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Meloni sfida le opposizioni. Schlein, fatto nulla in 4 anni

Politica

(AGI) - Roma, 9 apr. - Giorgia Meloni lancia la sfida alle opposizioni. Che raccolgono il guanto, ma attaccano: "In 4 anni non avete fatto nulla". E in Aula, prima alla Camera e poi al Senato, va in scena il botta e risposta a suon di numeri. Se la premier cita i risultati ottenuti su occupazione e lavoro stabile, ma anche su pressione fiscale e arrivi di migranti, le forze di minoranza controbattono con altri numeri: salari bassi, liste d'attesa nella sanità e produzione industriale. Ed è una bocciatura su tutti i fronti, con la promessa che sarà il centrosinistra a "rimediare" al prossimo giro. Nel giorno in cui la presidente del Consiglio parla alle Camere - appuntamento che arriva a più di due settimane dall'esito del referendum con cui i cittadini hanno bocciato la riforma sulla separazione delle carriere, le opposizioni - e garantisce che il governo andrà avanti fino al termine della legislatura, senza rimpasti, perchè "io non scappo, sono abituata a metterci la faccia", è la stessa Meloni a rivolgersi alle opposizioni per 'sfidarle' sul campo della "politica vera": "non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose. Sgomberato il campo, vi sfido sulla politica, sulla vera politica, ad un dibattito nel merito", scandisce in Aula. E i leader delle forze del 'campo largo' non si fanno 'intimidire': "Presidente Meloni il suo è stato un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma l'avete già persa la sfida perché il popolo sovrano si è espresso" con il referendum, esordisce la segretaria del Pd Elly Schlein. E' proprio la leader dem ad essere citata per due volte da Meloni alla Camera. Prima prendendo "in prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo". Poi per attaccarla: "Da giorni Elly Schlein ripete in televisione che è aumentata la precarietà, solo che questa è una menzogna verificabile e quando si mente è perché si ha paura della verità". Infine, al Senato rincara la dose: "E' una menzogna che l'onorevole Schlein ha ripetuto alla Camera e voglio sperare che non sia riuscita ad aggiornare il testo del suo intervento in tempo. Se lo avesse fatto consapevolmente è grave. Essere consapevoli del fatto che si sta dicendo una cosa falsa non è molto rispettoso dei cittadini. E quando si mente è perché si ha paura della verità". Un duello a due, vis a vis in Aula e innescato dalla premier, che non sfugge ai più. Tanto che al leader M5s i giornalisti chiedono: la presidente del Consiglio ha 'scelto' Schlein come avversaria? "Non sarà certo Meloni che deciderà chi, quando e come sarà il leader del campo progressista", taglia corto Giuseppe Conte. (AGI)

