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Market mover: riflettori su Iran, IA e mercato lavoro Usa

Economia

(AGI) - Roma, 2 ago. - Sul fronte macro, la prossima settimana ci sarà molta attesa venerdì per i dati sul mercato del lavoro Usa. La previsione è quella di un aumento a luglio dei nuovi occupati a 88mila unità, dopo che lo scorso mese si è registrato un inatteso rallentamento e una revisione al ribasso dei numeri dei due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione invece dovrebbe restare stabile al 4,2%, dopo il calo di giugno dovuto essenzialmente a una diminuzione del tasso di partecipazione più che a un aumento dell’occupazione. Questo significa che venerdì solo un dato molto al di sotto delle attese potrebbe modificare l’attuale aspettativa dei trader sui rialzi Fed, che vengono prezzati al 65% circa in vista della riunione di settembre. Inoltre proseguirà la stagione degli utili Usa, anche se nelle scorse due settimane quasi 2 trilioni di dollari sono passati tra i sei megacap, con Microsoft, Amazon e Alphabet che sono risultate vincenti, incrementando le loro capitalizzazioni di mercato, di 600 miliardi di dollari la prima e di 400 miliardi le altre due, mentre Apple, Meta e Tesla hanno deluso e hanno visto le loro valutazioni di mercato diminuire, rispettivamente di 350, di 85 e di 7 miliardi di dollari. Martedì comunque l'attenzione degli investitori si concetrerà sui dati del colosso Usa dei chip Amd e mercoledì sul produttore di memorie flash Sandisk. Inoltre c'è curiosità per Space X, che sempre martedì presenterà la sua prima relazione sugli utili come società quotata, con un prezzo al momento circa il 17% al di sotto di quello segnato nella sua storica Ipo di giugno. Inoltre giovedì scadrà la prima restrizione alla vendita per i dipendenti e i primi finanziatori, per cui una prima tranche di titoli potrà essere venduta sul mercato. Parallelamente, la stagione europea sta entrando nel vivo e questa settimana avremo i conti di una serie di big-cap, tra cui Lufthansa, Novo Nordisk, Siemens, Infineon, diverse banche italiane, come Banco Bpm, Bper, Mps e altri titoli finanziari, tra cui Generali, Allianz e Unipol. Sull’andamento dei mercati la prossima settimana Rossignoli è piuttosto cauto e prevede che gli investitori "non seguiranno una direzione chiara. L’impressione è che ci sarà ancora molta volatilità e incertezza soprattutto sui chip e sull'intelligenza artificiale. Il trend comunque dovrebbe essere quello che abbiano avuto sotto gli occhi da almeno tre settimane: rotazione negli investimenti, tassi obbligazionari sotto pressione e un azionario che, una volta assorbita la volatilità, dovrebbe beneficiare dei buoni fondamentali dell'economia a stelle e strisce". Proseguirà il rafforzamento dello yen? "La moneta giapponese - spiega Rossignoli - è veramente debole, è tornata a quota 160, ma la situazione mi sembra diversa da quella dell'improvviso e violento rafforzamento dello yen dell'agosto 2024, che è stato un evento finanziario molto significativo, in cui lo yen ha guadagnato oltre il 12% rispetto al dollaro in pochissime settimane. Adesso la situazione è diversa, per cui non prevedo grandi conseguenze per la prossima settimana". (AGI)

