(AGI) - Milano, 1 nov. -
- LA PROSSIMA SETTIMANA L’AI PUO’ RIMBALZARE ALL’INIZIO MA NON E’ DETTO CHE DURI
Questa settimana si chiude con il settore tech che continua a scricchiolare. "Il motivo - spiegano gli analisti - è sempre lo stesso: i dubbi sulla sostenibilità nel breve termine dei massicci investimenti legati all'intelligenza artificiale e la pressione sui margini di profitto che restano troppo bassi". Risultato: l’azionario ha perso smalto e la reazione si incomincia a vedere anche sui Treasury, col 10 anni giù al 4,9% e il 2 anni al 4,6%, perché, secondo gli analisti “il mercato si premunisce in quanto i prezzi dell’energia restano alti e cresce il timore che lo sgonfiamento dell’IA possa avere un ‘effetto valanga’ sulla crescita Usa nei prossimi trimestri”. E la prossima settimana? “All’inizio - commentano gli analisti - probabilmente ci sarà un rimbalzo dell’azionario, ma non è detto che duri. Anche perché dietro l’angolo non c’è solo il voto di midterm, ci sono altre trimestrali dei big dei chip, che potrebbero far scattare le vendite. Non penso che l’esito delle elezioni Usa inciderà più di tanto sui mercati, a meno di sorprese clamorose. C’è il rischio che in caso di sconfitta Trump intensifichi gli attacchi all’Iran e questo non aiuterebbe i mercati. Ma il vero problema è che sul tech e sull’AI in questo momento il mercato è debole, ha perso forza, e può bastare poco per far scattare le vendite”. (AGI)
Market mover: focus su elezioni midterm e conti bigh tech
AGGIORNAMENTO 11:00
(AGI) - Milano, 1 nov. - Il 3 novembre si terranno le elezioni di midterm, che assumeranno notevole rilevanza visto che Trump rischia di perdere il controllo del Congresso, il che limiterebbe notevolmente le capacità di spesa fiscale negli ultimi due anni del suo mandato. La consultazione prevede il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo dei seggi del Senato (35 su 100). Se alla Camera la probabilità di vittoria democratica è quasi certa, è al Senato che si gioca la vera “battaglia”, con quattro Stati (Texas, Ohio, Alaska e Maine) dove il distacco tra i candidati dei due partiti, secondo gli ultimi sondaggi, è molto risicato. Il mercato sembra essere pronto per una blue wave, con la sorpresa che emergerebbe qualora i Repubblicani riuscissero a mantenere la maggioranza al Senato. "Ma non ci sono solo le elezioni di midterm all'orizzonte - avvertono gli analisti - A pesare saranno soprattutto le trimestrali delle big del tech, che in questo momento contano probabilmente di più. Non tanto i conti di Apple, quanto quelli dei grandi produttori di chip, ovvero Qualcomm, Super Micro e AMD (Advanced Micro Devices)". Più nel dettaglio, la stagione degli utili procederà a pieno ritmo sia negli USA, sia in Europa, a partire da Apple mercoledì e con le altre tre big nei due giorni seguenti, dopo che ad ottobre l'AI USA ha sottoperformato con percentuali negative a due cifre. In Europa la prossima ottava usciranno i conti di diverse banche: Commerzbank, Intesa, MPS, Banco BMP, BPER. (AGI)
AGGIORNAMENTO 11:00
(AGI) - Milano, 1 nov. - Inoltre la prossima settimana i principali dati da monitorare saranno lunedì i dati definitivi sugli indici PMI manifatturieri globali, mercoledì l’inflazione in area euro e venerdì il mercato del lavoro USA. Sui PMI ci potrebbe essere qualche piccolo segnale di rallentamento. Per quanto riguarda l’inflazione i primi dati pubblicati dalle principali economie dell’area (Francia, Italia, Spagna e Germania) puntano ad un’inflazione in rialzo al 3,9%-4% a fronte di una 'core' che rimarrà pressoché stabile al 2,5%, confermando per il momento un limitato effetto di trasmissione, come evidenziato da Christine Lagarde nella conferenza stampa post riunione BCE. Negli USA i riflettori saranno puntati sul mercato del lavoro di ottobre: la previsione è una crescita dei nuovi occupati di 55.000 unità (da +29.000 unità) che però rimarrebbe sotto la media del 2026 (+60.000 addetti). Il range di previsione è piuttosto ampio (+40.000-95.000), il che denota una forte incertezza dopo la delusione di settembre. “Il problema – spiegano gli analisti – è che negli Usa i salari continuano a rallentare. Per ora i consumi hanno retto. Ma in prospettiva, se l’inflazione sale, il potere d’acquisto diminuisce e l’azionario legato all’IA perde quota, anche i consumi subiranno una correzione negativa nella parte finale dell’anno. E a quel punto l’ottimismo sulla crescita dell’economia americana potrebbe iniziare a venir meno”. Giovedì, sul fronte delle banche centrali, c’è attesa per la riunione della Bank of England. Gli analisti stimano una probabilità del 30% di un taglio dei tassi di 25 punti base ma un eventuale stop, o un taglio più deciso potrebbe innescare forti movimenti su sterlina e Gilt. Inoltre, mentre il greggio fluttua sopra i 100 dollari al barile, i mercati guardano al meeting dell'OPEC+ di domenica 1 novembre. Secondo Reuters l'organizzazione potrebbe optare per un modesto aumento della produzione a partire da dicembre per riassorbire i tagli passati. (AGI)
AGGIORNAMENTO 11:00
(AGI) - Milano, 1 nov. -
- LA PROSSIMA SETTIMANA L’AI PUO’ RIMBALZARE ALL’INIZIO MA NON E’ DETTO CHE DURI
Questa settimana si chiude con il settore tech che continua a scricchiolare. "Il motivo - spiegano gli analisti - è sempre lo stesso: i dubbi sulla sostenibilità nel breve termine dei massicci investimenti legati all'intelligenza artificiale e la pressione sui margini di profitto che restano troppo bassi". Risultato: l’azionario ha perso smalto e la reazione si incomincia a vedere anche sui Treasury, col 10 anni giù al 4,9% e il 2 anni al 4,6%, perché, secondo gli analisti “il mercato si premunisce in quanto i prezzi dell’energia restano alti e cresce il timore che lo sgonfiamento dell’IA possa avere un ‘effetto valanga’ sulla crescita Usa nei prossimi trimestri”. E la prossima settimana? “All’inizio - commentano gli analisti - probabilmente ci sarà un rimbalzo dell’azionario, ma non è detto che duri. Anche perché dietro l’angolo non c’è solo il voto di midterm, ci sono altre trimestrali dei big dei chip, che potrebbero far scattare le vendite. Non penso che l’esito delle elezioni Usa inciderà più di tanto sui mercati, a meno di sorprese clamorose. C’è il rischio che in caso di sconfitta Trump intensifichi gli attacchi all’Iran e questo non aiuterebbe i mercati. Ma il vero problema è che sul tech e sull’AI in questo momento il mercato è debole, ha perso forza, e può bastare poco per far scattare le vendite”. (AGI)