(AGI) - Roma, 21 ago. - Gettare ponti, spezzare la solitudine in un tempo segnato da egoismo e guerre scellerate. A distanza di poche ore, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rinnova il suo appello alla pace e alla solidarietà tra i popoli. E, contemporaneamente, torna a condannare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Lo fa in due diversi interventi: prima, con il messaggio al Quotidiano di Puglia in occasione dell'apertura dei Giochi del Mediterraneo, alla quale il Capo dello Stato presenzierà questa sera, a Taranto. Poi con il messaggio al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. In questo, il Presidente della Repubblica definisce quello che viviamo "un tempo in cui si combattono guerre scellerate" e nel quale "crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani". Un passaggio, quello sulle oligarchie, che sembra riprendere i contenuti offerti da Papa Leone XIV all'udienza concessa all'International Catholic Legislators Network. Il Pontefice avverte, infatti, che l'innovazione non può essere lasciata esclusivamente alle dinamiche del mercato o agli interessi geopolitici, ma richiede istituzioni democratiche forti, organismi indipendenti di vigilanza e una legislazione capace di proteggere i cittadini dall'abuso delle tecnologie emergenti. Temi su cui l'attenzione del Presidente della Repubblica è sempre molto alta. "È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace", sottolinea il Presidente Mattarella nel messaggio al Meeting. Non sembra nemmeno un caso che in entrambi gli interventi, il Presidente abbia citato esplicitamente il Santo Padre. In quello al Meeting, sottolineando come "legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani. È il contrario del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua 'Magnifica humanitas'. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi". Un'immagine utilizzata dal Santo Padre anche nel telegramma inviato a Taranto e nel quale sottolinea che i Giochi del Mediterraneo sono un’opportunità per "costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace". Da ultimo, l'esigenza di gettare ponti tra popoli e culture torna nell'intervento offerto dal Capo dello Stato alla vigilia dell'apertura dei Giochi del Mediterraneo. E' proprio il Mare Nostrum, dice Mattarella, a dover tornare a essere un ponte fra Oriente e Occidente, fra Nord e Sud del Mondo: "Il Mediterraneo è oggi attraversato da conflitti, violenze, crisi migratorie. L’impegno va rivolto all’obiettivo di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo del dialogo e del confronto, ambito di cooperazione internazionale e di solidarietà tra i popoli". E la chiosa è, ancora una volta, un richiamo alle parole del Ponteficie: "I Giochi del Mediterraneo possono diventare, come si è augurato di recente Papa Leone XIV, profezia di pace e fratellanza”. (AGI)
Mattarella, ponti contro guerre scellerate. E cita Leone XIV
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