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Istat: 11 mln a rischio povertà, pesano spese energia e cibo

Economia

(AGI) - Roma, 21 mag. - Nel 2025, le spese per l’abitazione rappresentano un onere economico pesante per il 35,9 per cento degli individui e il 22,4 per cento riferisce di arrivare alla fine del mese con difficoltà o grande difficoltà. Il 47,7 per cento dichiara, invece, di non essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno. Inoltre, il 35,7 per cento della popolazione non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa e il 25,6 per cento ha difficoltà a far fronte, con risorse proprie, a spese impreviste. In calo la quota di persone che non può permettersi un pasto proteico si attesta al 9,3 per cento (era 9,9 nel 2024 e 12,6 per cento nel 2014): si tratta di 5,4 milioni di individui. Le difficoltà di accesso a un’alimentazione adeguata sono più evidenti per gli individui che vivono in famiglie composte esclusivamente da stranieri, 19,1 per cento, valore più che doppio rispetto a quello degli individui che vivono in famiglie di soli italiani (8,5 per cento).
   Nel 2024 la povertà energetica delle famiglie, ovvero l’impossibilità per una famiglia di accedere a servizi energetici essenziali, è pari al 9,1 per cento, in aumento rispetto al biennio precedente (era 7,7 per cento nel 2022 e 9,0 per cento nel 2023). Il valore più basso si registra nel Centro (5,6 per cento), seguito dal Nord-est (7,2 per cento) e dal Nord-ovest (8,0 per cento); Sud (12,7 per cento) e Isole (14,6 per cento) presentano, invece, i valori più elevati. 
    La povertà energetica colpisce maggiormente le famiglie più numerose (dall’8,4 per cento delle famiglie monocomponenti al 12,7 per cento delle famiglie con 5 componenti o più) e, guardando alle tipologie familiari, le coppie con tre figli e più (12,3 per cento), le famiglie monogenitoriali (12,0 per cento), quelle di altra tipologia (cioè le famiglie con più nuclei, 11,4 per cento) e le coppie con due fi gli (10,2 per cento). L’incidenza tra le famiglie con persona di riferimento straniera è pari al 22,3 per cento, oltre due volte e mezzo rispetto all’8 per cento delle famiglie con persona di riferimento italiana. (AGI) 





 

AGGIORNAMENTO 11:01

(AGI) - Roma, 21 mag. - Nel 2025, in Italia, sono 11 milioni di individui a rischio di povertà, pari al 18,6 per cento del totale della popolazione. Un dato che "sebbene stabile" rispetto al 2024 conferma "la persistenza di un’area di vulnerabilità economica ampia e strutturale all’interno del Paese". E crescono le famiglie che non sostengono i costi dell'energia e non possono permettersi un pasto adeguato proteico. Lo rileva l'Istat nel rapporto annuale sottolineando che "le disuguaglianze economiche rimangono marcate con un livello di povertà assoluta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente" e "a fronte di un miglioramento dell’indicatore sull’insicurezza alimentare nell’ultimo decennio, la povertà energetica è in aumento su tutto il territorio, ma in modo particolare nel Nord-ovest e nelle Isole". Sempre più famiglie hanno difficoltà ad accedere ai servizi essenziali come riscaldare o raffreddare la casa, cucinare, illuminare gli ambienti o utilizzare gli elettrodomestici di base. Il ceto medio, di entità in leggero aumento, è maggiormente diffuso al Nord, mentre al Sud e nelle Isole è più elevata la popolazione a rischio di povertà.
   Nel 2025, secondo l'Istat, 5,4 milioni di individui non possono permettersi un pasto adeguato proteico con un'incidenza che si attesta al 9,3 per cento (era 9,9 nel 2024 e 12,6 per cento nel 2014). Le difficoltà di accesso a un’alimentazione adeguata sono più evidenti per gli individui che vivono in famiglie composte esclusivamente da stranieri, 19,1 per cento, valore più che doppio rispetto a quello degli individui che vivono in famiglie di soli italiani (8,5 per cento).
   L’incidenza del rischio di povertà è più che doppia per chi vive in famiglie con almeno un componente straniero (33,7 contro il 16,6 delle persone in famiglie di soli italiani). Particolarmente esposte sono le persone che vivono in famiglie monogenitoriali con figli minori (36,3 per cento) e, con riferimento al territorio, le percentuali più elevate si registrano nelle Isole (35,4 per cento) e nel Sud (30,5 per cento). (AGI)

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AGGIORNAMENTO 11:01

(AGI) - Roma, 21 mag. - Nel 2025, le spese per l’abitazione rappresentano un onere economico pesante per il 35,9 per cento degli individui e il 22,4 per cento riferisce di arrivare alla fine del mese con difficoltà o grande difficoltà. Il 47,7 per cento dichiara, invece, di non essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno. Inoltre, il 35,7 per cento della popolazione non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa e il 25,6 per cento ha difficoltà a far fronte, con risorse proprie, a spese impreviste. In calo la quota di persone che non può permettersi un pasto proteico si attesta al 9,3 per cento (era 9,9 nel 2024 e 12,6 per cento nel 2014): si tratta di 5,4 milioni di individui. Le difficoltà di accesso a un’alimentazione adeguata sono più evidenti per gli individui che vivono in famiglie composte esclusivamente da stranieri, 19,1 per cento, valore più che doppio rispetto a quello degli individui che vivono in famiglie di soli italiani (8,5 per cento).
   Nel 2024 la povertà energetica delle famiglie, ovvero l’impossibilità per una famiglia di accedere a servizi energetici essenziali, è pari al 9,1 per cento, in aumento rispetto al biennio precedente (era 7,7 per cento nel 2022 e 9,0 per cento nel 2023). Il valore più basso si registra nel Centro (5,6 per cento), seguito dal Nord-est (7,2 per cento) e dal Nord-ovest (8,0 per cento); Sud (12,7 per cento) e Isole (14,6 per cento) presentano, invece, i valori più elevati. 
    La povertà energetica colpisce maggiormente le famiglie più numerose (dall’8,4 per cento delle famiglie monocomponenti al 12,7 per cento delle famiglie con 5 componenti o più) e, guardando alle tipologie familiari, le coppie con tre figli e più (12,3 per cento), le famiglie monogenitoriali (12,0 per cento), quelle di altra tipologia (cioè le famiglie con più nuclei, 11,4 per cento) e le coppie con due fi gli (10,2 per cento). L’incidenza tra le famiglie con persona di riferimento straniera è pari al 22,3 per cento, oltre due volte e mezzo rispetto all’8 per cento delle famiglie con persona di riferimento italiana. (AGI) 





 

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