(AGI) - Roma, 24 giu. - La Commissione della Camera ha votato il via libera al mandato ai relatori sulla legge elettorale che, quindi, venerdì approderà all'Aula di Montecitorio. La seduta di oggi è stata caratterizzata, però, dallo scontro su un emendamento di Azione che prevede l'esonero della raccolta delle firme per i partiti che avevano già un gruppo parlamentare al 31 divembre 2025. Emendamento approvato che ha uscitato l'ira di Futuro Nazionale. "Un emendamento marchetta", lo ha definito il deputato Edoardo Ziello. L'esponente vannacciano ha duramente criticato la maggioranza per non aver discusso la proposta di inserire le preferenze nella riforma della legge elettorale. "Le preferenze sono l'unico modo per aumentare la partecipazione popolare: la maggioranza lancia un brutto segnale al paese, insieme alla sinistra. Una tecnica studiata per imbavagliare Futuro Nazionale, senza contare che con l'emendamento marchetta", ha proseguito Ziello nel corso delle dichiarazioni di voto sul mandato al reolatore, riferendosi alla norma sulla raccolta delle firme: "Si dimostra una funzionalità del centrodestra a certi partiti del centrosinistra. Per questi motivi non voteremo nemmeno il mandato al relatore". Bocciati gli emendamenti per la sottoscrizione digitale delle liste e per l'introduzione della parità di genere sia nelle liste bloccate sia nelle liste circoscrizionali per l'attribuzione del premio. Sulle preferenze si è soffermato anche il leader di Più Europa. (AGI)
L.elettorale: venerdì in Aula. FnV contro c.destra su firme
AGGIORNAMENTO 20:07
(AGI) - Roma, 24 giu. - La Commissione della Camera ha votato il via libera al mandato ai relatori sulla legge elettorale che, quindi, venerdì approderà all'Aula di Montecitorio. La seduta di oggi è stata caratterizzata, però, dallo scontro su un emendamento di Azione che prevede l'esonero della raccolta delle firme per i partiti che avevano già un gruppo parlamentare al 31 divembre 2025. Emendamento approvato che ha uscitato l'ira di Futuro Nazionale. "Un emendamento marchetta", lo ha definito il deputato Edoardo Ziello. L'esponente vannacciano ha duramente criticato la maggioranza per non aver discusso la proposta di inserire le preferenze nella riforma della legge elettorale. "Le preferenze sono l'unico modo per aumentare la partecipazione popolare: la maggioranza lancia un brutto segnale al paese, insieme alla sinistra. Una tecnica studiata per imbavagliare Futuro Nazionale, senza contare che con l'emendamento marchetta", ha proseguito Ziello nel corso delle dichiarazioni di voto sul mandato al reolatore, riferendosi alla norma sulla raccolta delle firme: "Si dimostra una funzionalità del centrodestra a certi partiti del centrosinistra. Per questi motivi non voteremo nemmeno il mandato al relatore". Bocciati gli emendamenti per la sottoscrizione digitale delle liste e per l'introduzione della parità di genere sia nelle liste bloccate sia nelle liste circoscrizionali per l'attribuzione del premio. Sulle preferenze si è soffermato anche il leader di Più Europa. (AGI)
AGGIORNAMENTO 20:07
(AGI) - Roma, 24 giu. - "La nostra democrazia in crisi avrebbe avuto bisogno di un'attenzione maggiore, una condivisione con le altre forze del parlamento, con le forze di opposizione, è stata annunciata questa volontà, ma non c'è mai stata condivisione", ha spiegato Riccardo Magi. "E' una forza che non rafforza la libertà di scelta dei cittadini perché vengono tolti i collegi rispetto alla legge vigente, non ci sarà il doppio turno, non ci saranno le preferenze che a me non piacciono particolarmente, ma sono strumento di scelta. C'è, invece, un premio di maggioranza abnorme che rende la vostra proposta peggiorativa della Legge Truffa". Detto questo, Magi ha annunciato di depositare una relazione di cui chiederà la pubblicazione. "In Commissione è stato esaminato meno del 50 per cento degli emendamenti presentati e una parte significativa degli emendamenti è rimasta accantonata e non è stata sbloccata non per ragioni di merito o di confronto parlamentare, ma per evidenti difficoltà interne alla maggioranza”, ha ricordato Simona Bonafè del Pd: "Rimangono quindi aperti tutti i principali nodi politici, che ora arriveranno direttamente in Aula senza essere stati adeguatamente affrontati”. Ancora più grave è il fatto che autorevoli esponenti della maggioranza evochino già il ricorso alla questione di fiducia. Sarebbe un’ulteriore e inaccettabile compressione del dibattito parlamentare su una materia che riguarda il funzionamento stesso della nostra democrazia”. Vittoria Baldino del M5s ricorda: "Abbiamo dovuto assistere a una serie di audizioni di autorevoli esperti che hanno ribadito l'ovvio, che il primo testo avesse dei profili evidenti di incostituzionalità. Ne avete presentato un altro, raffazzonato. Nonostante questo abbiamo corretto questioni da definire, l'opposizione ha svolto il suo ruolo in maniera costruttiva, nonostante si trattasse di un testo inemendabile", ha spiegato l'esponente M5s. (AGI)