(AGI) - Roma, 28 apr. - Gli incentivi per l'occupazione - bonus su giovani, Zes Mezzogiorno e donne - contenuti nel Dl Lavoro, approvato oggi dal Cdm, verranno erogati solo in favore delle aziende che applicano un "salario giusto", ovvero quello definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. La misura interviene anche sul caporalato digitale per dare un quadro normativo migiore al settore dei rider.
"Chi sottoscrive contratti ma sottopaga i lavoratori non avrà incentivi pubblici: sì al salario giusto e sì alla contrattazione di qualità", rivendica la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Pensiamo che sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione", aggiunge. "Come si determina il salario giusto? Noi - sottolinea la premier - crediamo nella contrattazione come strumento per costruire questo benchmark, non può essere il governo a stabilirlo. Per noi il parametro di riferimento sono i contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati e dalle imprese".
Il decreto, del valore di circa un miliardo, impatta su una platea di 4 milioni di lavoratori. Il testo, proposto dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, limato nelle ultime settimane a Palazzo Chigi, prova a intervenire per spingere l'occupazione stabile per donne, giovani e nel Mezzogiorno, tramite dei bonus che prevedono esoneri contributivi su Zes e Under 35, e affronta anche il caporalato digitale con una misura in favore dei rider. Il provvedimento si configura, insomma, anche come una risposta del governo alla questione del salario minimo portata avanti dalle minoranze, che negli scorsi anni hanno depositato un testo che parlava di minimo 9 euro l'ora. "Nel caso dell'introduzione di un salario minimo orario rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia ma, per paradosso, un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti chiaramente rappresentano e costruiscono, rischiando di rivedere a ribasso i diritti dei lavoratori", annota Meloni.
I sindacati confederali hanno parlato di mancato confronto sul testo, che non stabilisce criteri sulla rappresentanza, su cui è in corso da mesi una trattativa tra associazioni datoriali e dei lavoratori. "La scelta di campo fatta sul salario giusto è la rappresentazione di un attento ascolto delle istanze che vengono dal mondo datoriale e dal mondo sindacale. Non solo le interlocuzioni ci sono ma il governo ascolta", commenta la ministra Calderone. (AGI)
Lavoro: ok Cdm a Dl, Meloni, niente incentivi a chi sottopaga
AGGIORNAMENTO 19:12
(AGI) - Roma, 28 apr. - Gli incentivi per l'occupazione - bonus su giovani, Zes Mezzogiorno e donne - contenuti nel Dl Lavoro, approvato oggi dal Cdm, verranno erogati solo in favore delle aziende che applicano un "salario giusto", ovvero quello definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. La misura interviene anche sul caporalato digitale per dare un quadro normativo migiore al settore dei rider.
"Chi sottoscrive contratti ma sottopaga i lavoratori non avrà incentivi pubblici: sì al salario giusto e sì alla contrattazione di qualità", rivendica la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Pensiamo che sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione", aggiunge. "Come si determina il salario giusto? Noi - sottolinea la premier - crediamo nella contrattazione come strumento per costruire questo benchmark, non può essere il governo a stabilirlo. Per noi il parametro di riferimento sono i contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati e dalle imprese".
Il decreto, del valore di circa un miliardo, impatta su una platea di 4 milioni di lavoratori. Il testo, proposto dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, limato nelle ultime settimane a Palazzo Chigi, prova a intervenire per spingere l'occupazione stabile per donne, giovani e nel Mezzogiorno, tramite dei bonus che prevedono esoneri contributivi su Zes e Under 35, e affronta anche il caporalato digitale con una misura in favore dei rider. Il provvedimento si configura, insomma, anche come una risposta del governo alla questione del salario minimo portata avanti dalle minoranze, che negli scorsi anni hanno depositato un testo che parlava di minimo 9 euro l'ora. "Nel caso dell'introduzione di un salario minimo orario rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia ma, per paradosso, un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti chiaramente rappresentano e costruiscono, rischiando di rivedere a ribasso i diritti dei lavoratori", annota Meloni.
I sindacati confederali hanno parlato di mancato confronto sul testo, che non stabilisce criteri sulla rappresentanza, su cui è in corso da mesi una trattativa tra associazioni datoriali e dei lavoratori. "La scelta di campo fatta sul salario giusto è la rappresentazione di un attento ascolto delle istanze che vengono dal mondo datoriale e dal mondo sindacale. Non solo le interlocuzioni ci sono ma il governo ascolta", commenta la ministra Calderone. (AGI)
AGGIORNAMENTO 19:12
(AGI) - Roma, 28 apr. - I contenuti del decreto. Per incrementare l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre 2026 assumono personale under 35 con contratto a tempo indeterminato viene riconosciuto, per massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi Inail, nel limite massimo di importo pari a 500 euro mensili per ciascun lavoratore.
Per sostenere lo sviluppo occupazionale della Zes, ai datori di lavoro privati che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026 assumono personale con contratto a tempo indeterminato viene riconosciuto, per massimo di ventiquattro mesi, l'esonero contributivo nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi Inail, nel limite massimo di importo pari a 650 euro mensili per ciascun lavoratore. L'esonero è riconosciuto esclusivamente ai datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti.
Per favorire le pari opportunità per le lavoratrici svantaggiate, anche nell'ambito della Zes Mezzogiorno, ai datori di lavoro privati che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026 assumono, con contratto a tempo indeterminato, donne di qualsiasi eta', ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, viene riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail, nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile per ciascuna lavoratrice. (AGI)
AGGIORNAMENTO 19:12
(AGI) - Roma, 28 apr. - Previsto un intervento sui contratti collettivi scaduti. Per favorire il rinnovo dei contratti collettivi nazionali dalle rispettive scadenze naturali e assicurare continuità alla tutela economica dei lavoratori, le parti disciplinano le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo intercorrente tra la scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro e la sottoscrizione del relativo rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente.
In caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi entro i primi dodici mesi successivi alla naturale scadenza, le retribuzioni sono adeguate, a titolo di anticipazione forfettaria dell’incremento retributivo previsto dal comma 1, alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo, nella misura pari al 30 per cento della stessa, fatte salve eventuali diverse pattuizioni contrattuali.
Il testo interviene anche in materia di caporalato digitale. In caso di lavoro intermediato da piattaforma web, l'accesso del lavoratore può avvenire con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un account con autenticazione a più fattori, nel rispetto del Codice dell'Amministrazione Digitale. Le credenziali di accesso al proprio account, specifica il testo, hanno carattere strettamente personale ed è fatto divieto di cessione a terzi. La cessione o l'uso improprio dell'account è punito con una sanzione pecuniaria.
Viene prorogata fino al 2029 l'isopensione, ovvero la possibilita' per i lavoratori di una uscita anticipata dal Lavoro fino a 7 anni prima, con pagamento delle mensilita' a carico delle aziende, che devono avere almeno 15 dipendenti. La misura attualmente era in scadenza il 30 novembre 2026. Ora arriva una nuova finestra che include gli anni 2018-2029. (AGI)