AGGIORNAMENTO 15:17

(AGI) - Roma, 9 apr. - Giorgia Meloni lancia la sfida alle opposizioni. Che raccolgono il guanto, ma attaccano: "In 4 anni non avete fatto nulla". E in Aula, prima alla Camera e poi al Senato, va in scena il botta e risposta a suon di numeri. Se la premier cita i risultati ottenuti su occupazione e lavoro stabile, ma anche su pressione fiscale e arrivi di migranti, le forze di minoranza controbattono con altri numeri: salari bassi, liste d'attesa nella sanità e produzione industriale. Ed è una bocciatura su tutti i fronti, con la promessa che sarà il centrosinistra a "rimediare" al prossimo giro. Nel giorno in cui la presidente del Consiglio parla alle Camere - appuntamento che arriva a più di due settimane dall'esito del referendum con cui i cittadini hanno bocciato la riforma sulla separazione delle carriere, le opposizioni - e garantisce che il governo andrà avanti fino al termine della legislatura, senza rimpasti, perchè "io non scappo, sono abituata a metterci la faccia", è la stessa Meloni a rivolgersi alle opposizioni per 'sfidarle' sul campo della "politica vera": "non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose. Sgomberato il campo, vi sfido sulla politica, sulla vera politica, ad un dibattito nel merito", scandisce in Aula. E i leader delle forze del 'campo largo' non si fanno 'intimidire': "Presidente Meloni il suo è stato un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma l'avete già persa la sfida perché il popolo sovrano si è espresso" con il referendum, esordisce la segretaria del Pd Elly Schlein. E' proprio la leader dem ad essere citata per due volte da Meloni alla Camera. Prima prendendo "in prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo". Poi per attaccarla: "Da giorni Elly Schlein ripete in televisione che è aumentata la precarietà, solo che questa è una menzogna verificabile e quando si mente è perché si ha paura della verità". Infine, al Senato rincara la dose: "E' una menzogna che l'onorevole Schlein ha ripetuto alla Camera e voglio sperare che non sia riuscita ad aggiornare il testo del suo intervento in tempo. Se lo avesse fatto consapevolmente è grave. Essere consapevoli del fatto che si sta dicendo una cosa falsa non è molto rispettoso dei cittadini. E quando si mente è perché si ha paura della verità". Un duello a due, vis a vis in Aula e innescato dalla premier, che non sfugge ai più. Tanto che al leader M5s i giornalisti chiedono: la presidente del Consiglio ha 'scelto' Schlein come avversaria? "Non sarà certo Meloni che deciderà chi, quando e come sarà il leader del campo progressista", taglia corto Giuseppe Conte. (AGI)

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(AGI) - Roma, 9 apr. - Intanto Schlein accetta il 'duello', e lancia l'affondo: "Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suoi ministri, le mando una cartolina dal paese reale, quello in cu negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali". E ancora: "Presidente, che occasione storica ha sprecato di cambiare questo Paese. Avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani". Insomma, "abbiamo assistito a un comizio referendario postumo. Uno si poteva aspettare un rilancio su qualche tema e invece abbiamo sentito il solito repertorio". Delusione e critiche che sono il fil rouge di tutti gli interventi. "Presidente Meloni lei racconta una realtà mitologica, credo che la sveglia del referendum non abbia suonato a palazzo Chigi", parte lancia in resta Conte. "Lei ha citato grandi numeri ma non ha citato i numeri essenziali: 4 anni e zero riforme", insiste l'ex premier, che chiosa: "Lei dice ci metto la faccia, meritevole, ma senza capacità l'Italia si trova in braghe di tela. I salari reali sono crollati, la pressione fiscale è la più alta degli ultimi 10 anni, un record, tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, e siamo agli sgoccioli della legislatura... la faccia ce la mette ma la faccia tosta non le manca...". Durissimo Angelo Bonelli: "Presidente Meloni lei ha fatto oggi il discorso del suo declino, ha detto qui in Parlamento che non si dimette ma oggi qui ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale, e ci faccia la cortesia di non venire qui e dire cosa farà, perché lei governa da 4 anni e non ha fatto nulla". Il segretario di Più Europa Riccardo Magi osserva: "Presidente Meloni, il suo governo è entrato in una crisi irreversibile perché lei oggi ha aperto la campagna elettorale ma il Paese non può permetterselo". Secco il leader di Azione Carlo Calenda: "Una relazione debole e rivendicativa". E Matteo Renzi chiosa: "Avete una possibilità per poter restare in piedi: far dividere l'opposizione. Perché se l'opposizione resta unita, il 'no' che rimbomba è un 'no' che da qui al 2027 vi porterà a fare le valigie. Il 'governo Vinavil' ha una data di scadenza molto chiara. Tra poco ritocca a noi". Ed è proprio sul prossimo appuntamento con le urne che le opposizioni ostentano sicurezza: "Toccherà a noi costruire l'alternativa con gli alleati e in mezzo alle persone. Toccherà a noi attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere", pronostica Schlein. "Noi siamo pronti per la sfida progressista, abbiamo lavorato e la manderemo a casa", è la convinzione di Conte. "Siamo pronti ad andare al voto. Non abbiamo problemi, abbiamo proposte, siamo pronti a governare l'Italia che voi avete sfasciato", tira le somme Bonelli. (AGI)

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