(AGI) - Firenze, 9 set. - Secondo il pentito Giovanni Brusca, le stragi del 1992-’93 dovevano essere usate “come strumento politico, come se fossero suggeriti dalla sinistra” per agevolare la discesa in campo di Silvio Berlusconi. E’ uno dei passaggi della testimonianza resa oggi dall’ex boss di Cosa nostra, in collegamento da località segreta, al processo che vede imputato a Firenze il gelataio di Omegna Salvatore Baiardo, accusato di calunnia aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca, di aver favorito l'ipotesi di un 'patto stragista' tra mafia e l'allora nascente partito di Forza Italia.
Brusca ha riferito di colloqui avuti con Bagarella e che Cosa Nostra aveva tentato l’avvicinamento di Berlusconi tramite Vittorio Mangano. Era stata paventata l’ipotesi di compiere ulteriori attentati “se non ci avesse dato una mano, per metterlo in difficoltà”. Nelle prossime udienze del processo a carico di Baiardo, è prevista la testimonianza di Giuseppe Graviano.(AGI)
Mafia: Brusca, colpa stragi a sinistra per aiutare Berlusconi
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