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Lefebvriani: Parolin, grande dolore ma spero nel dialogo

Estero

(AGI) - Città del Vaticano, 1 lug. - Le consacrazioni episcopali illecite celebrate oggi a Econe dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X hanno riaperto una delle ferite più dolorose della storia recente della Chiesa cattolica. A poche ore dalla cerimonia, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, parlando con i giornalisti, ha espresso con parole di grande sofferenza la posizione del Vaticano: dolore per una frattura che si ripete a quasi quarant'anni dalle consacrazioni illecite volute da monsignor Marcel Lefebvre nel 1988, ma anche la speranza che il dialogo non venga definitivamente interrotto. “Prima di tutto voglio esprimere un grande dolore", ha dichiarato Parolin. Un dolore che nasce dalla consapevolezza che la questione non riguarda semplicemente un problema disciplinare o giuridico, ma investe il cuore stesso della comunione ecclesiale. "Parlando dell'unità della Chiesa, un atto del genere ferisce profondamente l'unità della Chiesa", ha affermato il cardinale, richiamando anche il contenuto della lettera con cui Papa Leone XIV aveva personalmente implorato il superiore della Fraternità, don Davide Pagliarani, di rinunciare alle nuove consacrazioni. Il Segretario di Stato ha ribadito con chiarezza il giudizio canonico della Santa Sede. "Questo è un atto di per sé scismatico", ha spiegato, ricordando che "le ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio rompono l'unità della Chiesa" e sono previste dal diritto canonico come un comportamento suscettibile delle più gravi sanzioni ecclesiastiche, fino alla scomunica. Parolin ha tuttavia precisato di non conoscere "i tempi e i modi con cui questa scomunica verrà erogata", lasciando intendere che la Santa Sede procederà con il necessario discernimento giuridico e pastorale. (AGI)

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