AGGIORNAMENTO 10:33

(AGI) - Roma, 2 ago. - La prossima settimana sui mercati internazionali i principali market mover saranno ancora gli sviluppi della guerra tra Iran e Usa, le turbolenze dell’IA e del settore dei semiconduttori che continueranno a condizionare soprattutto i titoli tecnologici e i dati sul mercato del lavoro statunitense. Intanto nella settimana appena trascorsa, secondo Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm, "è proseguita sui mercati azionari la rotazione settoriale che ha imperversato per tutto luglio", caratterizzata dal deflusso di capitali dai titoli tecnologici e legati ai semiconduttori a favore di azioni value, beni di consumo di prima necessità, sanità e small cap. Inoltre “il rialzo dei tassi obbligazionari ha favorito la volatilità, mentre la riunione della Fed di mercoledì scorso non è servita a fare chiarezza sul futuro dei tassi di interesse, ma anzi ha portato più incertezza sui mercati e i trader fanno fatica a prezzare dove saremo tra sei mesi". Il petrolio è sceso sotto i 100 dollari ma Rossignoli a lungo termine non si aspetta una maggiore stabilità poichè, spiega, "c'è un eccesso di offerta e poi sul petrolio comanda la varabile 'arancione'" cioè le quotazioni del greggio non seguono la normale legge della domanda e dell'offerta, ma sono influenzate dalle variabili geopolitiche".
     Più nel dettaglio, come spiegano gli analisti, nel Golfo ancora una volta abbiamo assistiamo a un alternarsi di scenari diversi: tregue, tregue infrante, possibilità di nuovi colloqui e nuovi attacchi. E nei giorni scorsi, dopo la pausa degli scontri armati tra Usa e Iran dello scorso weekend, si è assistito a un ritorno delle tensioni, le quali tuttavia restano confinate ad attacchi “simbolici” che lasciano vive le speranze di una prossima fase negoziale e che impattano limitatamente sugli asset rischiosi. Inoltre, il flusso da Hormuz rimane a singhiozzo e questo sta portando i prezzi del petrolio a rimanere sostenuti e lontani dai minimi toccati a fine giugno. Per il momento, nei negoziati prevale una fase di stallo che rischia di far risalire i prezzi, se non si troverà a breve un accordo “vero” per riaprire lo Stretto di Hormuz. (AGI)

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AGGIORNAMENTO 10:33

(AGI) - Roma, 2 ago. - Sul fronte macro, la prossima settimana ci sarà molta attesa venerdì per i dati sul mercato del lavoro Usa. La previsione è quella di un aumento a luglio dei nuovi occupati a 88mila unità, dopo che lo scorso mese si è registrato un inatteso rallentamento e una revisione al ribasso dei numeri dei due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione invece dovrebbe restare stabile al 4,2%, dopo il calo di giugno dovuto essenzialmente a una diminuzione del tasso di partecipazione più che a un aumento dell’occupazione. Questo significa che venerdì solo un dato molto al di sotto delle attese potrebbe modificare l’attuale aspettativa dei trader sui rialzi Fed, che vengono prezzati al 65% circa in vista della riunione di settembre. Inoltre proseguirà la stagione degli utili Usa, anche se nelle scorse due settimane quasi 2 trilioni di dollari sono passati tra i sei megacap, con Microsoft, Amazon e Alphabet che sono risultate vincenti, incrementando le loro capitalizzazioni di mercato, di 600 miliardi di dollari la prima e di 400 miliardi le altre due, mentre Apple, Meta e Tesla hanno deluso e hanno visto le loro valutazioni di mercato diminuire, rispettivamente di 350, di 85 e di 7 miliardi di dollari. Martedì comunque l'attenzione degli investitori si concetrerà sui dati del colosso Usa dei chip Amd e mercoledì sul produttore di memorie flash Sandisk. Inoltre c'è curiosità per Space X, che sempre martedì presenterà la sua prima relazione sugli utili come società quotata, con un prezzo al momento circa il 17% al di sotto di quello segnato nella sua storica Ipo di giugno. Inoltre giovedì scadrà la prima restrizione alla vendita per i dipendenti e i primi finanziatori, per cui una prima tranche di titoli potrà essere venduta sul mercato. Parallelamente, la stagione europea sta entrando nel vivo e questa settimana avremo i conti di una serie di big-cap, tra cui Lufthansa, Novo Nordisk, Siemens, Infineon, diverse banche italiane, come Banco Bpm, Bper, Mps e altri titoli finanziari, tra cui Generali, Allianz e Unipol. Sull’andamento dei mercati la prossima settimana Rossignoli è piuttosto cauto e prevede che gli investitori "non seguiranno una direzione chiara. L’impressione è che ci sarà ancora molta volatilità e incertezza soprattutto sui chip e sull'intelligenza artificiale. Il trend comunque dovrebbe essere quello che abbiano avuto sotto gli occhi da almeno tre settimane: rotazione negli investimenti, tassi obbligazionari sotto pressione e un azionario che, una volta assorbita la volatilità, dovrebbe beneficiare dei buoni fondamentali dell'economia a stelle e strisce". Proseguirà il rafforzamento dello yen? "La moneta giapponese - spiega Rossignoli - è veramente debole, è tornata a quota 160, ma la situazione mi sembra diversa da quella dell'improvviso e violento rafforzamento dello yen dell'agosto 2024, che è stato un evento finanziario molto significativo, in cui lo yen ha guadagnato oltre il 12% rispetto al dollaro in pochissime settimane. Adesso la situazione è diversa, per cui non prevedo grandi conseguenze per la prossima settimana". (AGI)

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