrate in vigore le sanzioni per chi lavora all'estero e non si iscrive all'Aire" ma "la questione è reale e va affrontata con serietà, anche prendendo in considerazione che dentro questi numeri ci sono fenomeni diversi". Quanto ai salari, "il tema è molto serio, raccontato con molti slogan e fake news". Con l'azione del governo, "hanno ripreso gradualmente a crescere più dell'inflazione" e questo "significa che, seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando parte del potere acquisto perso negli anni precedenti, proprio perché non ci siamo girati dall'altra parte, proprio perché abbiamo dato delle risposte su questo tema che abbiamo considerato una priorità". Un'altra priorità, ha puntualizzato Meloni, è stata il rinnovo dei contratti: "Voglio ricordare, perché nessuno lo fa mai, che nel pubblico impiego noi abbiamo stanziato oltre 20 miliardi di euro fino al 2027 per rinnovare i contratti, dopo anni di stipendi e di contratti che erano fermi. In alcuni comparti si è arrivati persino a tre rinnovi, come e' accaduto per esempio nel comparto nella scuola, dove un docente ha potuto ricevere in busta paga mediamente 412 euro al mese in più, insieme agli arretrati". Rispondendo al Movimento Cinque Stelle, Meloni è tornata sul superbonus: "Sapete quando finiremo in Italia di pagarlo? Nel 2027, quando finiremo il nostro mandato". "Io incontro sempre una contraddizione" in chi ci critica, ha proseguito Meloni: "Veniamo accusati, da una parte, di fare austerita', dall'altra", di aumentare il rapporto deficit/Pil. Noi non abbiamo fatto una politica di austerita' e avremmo potuto anche uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con misure elettorali" approvate da qualcuno che era al governo e le ha "scaricate" su chi veniva dopo. Infine, il Piano Casa: "Siamo partiti da un principio molto semplice e cioe' che la casa non e' un lusso, ma un bene fondamentale. E che uno Stato giusto deve fare sostanzialmente tre cose: aiutare chi ha diritto ad avere una casa popolare; sostenere chi lavora ma non riesce piu' a in questo tempo ad affrontare i costi del mercato in molte occasioni; difendere i cittadini dalle occupazioni abusive. E' questa la linea che abbiamo seguito in questi anni, ed e' anche la filosofia che ispira il Piano Casa che il governo ha presentato" di recente. "Con il Piano Casa", ha ancora osservato la premier, "noi sostanzialmente mettiamo a disposizione fino a 10 miliardi di euro per oltre 100 mila alloggi in 10 anni". (AGI)

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