(AGI) - Palermo, 15 giu. - Estorsione, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, scommesse clandestine: sono tredici arresti gli arresti con cui la Guardia di Finanza ha messo nel mirino affari ed esponenti delle famiglie mafiose dell'Arenella e dell'Acquasanta a Palermo, facenti parte del mandamento di Resuttana, ricostruendone, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, gli organigrammi e le strutture di comando. In tutto sono 45 gli indagati, al centro di accertamenti finanziari e patrimoniali, intercettazioni telefoniche e ambientali dalle quali è emersa, spiegano gli investigatori, la capacità delle due famiglie di controllare i propri territori e al tempo stesso di dirimere controversie interne o con soggetti appartenenti ad altri mandamenti. In questo modo il capofamiglia dell'Arenella, interloquendo con altri vertici di Cosa nostra, avrebbe rilevato società, poi fittiziamente intestate a incensurati. Quello dell'Acquasanta, dal canto suo, avrebbe ricostruito il proprio potere nel territorio di competenza sfruttando il regime di semilibertà. Centrali per le casse della mafia si rivelano, ancora una volta, le scommesse sportive, realizzate con punti gioco occulti, fissazione di quote e giocate esclusivamente in contanti. (AGI)
Mafia: 13 arresti a Palermo, famiglie Acquasanta e Arenella
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