(AGI) - Città del Vaticano, 12 mar. - "I poveri mi hanno insegnato a vivere il Vangelo". Il cardinale Konrad Krajewski ricorda a Vatican News il suo servizio alla Chiesa universale, i 28 anni vissuti in Vaticano e il tanto bene ricevuto dai "preferiti di Dio".
Dopo 13 anni Krajewski lascia l'Elemosineria apostolica per tornare in Polonia, nominato da Papa Leone arcivescovo di Lodz, la sua città natale. È lì che è nato il 25 novembre 1963.
“Ventotto anni di servizio con 4 Papi – racconta il porporato – sono stato accanto a Giovanni Paolo II nei suoi ultimi sette anni di vita quando era malato. Poi il pontificato di Benedetto XVI quello di Papa Francesco e i 10 mesi di Papa Leone. Ho sperimentato cose diverse perché ogni Pontefice ha donato alla Chiesa qualcosa di nuovo, ognuno con un accento differente”. In piccoli flashback ripercorre la sua missione e l’amore per la Chiesa universale che ha servito “nei suoi migliori anni”. Una crescita umana e spirituale che si è arricchita della vicinanza ai poveri.
E' Francesco a nominarlo il 3 agosto 2013 Elemosiniere di Sua Santità, per poi crearlo cardinale il 28 giugno 2018. (AGI)
Krajewski, i poveri mi hanno insegnato a vivere il Vangelo
AGGIORNAMENTO 13:55
(AGI) - Città del Vaticano, 12 mar. - "I poveri mi hanno insegnato a vivere il Vangelo". Il cardinale Konrad Krajewski ricorda a Vatican News il suo servizio alla Chiesa universale, i 28 anni vissuti in Vaticano e il tanto bene ricevuto dai "preferiti di Dio".
Dopo 13 anni Krajewski lascia l'Elemosineria apostolica per tornare in Polonia, nominato da Papa Leone arcivescovo di Lodz, la sua città natale. È lì che è nato il 25 novembre 1963.
“Ventotto anni di servizio con 4 Papi – racconta il porporato – sono stato accanto a Giovanni Paolo II nei suoi ultimi sette anni di vita quando era malato. Poi il pontificato di Benedetto XVI quello di Papa Francesco e i 10 mesi di Papa Leone. Ho sperimentato cose diverse perché ogni Pontefice ha donato alla Chiesa qualcosa di nuovo, ognuno con un accento differente”. In piccoli flashback ripercorre la sua missione e l’amore per la Chiesa universale che ha servito “nei suoi migliori anni”. Una crescita umana e spirituale che si è arricchita della vicinanza ai poveri.
E' Francesco a nominarlo il 3 agosto 2013 Elemosiniere di Sua Santità, per poi crearlo cardinale il 28 giugno 2018. (AGI)
AGGIORNAMENTO 13:55
(AGI) - Città del Vaticano, 12 mar. - Krajewski ricorda il volo di ritorno dalla Gmg di Rio de Janeiro (luglio 2013) con Papa Francesco, nel quale passò due delle 13 ore di viaggio ad ascoltare Bergoglio. "Mi ha spiegato cosa dovevo fare da Elemosiniere, mi chiedeva di dormire con i poveri, di uscire dal Vaticano, di avere sempre a fine giornata il conto vuoto perché tutto era destinato alle opere di carità. Ma c’è una cosa che mi ha sempre accompagnato che Francesco mi ha detto: ‘Se non sai cosa fare chiedi sempre al Signore e chiedi cosa farebbe al posto tuo’”. “Ho anche fatto molti errori - confessa il cardinale - ma l’ho fatto in buona fede e il Papa mi ha sempre capito e perdonato”.
Sul nuovo ruolo che lo attende racconta che Papa Leone con delicatezza gli aveva chiesto se voleva andare, se voleva portare tutta l’esperienza maturata nella Chiesa universale in una Chiesa locale. “Ho accettato di buon grado perché il bene della Chiesa nasce con la prossimità ai fedeli. È grande la mia diocesi, ci sono due milioni e mezzo di abitanti, sono pronto a servire”. “Non ho mai lasciato la Polonia,- ammette - sono rimasto sempre tra la gente e avevo anche un po’ di nostalgia”.
L’ultimo messaggio del cardinale Konrad Krajewski è per i preferiti di Dio, i poveri che lo hanno sempre chiamato “don Corrado” e che con lui hanno fatto viaggi, come a Torino per l’ostensione della Sindone nel 2015, o a mangiare una pizza dopo una giornata al mare, o a scambiare due chiacchiere ma sempre di fretta perché c’era un’urgenza da coprire. “Li devo ringraziare tutti, mi hanno insegnato – dice con leggera commozione - a leggere il Vangelo, a viverlo in un modo nuovo”. (AGI)