Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI

Libano: domani a Roma nuovo round colloqui con Israele

Estero

(AGI) - Roma, 3 ago. - Roma si prepara ad accogliere domani un nuovo round di colloqui tecnici tra le delegazioni di Israele e Libano, con l'obiettivo di far progredire l'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington dalle parti. L'incontro avviene dopo che il 21 luglio ha preso il via sul terreno l'attuazione dello schema delle zone pilota, a cominciare dal villaggio di Zawtar Al-Gharbiya, nel sud del Paese dei Cedri, dove è iniziato il graduale dispiegamento dell'esercito libanese, chiamato a riprenderne il controllo e a metterlo in sicurezza smantellando le strutture di Hezbollah.
    Un primo passo celebrato dagli Usa, mediatori nel processo negoziale, come "risultato diretto dei colloqui" avvenuti a metà luglio sempre a Roma, celebrata come 'capitale di pace' dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Auspicando "un risultato positivo" dai nuovi colloqui, previsti da domani fino a giovedì, l'ambasciatore americano a Beirut Michel Issa ha sottolineato su X che "resta ancora molto lavoro tecnico da fare per garantire la sicurezza dei civili sul campo".
    "C'è una differenza sostanziale tra redigere un accordo sulla carta e attuarlo in modo responsabile: procedere troppo in fretta rischia di mettere a repentaglio proprio i civili che questo processo dovrebbe proteggere", ha aggiunto l'ambasciatore, esortando le parti a "prendersi il tempo necessario per fare le cose per bene fin da subito" in modo che "le prossime zone pilota" possano procedere in modo più efficiente". "Soprattutto - ha concluso Issa - entrambe le parti devono concordare un processo chiaro e praticabile prima di procedere".
    Secondo i media, per la prima volta dall'avvio dei negoziati, Washington vuole ampliarne significativamente il raggio d'azione, per includere questioni di confine ed economiche. (AGI)

AGGIORNAMENTO 17:03

(AGI) - Roma, 3 ago. - Roma si prepara ad accogliere domani un nuovo round di colloqui tecnici tra le delegazioni di Israele e Libano, con l'obiettivo di far progredire l'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington dalle parti. L'incontro avviene dopo che il 21 luglio ha preso il via sul terreno l'attuazione dello schema delle zone pilota, a cominciare dal villaggio di Zawtar Al-Gharbiya, nel sud del Paese dei Cedri, dove è iniziato il graduale dispiegamento dell'esercito libanese, chiamato a riprenderne il controllo e a metterlo in sicurezza smantellando le strutture di Hezbollah.
    Un primo passo celebrato dagli Usa, mediatori nel processo negoziale, come "risultato diretto dei colloqui" avvenuti a metà luglio sempre a Roma, celebrata come 'capitale di pace' dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Auspicando "un risultato positivo" dai nuovi colloqui, previsti da domani fino a giovedì, l'ambasciatore americano a Beirut Michel Issa ha sottolineato su X che "resta ancora molto lavoro tecnico da fare per garantire la sicurezza dei civili sul campo".
    "C'è una differenza sostanziale tra redigere un accordo sulla carta e attuarlo in modo responsabile: procedere troppo in fretta rischia di mettere a repentaglio proprio i civili che questo processo dovrebbe proteggere", ha aggiunto l'ambasciatore, esortando le parti a "prendersi il tempo necessario per fare le cose per bene fin da subito" in modo che "le prossime zone pilota" possano procedere in modo più efficiente". "Soprattutto - ha concluso Issa - entrambe le parti devono concordare un processo chiaro e praticabile prima di procedere".
    Secondo i media, per la prima volta dall'avvio dei negoziati, Washington vuole ampliarne significativamente il raggio d'azione, per includere questioni di confine ed economiche. (AGI)

ADV

AGGIORNAMENTO 17:03

(AGI) - Roma, 3 ago. - Allargata è anche la delegazione che Beirut ha deciso di inviare a Roma: insieme al capo negoziatore, Simon Karam, ci sarà l’ambasciatrice del Libano a Washington, Nada Hamadeh Moawad, e il direttore delle operazioni al Comando dell’esercito, il generale George Rizkallah, insieme a cinque ufficiali specializzati. Saranno presenti anche il consigliere legale della presidenza, Antoine Sfeir, e Najib Masihi, esperto di affari marittimi. Per Israele è atteso l'ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter.
    In questa situazione, Beirut si trova stretta tra due fronti: quello politico - principalmente interno, dove l'opposizione di Hezbollah non è scemata, nell'ambito di un più ampio quadro di tensione regionale - e quello militare, con le truppe dell'Idf che continuano a operare nel sud del Paese.
    Nei giorni scorsi, Israele ha compiuto numerosi bombardamenti e distruzioni in diverse località del Libano meridionale, con raid tra i più violenti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco a giugno. Tra le zone prese di mira, anche quella del castello di Beaufort, patrimonio dell'Unesco. L'esercito israeliano ha riferito di aver usato 700 tonnellate di esplosivo per far saltare in aria un sistema sotterraneo di tunnel di Hezbollah sotto la cresta di Beaufort come ritorsione per un attacco del gruppo sciita filo-iraniano a soldati dell'Idf, in violazione della tregua.
    Il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato una "escalation estremamente pericolosa" e una "minaccia diretta al processo" negoziale. Non solo Beirut, ma anche le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per "l'entità delle esplosioni e delle demolizioni in corso" che hanno un "impatto devastante sulle infrastrutture civili, sul patrimonio culturale e sulla memoria collettiva delle comunità".
    Sia Aoun che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono stati in visita alla Casa Bianca dal presidente Usa Donald Trump nelle ultime due settimane. Se il capo di Stato libanese punta a estendere le zone pilota, con la 'liberazione' di città dal più alto valore simbolico ma anche sostanziale, presenti all'interno della zona cuscinetto demarcata dalla Linea Gialla indicata da Israele come 'confine' provvisorio, da parte sua Tel Aviv avrebbe già fatto sapere di non avere intenzione di ulteriori ritiri senza passi più decisi dell'esercito di Beirut contro Hezbollah. (AGI)

---- SCA | © 2026 agi
I fatti che arrivano PRIMA. Scarica l’app dallo store.